Staatsoper Stuttgart 6. Liedkonzert – Björn Bürger e Cornelius Meister

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Foto ©IHWA/FB

La stagione liederistica della Staatsoper Stuttgart, come sempre organizzata in collaborazione con la Internationale Hugo-Wolf-Akademie, si è conclusa con un concerto schubertiano in cui Cornelius Meister, nel suo ultimo impegno stagionale qui a Stuttgart prima di partire per Bayreuth dove inaugurerà i Bayreuther Festspiele con una nuova produzione del Tristan und Isolde, accompagnava al pianoforte Björn Bürger, trentaseienne baritono nativo di Darmstadt che in questi ultimi anni si è segnalato all’ attenzione della stampa internazionale per i suoi successi a Glyndebourne come Figaro nel Barbiere di Rossini e Harlekin in Ariadne auf Naxos e che qui alla Staatsoper ha ottenuto significative affermazioni in ruoli come Posa nel Don Carlos, Papageno, Dr. Falke in Die Fledermaus e pochi giorni fa il Conte nelle Nozze di Figaro.

Come sanno bene i frequentatori della Staatsoper Stuttgart, Cornelius Meister ama molto prendere parte a serate di musica da camera. Il giovane Generalmusikdirektor del teatro, oltre a esibirsi insieme agli strumentisti nei Kammerkonzerte della Staatsorchester, ha messo in programma un progetto liederistico triennale che prevede l’ esecuzione dei tre grandi cicli composti da Franz Schubert con la parte vocale affidata a cantanti dell’ ensemble. Come secondo appuntamento, Meister ha presentato la raccolta pubblicata dopo la morte del compositore col titolo Der Schwanengesang. Come sappiamo, l’ editore Tobias Haslinger pubblicò questa serie di composizioni liederistiche, le ultime scritte da Schubert, pochi mesi dopo la morte del musicista. Nell’ autografo i tredici brani si susseguono nell’ ordine rispettato per la pubblicazione, ma non esistono indicazioni che facciano pensare a un ciclo unitario come nel caso di Die Winterreise e Die schöne Müllerin. Alcune lettere del musicista ipotizzano anzi l’ intenzione di pubblicare separatamente la serie di Lieder su testo di Heinrich Heine della quale Der Doppelgänger è il brano conclusivo. Il titolo “Canto del cigno” fu scelto dall’ editore pensando al fatto che si tratta delle ultime pagine composte da Schubert. Proprio per questo motivo, Haslinger aggiunse ai tredici brani dell’ autografo Taubenpost su testo di Johann Gabriel Seidel, in assoluto l’ ultimo Lied scritto dal compositore.

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Foto ©IHWA/FB

Björn Burger, come ho già scritto nelle precedenti occasioni in cui lo avevo ascoltato, è un baritono davvero interessante per il colore timbrico di uno strumento gestito molto bene dal punto di vista tecnico e una musicalità davvero notevole, che gli permette scelte di fraseggio molto personali e attentamente curate nei dettagli. La varietà di colori che riesce a ricavare da uno strumento vocale pregevole e la personalità del suo fraseggio ne fanno un interprete liederistico assai promettente, doti confermate in questa serata dalle esecuzioni davvero intense e rifinite di brani celebri come Ständchen, fraseggiato con una dolce ed efficacissima mezzavoce, Der Atlas e Der Döppelgänger, davvero interessante per lo slancio e il tono allucinato, di intensa drammaticità che il giovane cantante è riuscito a trovare, perfettamente assecondato dall’ atmosfera creata dalla parte strumentale.

Come avevamo infatti già avuto modo di notare in altre occasioni, Cornelius Meister è un pianista tecnicamente inappuntabile, dotato di un suono pulito e limpido che si univa efficacemente alla vocalità di Björn Burger nel creare un clima complessivo davvero incantevole per bellezza timbrica e fascino nella resa conferita alle linee melodiche. L’ atmosfera trasognata conferita dai due interpreti a Die Taubenpost, l’ ultimo brano della raccolta qui opportunamente eseguito come fuori programma per evidenziare il fatto che sia stato aggiunto al ciclo dopo la morte dell’ autore, concludeva in maniera stupendamente efficace un’ interpretazione davvero molto notevole, personale e intelligente anche per quanto riguarda la sintonia di intenti espressivi tra i due artisti. Come avevamo già notato lo scorso anno parlando di serate cameristiche, Cornelius Meister è un pianista tecnicamente inappuntabile, dotato di un suono pulito e limpido che si univa efficacemente alla vocalità di Matthias Klink nel creare un’ atmosfera complessiva davvero incantevole per bellezza timbrica e fascino nella resa conferita alle linee melodiche. Il pubblico, arrivato numerosissimo per ascoltare due artisti che qui a Stuttgart godono entrambi di grande popolarità, ha applaudito a lungo un’ esecuzione che per livello artistico potrebbe essere presentata degnamente in qualsiasi teatro del grande giro internazionale.

Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

2 pensieri su “Staatsoper Stuttgart 6. Liedkonzert – Björn Bürger e Cornelius Meister”

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