Internationale Hugo-Wolf-Akademie – Julian Prégardien e Kristian Bezuidenhout

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Foto ©Holger Schneider

Nella sua nuova concezione, il programma della Musikfest Stuttgart include anche eventi organizzati dalle altre istituzioni musicali della città. Il secondo appuntamento del cartellone di quest’ anno era una splendida Liederabend schubertiana organizzata dalla Internationale Hugo-Wolf-Akademie, istituzione didattica e concertistica fondata nel 1967 dal compositore Hermann Reutter che richiamò in vita il progetto dell’ Hugo-Wolf-Verein la cui attività ebbe inizio nel 1898 per merito dell’ avvocato Hugo Faißt, amico intimo e sostenitore di Hugo Wolf. Il sodalizio organizza, oltre a masterclasses tenute dai massimi interpreti del Lied e all’ Internationale Wettbewerb für Liedkunst, anche una stagione concertistica nella quale si alternano cantanti di fama e giovani interpreti segnalatisi nei corsi. Protagonista del concerto tenutosi nella bellissima Weißer Saal del Neues Schloss, per me forse lo spazio con la migliore acustica in tutta la città di Stuttgart, era Julian Prégardien, trentottenne tenore nativo di Frankfurt proveniente da una famiglia di illustri tradizioni musicali (suo padre è il famoso tenore Christoph Prégardien e il soprano Julia Kleiter è sua cugina) oggi considerato uno tra i migliori liederisti della giovane generazione, qui impegnato nel celebre ciclo Die schöne Müllerin di Franz Schubert, uno tra i vertici assoluti nel repertorio del Lied romantico. Devo dire subito che è stata una serata davvero entusiasmante per la qualità e la profondità espressiva dell’ esecuzione, I venti brani che compongono la raccolta costituiscono un severo banco di prova per l’ interprete soprattutto per quanto riguarda la capacità di conferire rilievo e personalità al fraseggio e il modo in cui Julian Prégardien ha impostato la sua lettura ha fatto vedere da subito le caratteristiche del cantante di classe eccelsa.

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Foto ©Holger Schneider

La voce del tenore assiano è di bel colore, chiaro e luminoso, messo in rilievo da una tecnica eccellente che rende il suono timbrato e omogeneo in tutta l’ estensione. L’ interprete è dotato di una personalità interpretativa spiccata e originale, che lo rende capace di utilizzare l’ ampia gamma dinamica consentitagli dal suo strumento per animare e colorire la scansione del testo con una perfetta resa delle atmosfere espressive. In questo Prégardien è stato assecondato in maniera perfetta da Kristian Bezuidenhout, quarantaduenne pianista e clavicembalista nato in Sudafrica ed emigrato nel 1988 in Australia con tutta la sua famiglia per ragioni politiche, che dal 2017 è insieme a Gottfried von der Goltz il direttore artistico della Freiburger Barockorchester e da diversi anni si è specializzato nell’ esecuzione su strumenti d’ epoca come il fortepiano Christoph Kern del 1824 da lui utilizzato in questo concerto. Ne è risultata una lettura ammirevole per la perfetta sintonia dei due artisti nel realizzare un riuscitissimo scambio reciproco di atmosfere espressive fra la tastiera e la voce, davvero avvincente per la potenza evocativa della tensione drammatica e la capacità del cantante di sviscerare il significato del testo fino ai minimi dettagli. Il trapasso dal clima gioioso dei primi numeri, con le squisite piccole variazioni inserite da Prégardien nelle cinque strofe del Lied iniziale, fino al patetismo della parte centrale del ciclo e al progressivo intensificarsi dell’ atmosfera tragica è stato reso come pochissime altre volte mi era capitato di ascoltare, culminando in un Die liebe Farbe splendido nel suo tono di allucinata desolazione, seguito da un Die böse Farbe e da un Trock’ne Blumen calibrati in un crescendo drammatico assolutamente irresistibile per forza evocativa e penetrazione psicologica del fraseggio, cesellato con una ricchezza di dettagli straordinaria. I colori di morbida melanconia e il fraseggio dolce e sfumatissimo con cui Prégardien ha reso il desolato, straziante addio in forma di ninna-nanna del Lied conclusivo Der Müller und der Bach concludevano stupendamente un’ interpretazione assolutamente entusiasmante e davvero da includere tra le versioni di riferimento,degna di essere confrontata senza sfigurare con le letture dei grandi interpreti schubertiani del passato. Un concerto al quale valeva veramente la pena  di essere presenti, che mi ha fatto conoscere un cantante da seguire con attenzione in futuro, per la sua classe interpretativa davvero non comune. Trionfo finale, con lunghi applausi alla conclusione, per una serata davvero di grande musica.

Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

1 commento su “Internationale Hugo-Wolf-Akademie – Julian Prégardien e Kristian Bezuidenhout”

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