Bachwoche 2022 – Concerto di chiusura

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Foto ©Holger Schneider

Dopo due anni di pausa forzata, la Bachakademie Stuttgart ha potuto finalmente riprendere il ciclo della Bachwoche, una tra le iniziative più belle organizzate dal sodalizio. Una cosa che fa davvero piacere perché fra tutte le proposte musicali che la vita musicale di Stuttgart annovera, la Bachwoche è sicuramente una delle più interessanti. Si tratta di un ciclo didattico e concertistico che la Internationale Bachakademie organizza ogni anno durante la settimana a cavallo del 21 marzo, anniversario della nascita di Johann Sebastian Bach. Una o più importanti composizioni corali di Bach oppure di autori coevi vengono preparate dagli studenti e contemporaneamente illustrate in una serie di conferenze e convegni, con la partecipazione dei migliori esperti del settore, e presentate al pubblico prima in una serie di prove aperte durante le quali il direttore d’ orchestra ne spiega le caratteristiche. Il concerto dedicato all’ esecuzione integrale di alcuni dei brani preparati nei corsi conclude il ciclo. Si tratta della formula dei Gesprächskonzerte ideata da Helmuth Rilling, fondatore e anima della Bachakademie per più di trent’ anni, il quale ne aveva fatto uno dei punti fondamentali nella sua attività di musicista ed educatore. Per questa rassegna la Bachakademie riunisce ogni anno un gruppo orchestrale e vocale composto di elementi al di sotto dei 28 anni di età, preparati nel corso di una serie di masterclasses. Il complesso, denominato “Johann Sebastian Bach Ensemble”, una sigla che, oltre a richiamare le iniziali di Bach, significa anche “Junges Stuttgarte Bach Ensemble” e che quest’ anno era composto da giovani cantanti e musicisti provenienti da 22 nazioni diverse, viene formato ex novo per ogni edizione della Bachwoche.

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Foto ©Holger Schneider

Tra i vari workshops, seminari e masterclasses che trattano la musica preromantica, la Bachwoche gode di una stima universale per la qualità del lavoro didattico e della struttura complessiva, che attira ogni anno una gran quantità di pubblico e studenti provenienti da tutto il mondo. Tra i docenti incaricati dei corsi in questa edizione i nomi più rilevanti sono sicuramente quelli di Emma Kirkby e Anke Vondung, due tra le più illustri interpreti vocali della nostra epoca nel campo del repertorio barocco. A conferma della qualità del progetto, che da anni costituisce uno dei punti fermi nella programmazione artistica della Internationale Bachakademie Stuttgart, tutti gli appuntamenti di questa edizione della rinascita hanno fatto registrare una notevole presenza di pubblico. Anche la serata finale, tenutasi nella sala da concerto della Musikhochschule Stuttgart, è stata festeggiatissima dagli spettatori che hanno dimostrato di apprezzare la bella prova fornita dai giovani studenti sotto la direzione di Hans-Cristoph Rademann, che ha concluso in maniera eccellente due settimane di intenso lavoro didattico e pratica musicale. La formula del workshop, ideata e concepita da Helmuth Rilling che ne è stato il direttore fino a due anni fa, conferma in pieno la validità del progetto, variato e integrato da Rademann ma sostanzialmente rimasto fedele alla struttura originale.

Per il concerto di chiusura erano in programma due lavori pressochè contemporanei. La Missa Brevis BWV 236 di Bach è una composizione ideata dal musicista di Eisenach fra il 1738 e il 1739 ed è la quarta della raccolta intitolata Lutherische Messen, lavori la cui musica è costituita da brani provenienti da diverse Kantaten, e che sono tutte formate solo da Kyrie e Gloria. Secondo il grande specialista bachiano Christoph Wolff si tratta di lavori pensati per essere eseguiti durante il Gottesdienst luterano. Nella seconda parte è stata eseguita la Missa Dei Filii di Zelenka, anch’ essa strutturata in questa forma. Jan Dismas Zelenka, compositore boemo contemporaneo di Bach, dopo aver studiato a Vienna con Johann Joseph Fux e quasi sicuramente con Antonio Lotti e Alessandro Scarlatti durante un lungo soggiorno in Italia, svolse la gran parte della sua attività a Dresden. La sua produzione, quantitativamente non molto cospicua, è stata riscoperta negli ultimi decenni. Nelle sue composizioni sacre scritte per la corte di Dresden, il suo stile di scrittura collega in parte le tecniche di composizione arcaiche (che ebbero in Palestrina il maggior esponente) con i mezzi stilistici più moderni del suo tempo in modo da ottenere creazioni altamente espressive, grazie ad un’ estrema abilità e raffinatezza nell’ uso del contrappunto.

Hans-Cristoph Rademann ha diretto in maniera splendida le due composizioni, a conferma di una statura interpretativa che lo pone senz’ altro tra gli interpreti più qualificati del momento in questo tipo di repertorio. Ma la cosa che impressionava maggiormente in questa serata era il livello davvero eccellente dei ragazzi del JSB Ensemble, che hanno offerto una prova impeccabile per omogeneità e compattezza sonora sia strumentale che vocale. Notevole soprattutto la prova del coro, dalla dizione perfettamente cesellata nei minimi particolari. Tra i solisti vocali, tutti molto ben preparati, spiccavano a mio avviso il bel timbro del basso Nikolaus Fluck, interprete del Gratias agimus nella Messa bachiana, e la tecnica virtuosistica del mezzosoprano Magdalena Hinz che ha eseguito in maniera davvero impeccabile i lunghi passi di agilità nel Quoniam della Messa di Zelenka. Da segnalare anche la prova di Julia Raasch, bravissima continuista all’ organo positivo, perfetta nel realizzare la base armonica per il complesso strumentale guidato dal giovanissimo Konzertmeister Martin Schneider. Ma probabilmente la vera gioia nell’ assistere a questa serata era rivedere finalmente un gruppo di giovani musicisti entusiasti e motivatissimi nel fare musica. Un concerto che ha confermato una volta di più il livello didattico davvero di prim’ ordine della Bachakademie e che è stato festeggiatissimo da un pubblico accorso in gran numero ad ascoltare la bella prova fornita da questi ragazzi.

Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

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