Forum am Schlosspark – Arabella Steinbacher e Pietari Inkinen

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Foto ©Mozart2006

Arabella Steinbacher è una beniamina del pubblico di questa zona e da anni si esibisce regolarmente a Stuttgart e a Ludwigsburg. Anch’ io da anni sono un convinto estimatore della violinista monacense, figlia di un soprano giapponese e di un Korrepetitor della Bayerische Staatsoper, allieva della leggendaria Ana Chumachenko e poi seguita a lungo da Ivry Glitis, e non ho voluto mancare il suo ritorno al Forum am Schlosspark insieme alla Deutsche Radio Philharmonie diretta la Pietari Inkinen, musicista anche lui molto stimato dal pubblico di Ludwigsburg dove per diversi anni ha guidato l’ orchestra dei Ludwigsburger Schlossfestspiele. Ho ascoltato per la prima volta Arabella Steinbacher nel 2007 a Leipzig con la Gewandhausorchester diretta da Riccardo Chailly e la ritengo la più dotata tra le giovani violiniste tedesche. Bellezza di suono, musicalità di alto livello e classe interpretativa superiore fanno di questa artista una delle più belle realtà apparse negli ultimi anni nel panorama concertistico internazionale. Quello che ho sempre maggiormente apprezzato nella virtuosa nippo-tedesca è la sua capacità di inserirsi nel discorso orchestrale evitando di trasformare il concerto in una esibizione di virtuosismo fine a se stesso, e cercando sempre uno scambio reciproco di timbri e colori con l’ accompagnamento orchestrale, in poche parole quella capacità di ascoltare suonando che costituisce la vera caratteristica fondamentale del far musica.

Per la sua esibizione a Ludwigsburg la Steinbacher ha presentato il Concerto N° 1 op. 19 di Prokofiev, nel quale ha dato un saggio entusiasmante della sua abilità nel realizzare le linee melodiche, elento caratterizzante del brano, tramite lo splendido suono del suo nuovo violino. Dopo aver suonato per anni lo Stradivari Booth del 1716, l’ artista monacense ha infatti da qualche tempo avuto in uso da una fondazione svizzera lo strumento, sempre opera del liutaio cremonese, del 1718 chiamato Ex Benno Walter. Si tratta di un violino dalla storia veramente illustre: uno dei primi proprietari fu il principe di Donau-Eschingen la cui famiglia fu tra i primi ammiratori di Mozart; successivamente esso passò nelle mani del barone Ludwig von Eichtal che lo diede in uso al violinista Benno Walter, da cui ha preso il nome. Dopo altri passaggi di proprietà il prezioso violino venne acquistato da Deszö Szigeti, zio del celeberrimo Joseph Szigeti. Da allora lo Stradivari è conosciuto anche come Ex-Deszö Szigeti. C’ è una sottile connessione che lega Arabella Steinbacher a questo strumento: i suoi genitori le diedero questo nome perché amanti dell’ omonima opera di Richard Strauss e Benno Walter fu l’ insegnante di violino del compositore e cugino del padre, il cornista Franz Strauss. Nelle mani di Arabella Steinbacher, il violino mette in mostra tutte le sue qualità timbriche e la virtuosa riesce a ricavare il meglio delle sonorità tramite la sua tecnica dell’ arco, assolutamente impeccabile per purezza e precisione di attacchi, cavata, intensità del legato, perfetta articolazione delle agilità. Dopo un’ esecuzione davvero di classe purissima, come fuori programma Arabella Steinbacher ha eseguito il primo tempo, Obsession. dalla Sonata op. 27 N°2 di Ysaye, brano che la giovane virtuosa presenta spesso alla fine delle sue esibizioni e che suona con un virtuosismo altamente spettacolare e avvincente per la disinvoltura con cui vengono risolti i passaggi più acrobatici. Speriamo che la Steinbacher ne realizzi prima o poi una registrazione, cosa che per ora non ha in programma ma che le piacerebbe fare se si presenteranno le condizioni, come lei stessa ci ha detto diverse volte.

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Foto ©Mozart 2006

Conosco bene Pietari Inkinen da quando ha iniziato a lavorare qui a Ludwigsburg e lo considero un direttore preparato e di autentico talento, dal gesto fine ed elegante oltre che dallo sviluppato gusto per il bel suono, che qui da noi ha ampiamente dimostrato la sua capacità di ottenere esecuzioni qualitativamente di ottimo livello. In questa serata il maestro finlandese era sul podio della Deutsche Radio Philharmonie, orchestra nata nel 2007 dalla fusione delle due formazioni radiofoniche di Saarbrücken e Kaiserslautern della quale Inkiner è Chefdirigent da cinque stagioni. Una formazione senza dubbio di buona qualità dal punto di vista della compattezza e precisione esecutiva, ma non particolarmente dotata per quanto riguarda la qualità complessiva del suono. Dopo una bella e intensa esecuzione, in apertura di programma, dell’ ouverture Othello op. 93 di Antonín Dvořák, partitura facente parte di un ciclo di tre brani composto dal musicista ceco tra il 1891 e il 1892, e dopo aver impostato un bel dialogo musicale con Arabella Steinbacher nel Concerto di Prokofiev, nella seconda parte della serata Inkinen e la Deutsche Radio Philharmonie hanno eseguito la Seconda Sinfonia di Rachmaninov, partitura che io da sempre trovo abbastanza indigesta. Parlando sinceramente, ho ascoltato le tre Sinfonie del compositore russo diverse volte in concerto, anche da grandi specialisti come Jansons, Temirkanov e Gergiev, ma non sono mai riuscito a farmele piacere. Le ho sempre trovate inutilmente retoriche nel tono, troppo spesso enfatico e caratterizzato da effetti gratuiti e impennate melodico-sentimentali per me di dubbio gusto. Ad ogni modo, da questi ingredienti sovraccarichi di sapori e spezie Pietari Inkinen è riuscito a ricavare, continuando il discorso in termini culinari, un piatto che alla fine si è rivelato abbastanza digeribile. Il tono serrato e severo con cui il direttore finnico ha condotto i primi due movimenti, la resa sobria e antiretorica dell’ Adagio e il giusto grado di virtuosismo orchestrale nell’ Allegro vivace conclusivo erano le caratteristiche di un’ esecuzione ricca di buon gusto e in complesso convincente. L’ orchestra ha risposto bene alle sollecitazioni della bacchetta realizzando un suono compatto e assai preciso per giustezza di attacchi. Successo assai vivo per  una bella serata di musica con due artisti molto amati dal pubblico di Ludwigsburg

Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

1 commento su “Forum am Schlosspark – Arabella Steinbacher e Pietari Inkinen”

  1. Gut beschrieben, wie das Spiel von A. Steinbacher wirkt. Ich habe sie auch schon länger nicht mehr live gehört. Es muss so 2013 mit dem Berliner RSB gewesen sein. Ich höre sie in letzter Zeit auf mp3 immer lieber.

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