Ludwigsburger Schlossfestspiele 2020 – Mandelring Quartett

Foto ©schlossfestspiele.de

Uno tra gli appuntamenti più importanti nello Spielplan di questa edizione del Ludwigsburger Schlossfestspiele doveva essere il ciclo integrale dei Quartetti di Dmitri Shostakovich eseguiti dal Mandelring Quartett. Nella breve serie di appuntamenti denominata Al fine da capo con cui la città di Ludwigsburg ha ufficialmente ripreso le attività musicali, la direzione artistica dello Schlossfestspiele è fortunatamente riuscita a salvare almeno una serata del progetto originale, con un programma modificato e ripetuto due volte nella Ordensaal del Residenzschloss per un numero limitato di spettatori, comprendente il Primo, l’ Ottavo e il Quindicesimo Quartetto. Una scelta ragionata, che comprendeva tre momenti molto significativi della grandiosa serie di quindici brani composti da Shostakovich per questa formazione strumentale, in un arco di tempo compreso tra il 1938 e il 1974. Il Quartetto N°1 in do maggiore op. 49, composto a Leningrad nel periodo immediatamente seguito alle tormentate vicende dell’ opera Ledi Makbet Mtsenskogo Uyezda, il cui travolgente successo prima in patria e poi a livello internazionale fu stroncato dal celebre articolo apparso sulla Pravda e probabilmente dettato o almeno approvato da Stalin in persona, nel quale Shostakovich veniva accusato di tendenze borghesi e antisovietiche. Il Primo Quartetto, che fu presentato in anteprima a Leningrado il 10 ottobre 1938 dal Quartetto Glazunov, è un lavoro dalla struttura abbastanza inusuale, con una prima parte formata da due movimenti lenti che si susseguono uno dopo l’ altro, è caratterizzato da un clima espressivo di grande dolcezza lirica in un’ atmosfera quasi romanticamente nostalgica.

L’ Ottavo Quartetto in do minore op. 110, composto nel 1960 durante un viaggio nella DDR in cui il compositore ebbe la possibilità di vedere come Dresden era stata ridotta in rovine dai bombardamenti alleati, è una tra le opere più importanti in tutta la produzione di Shostakovich ed ha raggiunto una grande popolarità arrivando a essere incluso nel repertorio di moltissimi complessi affermati. Tutti e cinque i movimenti di cui si compone il pezzo sono scritti in modo minore ma il primo e l’ultimo sono in do, una tonalità che tradizionalmente, da Purcell a Schubert a Brahms, è stata utilizzata in chiave tragica, sebbene alcuni compositori, in particolare Beethoven, la abbiano adoperata per lavora per evocare atmosfere e sentimenti eroismo. Shostakovich diede all’ Ottavo Quartetto una dedica che lo identificò fermamente con il clima tragico: “In ricordo delle vittime del fascismo e della guerra”. La profondità espressiva di questo brano, carica di sentimenti autobiografici espressi anche da numerose autocitazioni, colpisce immediatamente l’ ascoltatore e rende il Quartetto N°8 uno tra i capolavori assoluti della musica del Novecento.

Il Quartetto per archi n. 15 in mi bemolle minore op. 144 è una tra le composizioni più commoventi di Shostakovich ed è senza dubbio il quartetto più intimo del ciclo. Sono quattro le composizioni dell’ ultimo periodo Sostakovic, scritte fra il 1974 e il 1975, ad un anno dalla morte del musicista: il Quartetto per archi n. 15, i Sonetti di Michelangelo Buonarroti per basso e pianoforte op. 145, le Quattro poesie da “I demoni” di Dostoevskij per basso e pianoforte op. 146 e la Sonata per viola e pianoforte op. 147. In tutti questi lavori aleggia il sentimento della fine imminente con la preferenza per le armonie gravi e le tonalità cupe, in uno scavo più dettagliato e approfondito del gioco polifonico, reso più essenziale e asciutto nel rapporto tra voce e strumenti. Formato da sei movimenti in tempo lento, il Quindicesimo Quartetto è uno sconsolato e tragico addio alla vita, assolutamente affascinante e coinvolgente nella sua continua evocazione di figure spettrali.

Foto ©schlossfestspiele.de

Il Mandelring Quartett, fondato nel 1983 a Neustadt an der Weinstraße e formato dai tre fratelli Sebastian, Nanette e Bernhard Schmidt insieme al violista Andreas Willwohl, in trentasette anni di attività si è guadagnato una reputazione internazionale come uno tra i complessi più autorevoli del suo genere, documentata anche da una discografia nella quale alcuni titoli sono stati insigniti di prestigiosi riconoscimenti internazionali. Tra le incisioni del Mandelring più apprezzate a livello critico, quella dell’ integrale dei Quartetti di Shostakovich registrata fra il 2006 e il 2010 ha riscosso consensi unanimi ed è considerata tra le migliori interpretazioni disponibili su disco. Il Mandelring Quartett affronta questa musica con un’ assoluta padronanza stilistica e un fraseggio perfetto nella sua idiomaticità espressiva e nel rendere in pieno lo spessore del pensiero musicale e l’ intensità dei contenuti che sono caratteristiche peculiari della scrittura quartettistica di Shostakovich, che raggiunge esiti raffinati come in pochissimi altri casi nella storia compositiva di questo genere. Ne è risultata una serata di altissimo livello culturale, che ci ha restituito un ritratto vivo e palpitante di un musicista la cui arte appartiene ai massimi esiti espressi dal Novecento. Un concerto a cui valeva davvero la pena di essere presenti, un vero segnale di rinascita culturale dopo gli avvenimenti che abbiamo vissuto in questi ultimi tre mesi.

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Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

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