SWR Symphonieorchester 2018/19 – Kent Nagano

Foto ©swrclassic.de

Il concerto diretto da Kent Nagano ha concluso la stagione in abbonamento della SWR Symphonieorchester. In questi giorni, dopo la fine della stagione a Stuttgart, il complesso è ospite del Salzburger Festspiele dove Teodor Currentzis presenterà la sua applauditissima interpretazione della Settima Sinfonia di Shostakovich. Dopo la pausa estiva, il direttore greco-russo inaugurerà il prossimo 19 settembre la sua seconda stagione da Chefdirigent con un programma formato da Im Sommerwind di Anton Webern, dal Concerto N° 2 per violoncello e orchestra di Shostakovich, da Stele di György Kurtág e dall’ Adagio della Decima Sinfonia di Mahler. Solista sarà Nicolas Altstaedt, trentaseienne violoncellista franco-tedesco originario di Heidelberg a proposito del quale ho già scritto impressioni molto favorevoli in occasione delle sue esibizioni in questa zona e che nella prossima stagione sarà Artist in Residence dell’ orchestra.

Tornando al concerto di Kent Nagano, il sessantottenne direttore sansei (nippo-californiano di terza generazione) saliva per la prima volta sul podio della SWR Symphonieorchester. Seguo l’ attività di Nagano da parecchi anni e ho ascoltato da lui, quando era Generalmusikdirektor della Bayerische Staatsoper, pregevoli interpretazioni di titoli come Chovantschina, Tristan und Isolde, Wozzeck, Dialogues des Carmelites, Die Walküre e Idomeneo. È un musicista che personalmente io ho sempre apprezzato per il suo approccio interpretativo sobrio, rigoroso e accurato, oltre che per la finezza e l’ eleganza del suo modo di far musica. Oltre a tutto questo, Nagano vanta una competenza e un’ esperienza nel repertorio moderno e contemporaneo che ne fanno uno tra i massimi interpreti della musica del nostro tempo, come dimostrato dalla sua lunga collaborazione con Olivier Messiaen e dalla prime esecuzioni assolute di lavori importanti come L’Amour de loin di Kaija Saariaho, della quale fu il primo interprete nel 2000 al Salzburger Festspiele. Oltre ai suoi incarichi stabili presso l’ Opéra de Lyon negli anni Novanta e con l’ Orchestre Symphonique de Montréal, della quale è Music Director dal 2006, Kent Nagano è sempre stato molto attivo in Germania: dopo i suoi anni di lavoro come direttore artistico della Deutsche Symphonie-Orchester Berlin e come Generalmusikdirektor a München, dal 2015 ha assunto la guida della Hamburgische Staatsoper. Nella città anseatica, il suo lavoro sta riscuotendo notevoli consensi di pubblico e di critica.

Per il suo debutto con la SWR Symphonieorchester, il direttore nativo di Los Angeles ha iniziato il programma con il Concerto per pianoforte op. 42 di Arnold Schönberg. L’ ultimo lavoro pianistico nella produzione del compositore che inventò la scrittura dodecafonica fu composto nel 1942, durante gli anni dell’ esilio negli Stati Uniti. Formalmente, il Concerto è concepito in un solo movimento ma in realtà è ben visibile una struttura classica in quattro tempi quasi ispirata a un Brahms rivissuto da un’ avanguardia caratterizzata da una mobilissima variabilità ritmica, da continui passaggi in rapporto, per così dire, di contrasto-conseguenza fra loro, che dividono il tempo unitario della composizione nel senso di una quanto più possibile cangiante e polidimensionale atmosfera espressiva. Mari Kodama, pianista giapponese che da quasi trent’ anni è sposata con Kent Nagano, ha suonato la difficile parte solistica con un perfetto dominio delle difficoltà tecniche e una notevole carica emotiva, perfettamente assecondata da una direzione orchestrale lucida e vibrante. Come bis, la virtuosa nipponica ha dato un altro bel saggio di virtuosismo in una Polka di Smetana.

Nella seconda parte, Kent Nagano ha guidato la SWR Symphonieorchester in una bella lettura della Sesta Sinfonia di Bruckner, una partitura purtroppo non presente nei programmi sinfonici in proporzione adeguata al suo notevolissimo valore, forse perché non risponde in pieno a quella idea di grandiosità e di potenza strumentale che di solito si associa all’ immagine del  compositore austriaco. Kent Nagano nella sua interpretazione, impostata su un tono elegante e di grande raffinatezza, è stato molto abile nell’ evidenziare le nervature ritmiche su cui si basa la struttura della Sinfonia, con un fraseggio di incisiva concentrazione e una cura molto attenta delle dinamiche. La SWR Symphonieorchester ha suonato con eccellente compattezza e bellezza di suono, mettendo in mostra come di consueto una sezione archi omogenea e di ottima ampiezza di cavata, fiati dal timbro morbidamente pastoso e una sezione ottoni impeccabile per proiezione, purezza sonora, squillo e intonazione. Nel Finale, la perorazione conclusiva condotta da Nagano con una progressione perfettamente calcolata era un’ ennesima dimostrazione della felice espressione di Hugo Wolf, che definiva Bruckner come l’ ultimo compositore veramente capace di esultare. Alla fine, il pubblico della Liederhalle ha applaudito a lungo i protagonisti di un concerto davvero molto pregevole.

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