Stuttgarter Kammerorchester – Concerto funebre

wp-1666002412585
Fotot ©Oliver Röckle

La Stuttgarter Kammerorchester ha iniziato la sua quarta stagione sotto la guida di Thomas Zehetmair, dal 2019 Chefdirigent, il sesto nella storia del complesso. Il cinquantanovenne musicista austriaco originario di Salzburg, che da diversi anni affianca alla sua attività di violinista tra i più quotati della nostra epoca un intenso impegno nel campo della direzione orchestrale con regolari collaborazioni sul podio di complessi rinomati come la St. Paul Chamber Orchestra e soprattutto la Royal Northern Sinfonia della quale è stato Music Director dal 2002 al 2014, è uno tra i musicisti odierni più accreditati nel campo dell’ esecuzione storicamente informata. Come solista, Zehetmair si è fatto un nome internazionale soprattutto per le sue interpretazioni bachiane: la sua integrale della Sonate e Partite, registrata per la Teldec nel 2007, è considerata dalla critica una tra le migliori apparse negli ultimi anni. Insieme al direttore austriaco, la Stuttgarter Kammerorchester continua a sviluppare progetti discografici e tournées internazionali che, insieme alla costante affluenza di pubblico per i concerti in abbonamento a Stuttgart, confermano il successo di una formula progettuale tra le più interessanti del panorama musicale tedesco.

Il principale motivo di interesse della serata era era senza dubbio l’ esecuzione del Concerto funebre per violino e archi di Karl Amadeus Hartmann (1905-1963), compositore bavarese noto anche per essere stato il fondatore della rassegna musica viva, uno tra i festival tedeschi di musica contemporanea più importanti insieme ai Donaueschinger Musiktagen, ai Ferienkurse in Darmstadt e ai Wittener Tagen für Zeitgenössische Musik. Nonostante fosse iscritto dal 1933 alla Reichsmusikkammer, Hartmann tenne sempre un atteggiamento critico nei confronti del regime nazista e giunse a vietare l’ esecuzione della sua musica in Germania sino alla fine della guerra. La sua produzione comprende otto Sinfonie, un cospicuo numero di lavori per diverse combinazioni strumentali e l’ opera Simplicius Simplicissimus. Drei Szenen aus seiner Jugend, scritta nel 1934-36 e revisionata vent’ anni più tardi, probabilmente la sua composizione più conosciuta.

Il Concerto funebre, brano del 1939, fu scritto come epicedio per il popolo ceco dopo l’ annessione della regione dei Sudeti da parte del regime hitleriano, e nell’ introduzione viene infatti citato il Corale hussita Die ihr Gottes Streiter seid, simbolo della lotta dei boemi per la libertà. L’ altro Corale che chiude la partitura è invece basato sulla melodia della marcia funebre Vy zhertvoiu pali, suonata ai funerali dei rivoluzionari bolscevichi e citata anche da Shostakovich nella sua Sinfonia n° 11 e nella partitura della colonna sonora scritta da Edmund Meise per il celebre film La corazzata Potiomkin di Sergej Eisenstein.

wp-1666002371077
Foto ©Oliver Röckle

L’ esecuzione solistica è apparsa notevole per la bellezza severa del fraseggio, la scrupolosità dello stile e la disinvoltura nel superare tutti i passi tecnicamente insidiosi. Zehetmair ha un suono timbricamente pregevolissimo e si fa apprezzare soprattutto per la sua splendida capacità di gestire la dinamica, con pianissimi aerei e quasi impalpabili ma assolutamente perfetti nella proiezione ed espansione del suono in sala. Il modo intenso e ricco di concentrata carica espressiva con cui il violinista salisburghese ha reso i due Corali è apparso davvero esemplare nel rendere il carattere introverso e meditativo del pezzo, in perfetta sintonia con i colori scuri e sfumati della Stuttgarter Kammerorchester. Notevole, per la commossa intensità del fraseggio strumentale, è sembrata anche l’ interpretazione della Kammersinfonie op. 110a di Shostakovich, versione per orchestra d’ archi preparata da Rudolf Barshai del celebre Ottavo Quartetto, uno tra i capolavori assoluti della musica del Novecento.

Il programma della serata era completato da tre brani tratti dalle due celebri opere teoriche di Bach. All’ inizio abbiamo ascoltato due Ricercari da Ein musikalisches Opfer BWV 1079. Per chi come me e, penso, molti di voi, ama davvero la musica di Bach, questo straordinario trattato di scienza musicale in cui il compositore di Eisenach utilizza tutte le possibilità combinatorie del cosiddetto Thema Regium fornitogli come prova di abilità dal re di Prussia Friedrich II durante la sua visita alla reggia di Potsdam del 7 e 8 maggio 1747 e consistente in tre note ascendenti che coprono i gradi dell’ accordo di tonica di DO minore seguite da un semitono ascendente e poi da una discesa di settima diminuita che dopo una cadenza riconduce alla tonalità fondamentale, costituisce una prova della incredibile capacità contrappuntistica di Bach che riserva spunti di meditazione e riflessione a ogni ascolto. A conclusione della serata, il celebre Contrapunctus 14, dall’ ultimo capolavoro bachiano, Die Kunst de Fuge, la celebre Fuga a tre voci sul motivo del Corale Von deinen Thron trete ich che il musicista lasciò incompiuta sulla citazione delle quattro note Si bemolle-La-Do-Si naturale che secondo la notazione in uso nei paesi anglosassoni corrispondono al suo cognome (B-A-C-H). Successo vivo per un concerto ricco di spunti molto interessanti.

Pubblicità

Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.