SWR Vokalensemble e Yuval Weinberg

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Foto ©SWR Vokalensemble/FB

Il compito di chiudere la stagione concertistica a Stuttgart è toccato all’ SWR Vokalensemble, con un concerto nella Hegel Saal della Liederhalle, sotto la guida di Yuval Weinberg, il trentaduenne musicista nativo di Tel Aviv che dall’ ottobre 2019 è succeduto a Marcus Creed nel ruolo di Chefdirigent del gruppo. La SWR è rimasta estremamente soddisfatta del lavoro svolto dal giovane direttore israeliano, soprattutto per quando riguarda la creazione di nuovi programmi e format concertistici, e ha da poco prolungato il suo contratto fino al 2026. È difficile spiegare cosa rappresenti per la città di Stuttgart questo magnifico gruppo vocale che oggi è considerato uno tra gli ensembles musicali tedeschi più prestigiosi a livello internazionale. A partire dalle prime prove tenutesi nella primavera del 1946 in un locale della Neckarstraße sotto la denominazione di Kammerchor von Radio Stuttgart in una città semidistrutta dopo la fine della guerra, l’ SWR Vokalensemble, pur eseguendo abitualmente il grande repertorio corale classico, ha focalizzato il suo lavoro sull’ esecuzione della musica vocale contemporanea imponendosi nel corso degli ultimi decenni come complesso di riferimento nel campo della Neue Musik. Più di 250 prime esecuzioni assolute di brani composti da autori come Luigi Nono, Penderecki, Carl Orff, Mauricio Kagel, Peter Eötvös, Wolfgang Rihm, Stockhausen, Hans Zender e Vinko Globokar, esibizioni internazionali presso tutti i massimi festival, una cospicua serie di incisioni discografiche insignite dei massimi riconoscimenti come il Preis der Deutschen Schallplattenkritik, il Diapason d’ Or, il premio Choc de la musique e per quattro volte l’ Echo Klassik Preis sono i risultati che testimoniano l’ eccellenza assoluta dell’ SWR Vokalensemble, oggi considerato unanimemente come il miglior coro attivo nel campo della musica contemporanea. Il complesso svolge anche un intenso lavoro nel campo della divulgazione musicale tramite collaborazioni con le scuole e con i numerosi cori amatoriali attivi nel circondario di Stuttgart oltre a un’ attività didattica svolta tramite la SWR Vokalensemble Akademie per la preparazione degli studenti di canto e di composizione in collaborazione con la Musikhochschule di Stuttgart, i cui allievi dei corsi superiori hanno la possibilità di prendere parte alle prove e ai concerti.

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Foto ©SWR Vokalensemble/FB

Oltre al repertorio contemporaneo, l’ attività dell’ SWR Vokalensemble è in gran parte dedicata all’ esecuzione di brani poco conosciuti del grande repertorio corale tedesco. Il programma scelto per il concerto alla Liederhalle era appunto una sintesi di questi due aspetti. La musica del nostro tempo era rappresentata in primo luogo da Jesus erbarme dich!, brano scritto nel 1974 da Claude Vivier (1948-1983), compositore canadese allievo di Karlheinz Stockhausen, nella cui produzione si riflettono i contrasti tra il misticismo e la sua omosessualità in uno stile tormentato e personalissimo che unisce atmosfere timbriche derivate dalla cultura musicale asiatica e tecniche compositive occidentali. L’ altro brano contemporaneo era Consolation II di Helmut Lachenmann, l’ ottantasettenne compositore nativo di Stuttgart e formatosi alla scuola di Luigi Nono, che ha collaborato spesso con l’ SWR Vokalensemble affidando loro spesso la prima esecuzione di suoi brani. Consolation II, scritto nel 1968 e dedicato a Clytus Gottwald e alla Stuttgarter Schola Cantorum, è un tipico esempio dello stile di Lachenmann in cui si susseguono tutta una serie di giustapposizioni timbriche e armoniche dalle quali solo a tratti emerge il senso di qualche frase compiuta. Tuttavia la scrittura di Lachenmann è concettualmente ben lontana dal presentare una serie di suoni casuali e  disarticolati ma riesce invece, per così dire, ad unire i puntini trasformandoli in una sorta di Klangfarbenmelodie divisionista. Il gioco è molto sottile e richiede qualche minuto prima che l’ orecchio entri in sintonia con il linguaggio musicale delle sue composizioni, ma poi si viene conquistati da questa tavolozza sonora fantasmagorica che Lachenmann ci propone con una ferrea coerenza di mezzi strutturali e una grande ricchezza di linguaggio. Con i suoi più che settant’ anni di esperienza nel repertorio musicale contemporaneo, l’ SWR Vokalensemble esegue questi brani a un livello che pochissimi altri gruppi al mondo sono in grado di raggiungere.

Il brano di Lachenmann era collocato nel mezzo di una selezione dagli Acht geistlige Gesänge op. 138 del 1916, uno degli ultimi brani composti da Max Reger, decisamente interessanti nel loro tono di commossa e introversa meditazione, che nella scrittura  a cinque parti e con l’ insistita presenza di accordi omofoni presenta numerose soluzioni armoniche assai avanzate. A completare il programma era la Messa per due cori a quattro voci di Frank Martin, musicista svizzero figlio di un pastore calvinista di origini francesi e discendente di profughi ugonotti, che scrisse il brano nel 1922 e lasciò passare vent’ anni prima di lasciarlo eseguire in pubblico, definendolo eine Sache zwischen Gott und mir. Dal punto di vista stilistico, la sua musica evidenzia un linguaggio altamente originale, in cui il senso del ritmo e l’ espressività della scrittura melodica si uniscono a un sapiente uso di tecniche raffinate nell’ armonia all’interno di un quadro tonale allargato. Nella scrittura vocale colpiscono l’ accurata flessibilità e plasticità della declamazione sillabica e l’ ampio respiro epico nei grandi affreschi corali e nel trattamento delle parti solistiche

Per quanto riguarda l’ esecuzione, è difficile trovare aggettivi adeguati a descrivere la bravura straordinaria e la perfezione tecnica con cui l’ SWR Vokalensemble è in grado di eseguire queste musiche padroneggiandone tutte le difficoltà tecniche con una sicurezza davvero impressionante. Sotto la guida attentissima e scrupolosa di Yuval Weinberg, che ha messo in mostra una perfetta preparazione direttoriale e una grande sintonia interpretativa con i cantori, il coro ha esibito una serie di virtuosismi timbrici davvero di altissima scuola e una sbalorditiva gamma dinamica e coloristica nel mettere in evidenza tutte le preziosità di scrittura e tutte le complesse strutture formali dei brani eseguiti. Un concerto veramente di altissimo livello, che conferma in pieno la statura artistica straordinaria di questo complesso corale che attualmente ha ben pochi rivali al mondo nell’ interpretazione di questo tipo di repertorio. Il pubblico ha seguito con intensa partecipazione l’ atmosfera arcana e quasi soprannaturale creata da questa affascinante successione di brani e alla fine ha applaudito a lungo i protagonisti.

Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

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