Staatsorchester Stuttgart – 5. Sinfoniekonzert

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Foto ©Staatsorchester Stuttgart/FB

Un bellissimo colpo d’ occhio ha accolto il pubblico che entrava alla Liederhalle per assistere al quinto concerto della stagione sinfonica della Staatsorchester Stuttgart. In programma era la Sinfonia N° 2 di Gustav Mahler e, dopo due anni di più o meno assurde restrizioni pandemiche, la vista di un palcoscenico occupato da circa duecento persone tra orchestra, coro e solisti era davvero esaltante anche solo da osservare. Sul podio era Cornelius Meister, il giovane maestro di Hannover che dal 2018 ricopre la carica di Generalmusikdirektor della Staatsoper Stuttgart e nel prossimo mese di luglio inaugurerà i Bayreuther Festspiele con una nuova produzione del Tristan und Isolde. Un riconoscimento prestigioso e meritatissimo per questo artista che da tutta la critica tedesca, ivi compreso chi qui scrive, è considerato come una tra le migliori bacchette del momento attuale.

Alla sua terza prova qui a Stuttgart come interprete mahleriano dopo le pregevoli esecuzioni della Settima e della Quarta Sinfonia, la prestazione di Cornelius Meister ha confermato una volta di più le splendide qualità di un artista dotato di temperamento, personalità interpretativa e requisiti tecnici da vero virtuoso del podio, assolutamente necessari per affrontare una partitura lunga e complessa come quella della Sinfonia in do minore Auferstehung, caratterizzata da un imponente organico strumentale che nel primo e nell’ ultimo dei cinque movimenti di cui è composta viene utilizzato da Mahler in maniera totale, per il conseguimento di progressioni foniche di un’ ampiezza e di un’ intensità sconfinate, a tratti quasi apocalittiche.

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La prova generale. Foto ©Mona Stange

In questa esecuzione Cornelius Meister ha trovato immediatamente il tono giusto a partire dall’ attacco secco, fulminante degli archi in tremolo che apre il movimento iniziale, marcato dall’ autore con l’ indicazione Allegro maestoso. Mit durchaus ernstem und feierlichem Ausdruck (con espressione assolutamente grave e solenne) e con le figure dei celli e contrabbassi eseguite realizzando pienamente le indicazioni di fff e wild (selvaggio) previste in partitura con una nota a piè di pagina che indica di eseguirle schnell, in heftigen Ansturm in un tempo più veloce e allargando le pause. Da qui in poi, il complesso primo tempo è stato realizzato con una perfetta logica e coerenza di narrazione. Sonorità sontuose e caratterizzate da una timbrica d’ insieme assolutamente avvincente nella sua gelida forza di penetrazione e nella ricca e variata gestione delle dinamiche, una eccellente flessibilità nella gestione dei tempi erano gli aspetti salienti dell’ interpretazione di Cornelius Meister. Splendido in particolare per drammaticità l’ episodio conclusivo dello sviluppo, con ottoni formidabili per squillo, intonazione e purezza di suono e con il rallentando finale, che culmina nell’ esplosione a piena orchestra prima dell’ ingresso dei bassi che riespongono il tema iniziale, fraseggiato con una perfetta carica drammatica e senza mai cedere a esagerazioni retoriche. La conclusione, con le sue splendenti sonorità dei fortissimo e la perfetta cura analitica delle ultime battute, è stata senz’ altro uno dei momenti migliori di questa esecuzione. Eccellente anche il secondo tempo, nel quale i pianissimi morbidi e timbrati degli archi e il respiro melodico ottenuto dalla bacchetta erano davvero qualcosa che non si ascolta tutti i giorni nelle esecuzioni mahleriane. Nello Scherzo, che Meister ha impostato su sonorità vivide e assai contrastanti, i fiati della Staatsorchester Stuttgart hanno fornito una prova davvero eccellente in una interpretazione di insieme nella quale io ho trovato estremamente apprezzabile la pungente vivacità ritmica, il tono di rilassato umorismo e l’ estrema cura nelle variazioni sul motivo del Lied Des Antonius von Padua Fischpredigt su cui tutta la pagina è costruita.

Nel grandioso blocco sinfonico-corale conclusivo si sono ascoltate probabilmente le cose migliori di questa esecuzione. Il mezzosoprano lipsiense Stine Marie Fischer, una tra le migliori giovani voci dell’ ensemble della Staatsoper Stuttgart, si è fatta apprezzare per il tono intenso e di commossa espressività con cui ha cantato il Lied Urlicht, mettendo in mostra tutti i pregi di un timbro autenticamente contraltile magnificamente appoggiato su un soffice e iridescente tessuto strumentale. Il Finale è stato affrontato da Meister con una notevolissima intensificazione progressiva dell’ atmosfera drammatica. Le sonorità crescevano gradatamente a partire dal Dies Irae iniziale fino al Wild herausfahrend (Prorompendo selvaggiamente), in fa minore e poi mi bemolle maggiore, che da solo occupa oltre i due quinti dell’ intera Sinfonia, con un tono di accesa drammaticità perfetto nel sottolineare i passi più concitati. Il giovane maestro ha marcato con energia la ritmica del corteo sulla melodia del Dies Irae, sempre in maniera incisiva ed efficace nella sua serrata logica d’ insieme. Ottima la resa degli effetti spaziali nella parte conclusiva, con il gioco degli strumenti dietro la scena calcolato molto attentamente da Meister fino all’ entrata del coro. Eccellente il tono di trasognata dolcezza con cui Christiane Karg, quarantenne cantante originaria della Franken, considerata una tra le migliori liederiste della nostra epoca e che avevo già ascoltato due volte  nelle esecuzioni di Christoph Eschenbach a Stuttgart e di Iván Fischer a Baden Baden, ha intonato le parole “Unsterblich Leben wird, der dich rief, dir geben” sul pianissimo del coro. Il suo splendido assolo “Hast nicht umsonst gelebt, gelitten!” e il dialogo successivo con la voce della Fischer conducevano a un crescendo finale in cui Cornelius Meister ha graduato perfettamente la progressione sino a raggiungere toni grandiosi e monumentali, riuscendo a ottenere molto bene quell’ effetto quasi di graduale apertura sonora tridimensionale che è una tra le caratteristiche più affascinanti delle battute conclusive della Sinfonia. Assolutamente perfetti gli interventi del coro della Staatsoper diretto da Manuel Pujol, che dopo diversi anni si esibiva nuovamente in concerto insieme alla Staatsorchester. Pi´`u di dieci minuti di applausi da parte di un pubblico entusiasta hanno giustamente premiato un’ esecuzione davvero ammirevole per intensità drammatica da parte di un direttore che, come ho già scritto più volte, io considero senza il minimo dubbio destinato a occupare una posizione di primo piano nella vita musicale dei prossimi anni. Attendiamo davvero con impazienza il prossimo appuntamento con Cornelius Meister, che il 10 aprile sarà sul podio della Staatsoper Stuttgart per la prima di Die Walküre, seconda giornata del nuovo allestimento del Ring programmato in due stagioni.

Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

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