SWR Symphonieorchester – #Zusammenhalten – das DANKE-Konzert

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Foto ©SWR Symphonieorchester/FB

Nel febbraio 2020, la SWR Symphonieorchester aveva tenuto il suo ultimo concerto pubblico in Vollbesetzung (formazione completa). Da allora, il lockdown l’ ha costretta a un silenzio interrotto solo da un paio di serate ad organico ridotto, diverse iniziative cameristiche itineranti e qualche streaming. Dopo diciassette mesi, finalmente il complesso ha potuto tornare a esibirsi davanti al pubblico, per una iniziativa organizzata come ringraziamento a tutti coloro che sono stati impegnati nella lotta al Covid-19, contrassegnata dal Titolo Zusammenhalten, in italiano restare uniti. La serata, a cui si accedeva per invito, è stata caratterizzata dalla reazione entusiasta di un pubblico felice di poter riascoltare nuovamente dal vivo la formazione che ha regalato a Stuttgart tante serate musicali di alto livello. E bisogna dire subito che la SWR Symphonieorchester è apparsa in eccellenti condizioni di forma, suonando con una precisione unita ad un forte entusiasmo, a dimostrazione definitiva che i concerti devono essere tenuti davanti al pubblico e che lo streaming è solo un ripiego misero, come la didattica a distanza nelle scuole i cui danni devastanti sulla psiche dei ragazzi stanno venendo fuori in maniera preoccupante. Il calore con cui gli spettatori, purtroppo ancora in numero fortemente contingentato dalle norme di sicurezza sanitaria (ma perché a Monaco e a Berlino i teatri hanno il permesso di riempire la sala al 50 o 60% della capienza e in Baden-Württemberg no?) era indice evidente di una voglia irresistibile di ricominciare ad ascoltare musica in compagnia, perché il concerto è anche socialità scambio di idee e di impressioni, partecipazione colletiva a quello che per molti aspetti è un vero e proprio rito. Tutte cose che la cultura digitale non può soddisfare nemmeno in minima parte. A tutto questo si aggiungeva, per quelli che di musica ne capiscono anche a livello minimale, il piacere di ascoltare e vedere nuovamente un’ orchestra disposta nella maniera tradizionale, senza quei ridicoli criteri di distanziamento che rendono praticamente impossibile qualsiasi tentativo di realizzare un suono d’ insieme e un’ interpretazione.

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Foto @SWR Symphonieorchester/FB

Per questo suo ritorno ai concerti pubblici, la SWR Symphonieorchester ha invitato il cinquantaquattrenne Michael Sanderling, un direttore che da tempo è ospite regolare delle sue stagioni. Considerato qui in Germania una tra le bacchette più autorevoli del momento, il figlio del celebre Kurt Sanderling ha iniziato la sua attività musicale come violoncellista, al principio nella Gewandhausorchester Lepzig come primo cello e in seguito come apprezzato solista. Da alcuni anni si è dedicato completamente alla direzione d’ orchestra e dopo aver lavorato con alcune delle migliori orchestre in Germania, ha compiuto nelle ultime stagioni una serie di prestigiosi debutti in campo internazionale, tra cui quello sul podio dei Berliner Philharmoniker, a cui si deve aggiungere il lavoro come Chefdirigent della Dresdner Philarmonie, incarico che ricopre dalla stagione 2011/12 quando subentrò a Rafael Frühbeck de Burgos e che ha concluso quest’ anno per assumere la carica di direttore stabile alla Luzern Sinfonieorchester. Avevo già ascoltato quattro volte Michael Sanderling in concerto con l’ ensemble di Stuttgart e le mie impressioni erano sempre state molto positive, cosa che mi sento di riconfermare dopo questa serata in cui il maestro berlinese ha presentato un programma interamente dedicato a brani popolari del repertorio russo. In apertura, la Polonaise al terzo atto dell’ Eugene Onegin di Tschaikowsky eseguita da Sanderling e dall’ orchestra con grande slancio unito ad eleganza di fraseggio. Nella Ouverture Fantasia Romeo e Giulietta di Tschaikowsky, posta in apertura di serata, l’ esecuzione si è caratterizzata per slancio ed intensità, con l’ esposizione del tema d’ amore ben evidenziata senso del fraseggio cantabile e la lettura complessiva del brano approfondita e accurata nell’ evidenziazione dei dettagli. Notevolissima qui la prova dell’ orchestra: il tema iniziale in fa diesis minore era davvero reso in maniera eccellente per morbidezza di sonorità e varietà di tinte, e la cavata degli archi nel tema degli amanti è apparsa ottima, per ricchezza di armonici e intensità di timbro.

La seconda parte del programma era dedicata a Igor Strawinsky, dapprima con la Circus Polka, composed for a young elephant, un delizioso scherzo sinfonico scritto nel 1942, appartenente al gruppo delle prime brevi composizioni prodotte dall’ autore nel periodo americano. Lo spunto del lavoro fu un’ idea del coreografo George Balanchine e una commissione del famoso circo americano Barnum and Bailey che richiese a Strawinsky un breve pezzo per accompagnare un balletto di elefanti, uno dei quali doveva trasportare Vera Zorina; la prima esecuzione pubblica avvenne tuttavia ad opera di un’altra compagine, la Ringling Brothers’ Circus Band. Tecnicamente ineccepibile nella resa ritmica e nella precisione, la lettura di questo festoso e magistrale gioco sonoro ha impressionato per virtuosismo ed energia. Sanderling ha concluso con una spettacolare e scattante esecuzione della Suite dal balletto L’ Oiseau de Feu, nella versione del 1919, perfettamente azzeccata nell’ incisività ritmica e nella graffiante scelta dei timbri. Un’ interpretazione davvero ammirevole per maturità e organicità di impostazione complessiva, in cui il direttore berlinese era servito a meraviglia dalla stupenda prestazione della SWR Symphonieorchester, che ha suonato come se la lunga pausa non avesse prodotto alcun effetto. La splendida cavata degli archi, l’ incisività e la penetrazione esibite da tutta la sezione degli ottoni, la precisione ritmica davvero impeccabile delle percussioni e un suono splendido per rotondità e compattezza erano gli aspetti principali di una prestazione che confermava il notevole livello di maturità esecutiva raggiunto dal complesso in queste stagioni e che sembra non essere stato minimamente compromesso dall’ inattività forzata di questi diciassette mesi. Grande successo finale, con intense acclamazioni per l’ orchestra e il direttore. Speriamo che questa serata sia davvero l’ inizio di una rinascita della cultura qui a Stuttgart.

Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

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