SWR Symphonieorchester 2021/22 – Lionel Bringuier e Vadim Kholodenko

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Foto ©Val Adamson

Per il terzultimo appuntamento della stagione 2021/22 alla Liederhalle, la SWR Symphonieorchester ha scritturato Lionel Bringuier, trentacinquenne direttore nativo di Nizza, rivelatosi nel 2005 con la vittoria al Concours international de jeunes chefs d’orchestre de Besançon che lo ha portato a diventare assistente di Esa-Pekka Salonen alla Los Angeles Philharmonic Orchestra, incarico da cui ha sviluppato un’ interessante carriera internazionale culminata nella nomina a Chefdirigent della Tonhalle-Orchester Zürich, posizione tenuta dal 2014 al 2018. Il giovane maestro ha proposto un programma decisamente inusuale, in cui il Concerto N° 5 in mi bemolle maggiore di Beethoven era accostato a una seconda parte dedicata al Novecento francese, con brani di Albert Roussel e Maurice Ravel.

Come solista del Concerto beethoveniano suonava Vadim Kholodenko, pianista ucraino vincitore nel 2013, a ventisette anni, del primo premio alla prestigiosa Van Cliburn International Piano Competition. Uno strumentista tecnicamente molto preparato e dal talento indiscutibile, da quel che si è ascoltato in questa serata, che ha proposto un Beethoven solido e sicuro nella resa strumentale anche se dal punto di vista interpretativo la sua concezione del brano non mi è sembrata particolarmente personale. Una bella lettura, da professionista di rango internazionale, molto apprezzabile e gradevole all’ ascolto ma non di quelle che fanno discutere, mostrano prospettive inedite o sottolineano nuove scoperte nel carattere della pagina. Ad ogni modo, il pubblico della Liederhalle ha apprezzato senza riserve l’ esecuzione e Kholodenko ha suonato come fuori programma il Corale Herzlich tut mir verlangen di Brahms, decimo brano della raccolta organistica Elf Choralvorspiele op. 122, nella rielaborazione pianistica di Ferruccio Busoni.

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Foto ©swrclassic.de

La seconda parte del programma, dedicata come si è detto al repertorio novecentesco francese, iniziava la Sinfonia N° 3 in sol minore op. 42 di Albert Roussel, un autore che in questi anni è stato appassionatamente divulgato in sede concertostica da Stéphane Denève (tra le altre cose, Roussel era nato anche lui a Tourcoing ed era quindi suo concittadino) la cui integrale sinfonica da lui incisa per la NAXOS con la Royal Scottish National Orchestra ha contribuito notevolmente all’ affermazione internazionale del direttore francese che per cinque anni ha guidato la RSO des SWR prima della fusione con l’ orchestra di Freiburg dalla quale ha avuto origine il complesso attuale. Roussel fu uno dei più significativi musicisti francesi del primo ‘900 e uno tra i pochi a scrivere Sinfonie in un mondo musicale che sembrava aver perso l’ interesse per questa forma. La Terza Sinfonia fu composta nel 1930, su commissione di Serge Koussevitzky e della Boston Symphony Orchestra che in quell’ anno festeggiava il suo cinquantesimo anniversario. Tutto il lavoro è basato su un motivo di cinque note esposto dai legni durante il primo tempo e poi rielaborato nel corso dei tre movimenti successivi. Una partitura decisamente interessante per la raffinatezza delle combinazioni armoniche e il trattamento della ritmica vario e ricercato. Lionel Bringuier ne ha dato una lettura che dimostrava una compiuta consapevolezza stilistica e una padronanza tecnica davvero molto notevole di tutti gli aspetti del brano. La SWR Symphonieorchester lo ha assecondato con una sonorità sontuosa e affascinante negli impasti timbrici.

La serata si concludeva con La Valse di Ravel, un pezzo che assicura sempre una conclusione di successo grazie alla sua alta, trascinante spettacolarità e alla scrittura virtuosistica che permette a un’ orchestra di mettere in mostra tutto il meglio dei suoi pregi. Ottima sotto tutti i punti di vista l’ interpretazione di Bringuier, tecnicamente impeccabile nel graduare il crescendo drammatico del brano, col tema principale che man mano si fa sempre più incalzante, passando da fiati ad archi e viceversa, poi uscendo da tutti gli strumenti, fino ad un tonfo caratterizzato da tre poderose note discendenti degli ottoni, ripetute, che scatenano l’ orgiastico finale, imperniato sulla figurazione semiminima puntata – croma – minima – semiminima, che imperversa di continuo fino alla grandiosa conclusione. Trionfo finale da parte di una Liederhalle non proprio pienissima, con prolungati applausi per l’ orchestra e il direttore.

Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

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