Musikfest Stuttgart 2022 – Sichten auf Bach (II)

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Foto ©Holger Schneider

La Musikfest Stuttgart è arrivata alle serate finali e si è concluso anche il ciclo Sichten auf Bach, che costituisce uno dei punti centrali nella programmazione della rassegna organizzata dalla Internationale Bachakademie. Anche quest’ anno il pubblico è intervenuto numerosissimo alla Stiftskirche per seguire i sei appuntamenti dedicati alla musica di Bach, un autore che i musicofili di queste parti amano come pochi altri e ascoltano con una concentrazione assoluta in quanto lo considerano parte fondamentale della propria identità. Per un ascoltatore italiano, fà sempre una grande impressione vedere l’ attenzione e la concentrazione assoluta con cui il pubblico tedesco segue questa musica, che costituisce un patrimonio culturale con cui la gente si identifica in pieno. Certamente, alla base di tutto questo ci sono ragioni di tradizione religiosa, tramandate dalla grande eredità del canto corale che costituisce uno dei punti salienti nella cultura musicale di questo popolo. Del resto, la Bachakademie è stata fondata da Helmuth Rilling proprio con lo scopo di proporre e divulgare la conoscenza del grande repertorio sinfonico-corale tedesco e, per quanto mi riguarda personalmente, seguendo le stagioni musicali di questo sodalizio ho avuto la possibilità di approfondire la mia conoscenza di un repertorio che in Italia si può ascoltare solo saltuariamente.

Il quarto appuntamento del ciclo vedeva protagonista il Collegium 1704, gruppo strumentale e corale di Praga diretto dal giovane Vaclav Luks, musicista appartenente alla nuova generazione degli esecutori attivi nel campo della prassi esecutiva d’ epoca. Il gruppo praghese si è conquistato una buona fama internazionale con le sue esecuzioni delle musiche di Jan Dismas Zelenka, compositore boemo contemporaneo di Bach che, dopo aver studiato a Vienna con Johann Joseph Fux e quasi sicuramente con Antonio Lotti e Alessandro Scarlatti durante un lungo soggiorno in Italia, svolse la gran parte della sua attività a Dresden. Il programma presentato in questo concerto accostava alle Kantaten BWV 54 e BWV 169 l’ Ouverture in do maggiore BWV 1066. Notevole mi è sembrata la prestazione di Henriette Gödde, trentaseienne mezzosoprano nativa di Wittemberg che in questi ultimi anni si è segnalata fra i migliori interpreti di questo repertorio. Raffinata ed elegante la direzione di Váklav Luks, il cinquantunenne cambalista e direttore ceco che ha fondato l’ ensemble nel 1990 e lo ha portato a una notorietà che gli ha consentito di essere ospite nei più importanti festival europei.

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Foto ©Holger Schneider

Il quinto concerto della serie ci ha fatto conoscere il gruppo Capricornus Consort Basel, fondato nel 2006 dal violinista Peter Barczi. che ha presentato una serie di trascrizioni per orchestra d’archi di lavori organistici bachiani insieme alla Kantate Ich habe genung BWV 82, scritta nel 1727 a Leipzig per la festività della Purificazione di Maria su un testo che descrive le espressioni di giubilo pronunciate da Simeone il Giusto durante la presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme. Nel catalogo delle Kantaten bachiane, la BWV 82 è una di quelle che si possono ascoltare più spesso qui in Germania durante il Gottesdienst nelle chiese evangeliche, anche grazie alla semplicità di un organico che non prevede il coro ma solo la presenza di un basso solista e di un oboe concertante. In questa occasione  la parte vocale era stata trasposta per il registro di soprano ed eseguita dalla quarantaquattrenne cantante austriaca Miriam Feuersinger con una bella espressività di fraseggio ottimamente sostenuta dall’ accompagnamento del Cpricornus Consort, che ha messo in mostra un suono luminoso e ricco di sfumature.

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Foto ©Holger Schneider

Protagonista dell’ appuntamento conclusivo del ciclo Andreas Staier, sessantaseienne clavicembalista e pianista nativo di Göttingen che in questi ultimi anni si è costruito una notevole fama internazionale sia nel repertorio barocco che nell’ esecuzione degli autori ottocenteschi sugli strumenti d’ epoca. Staier ha riunito alcuni riconosciuti specialisti di questo repertorio come Stephan MacLeod, direttore e cantante fondatore del gruppo Gli Angeli Genève, la violinista Petra Müllejans che è stata fra i fondatori della Freiburger Barockorchester, e il sessantanovenne violoncellista belga Roel Dietiens, collaboratore abituale di René Jacobs e insignito di importanti premi per le sue incisioni discografiche di musiche di Bach e Vivaldi, e ancora una volta Miriam Feuersinger in sostituzione di una collega indisposta. Il programma era composto da un florilegio di brani strumentali e arie tratte dalle Kantaten bachiane oltre ad alcuno pezzi tratti dal Musicalisches Gesang-Buch di Georg Christian Schemelli, contemporaneo di Bach che pubblicò nel 1736 questa raccolta di brani per voce e basso continuo su testi ispirati alla tradizione del pietismo. Molro probabilmente Bach scrisse la linea del basso per i quattro brani eseguiti in questa occasione e rielaborò la parte vocale. Eccellente l’ esecuzione, per la proprietà stilistica oltre che per la penetrazione espressiva del fraseggio vocale e strumentale. Un concerto di livello davvero molto alto, che il pubblico ha dimostrato di apprezzare e che ha concluso in maniera splendida queste giornate di ascolti bachiani.

Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

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