Internationale Hugo-Wolf-Akademie – Galeriekonzert “Brahms-Phantasie”

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Markus Hadulla e Samuel Hasselhorn

Il Lied costituisce uno tra gli aspetti piú affascinanti della cultura tedesca e qui a Stuttgart abbiamo la possibilitá di ascoltarne un’ ampia scelta di esecuzioni grazie all’ attività della Internationale Hugo-Wolf-Akademie, istituzione didattica e concertistica fondata nel 1967 dal compositore Hermann Reutter che richiamò in vita il progetto dell’ Hugo-Wolf-Verein la cui attività ebbe inizio nel 1898 per merito dell’ avvocato Hugo Faißt, amico intimo e sostenitore di Hugo Wolf. Il sodalizio organizza, oltre a masterclasses tenute dai massimi interpreti del Lied e all’ Internationale Wettbewerb für Liedkunst, anche una stagione concertistica nella quale si alternano cantanti di fama e giovani interpreti segnalatisi nei corsi. Quest’ anno per la serata inaugurale del ciclo dei Galeriekonzerte che si tengono nella sala conferenze della Staatsgalerie, il principale museo della città di Stuttgart, è stato invitato Samuel Hasselhorn, trentaduenne baritono nativo di Göttingen e figlio di un docente universitario di Psicologia, che dopo essere stato membro dell’ ensemble della Wiener Staatsoper è passato quest’ anno nella compagnia dello Staatstheater Nürnberg. In questa serata Hasselhorn si esibiva insieme al cinquantaduenne pianista Markus Hadulla, originario di Köln e musicista altamente stimato come accompagnatore nel repertorio liederistico e componente di complessi da camera, oltre che per la sua attività didattica alla Universität für Musik und darstellende Kunst Wien.

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Foto ©IHWA/FB

La parte più interessante del programma di questo concerto inaugurale era sicuramente costituita dalla Brahms-Phantasie, una scelta di Lieder di Johannes Brahms riunita in volume insieme a una serie di 41 immagini da Max Klinger (1857-1920), uno degli artisti tedeschi più famosi della sua generazione come pittore, scultore e incisore, nonché devoto pianista dilettante. Mentre la gran parte degli artisti e scrittori per tutto il XIX secolo sono stati ispirati dall’ idea generale della musica, vista come la più tipicamente “romantica” delle arti, Klinger amava autori specifici: Beethoven, Schumann e soprattutto Brahms. Teneva un pianoforte nel suo studio e presentava i suoi cicli grafici contrassegnandole con numeri musicali “Opus”. Il primo contatto con Brahms avvenne quando l’ artista inviò al compositore amburghese una raccolta stampata di poesie con le sue incisioni nel 1877. Successivamante Klinger dedicò il suo ciclo grafico Amor und Psyche Opus V del 1880 a Brahms e preparò i frontespizi per le raccolte di Lieder op. 96 e 97, pubblicate nel 1886. Klinger iniziò a lavorare alla Brahms-Phantasie Opus XII nel 1888 e Brahms ricevette l’ opera completata nel gennaio del 1894. La raccolta è un tour-de-force tecnico contenente 18 stampe calcografiche e 23 litografie. Le stampe calcografiche combinano ogni possibile tecnica – acquaforte, incisione, puntasecca, acquaforte a fondo morbido, acquatinta e mezzatinta – per ottenere il massimo della gamma drammatica di linee e toni. L’ esecuzione dei brani musicali era accompagnata da una serie di diapositive delle incisioni contenute nel volume, dedicate a diverse illustrazioni del mito di Prometeo.

Coerentemente con l’ inizio, la serata proseguiva con una scelta di Lieder schubertiani dai testi ispirati all’ antichità classica, tra cui i celeberrimi Ganymed, Prometheus e Memnon. In chiusura si tornava a Brahms con i Vier ernste Gesänge op. 121, dedicati proprio a Max Klinger e scritti nel 1896 su testi tratti dalla Bibbia nella traduzione tedesca di Martin Lutero, esattamente come Ein deutsches Requiem. Si tratta della penultima composizione ideata da Brahms, una splendida meditazione sulla morte espressa dalle parole dell’ Ecclesiaste e, nel brano conclusivo, della Prima lettera ai Corinzi da sempre attribuita a Paolo di Tarso. Un senso di cupo pessimismo domina nei primi due brani, dove si parla della vanità di ogni cosa terrena. L’ atmosfera si rasserena nel terzo Lied, su cui si innesta alla fine una evocazione appassionata alla morte, vista come liberatrice da ogni angoscia. Il quarto canto esalta invece la forza dell’amore e termina con una Coda che presenta una notevole ricchezza melodica e armonica.

La profondità espressiva di queste musiche è stata messa in evidenza da un’ eecuzione assolutamente di qualità elevata. Lo strumento vocale di Samuel Hasselhorn è davvero di qualità molto pregevole, messo in perfetta evidenza da una tecnica basata su un’ impostazione sicura che gli permette di risolvere agevolmente tutti i punti in cui la scrittura vocale di Brahms si fa ruvida. Ma l’ aspetto che colpisce maggiormente nelle sue esecuzioni è la maturità interpretativa davvero inusuale in un cantante cosí giovane, che rende il fraseggio ispiratissimo, oltre che ricco di colori vocali e coinvolgente nel tono appassionato di certe inflessioni. Eccellente è apparso anche il sostegno pianistico di Markus Hadulla, perfettamente sintonizzato dal punto di vista espressivo con il canto e assolutamente impeccabile dal punto di vista tecnico. Il pubblico ha seguito con attenzione appassionata un concerto davvero originale e coinvolgente, di un artista giovane e assai promettente che, da quanto abbiamo sentito, ha sicuramente tutti i requisiti per diventare un interprete di riferimento nel repertorio del Lied romantico.

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Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

1 commento su “Internationale Hugo-Wolf-Akademie – Galeriekonzert “Brahms-Phantasie””

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