Staatsorchester Stuttgart – 2. Kammerkonzert

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Foto ©Staatsorchester Stuttgart/FB

Da sempre io sono un grande appassionato di musica da camera, un genere musicale i cui concerti purtroppo non frequento quanto vorrei. Per questo motivo cerco di seguire regolarmente i cicli di Kammerkonzerte delle orchestre di Stuttgart. Qui in Germania tutte le grandi orchestre sinfoniche hanno infatti nei loro programmi un ciclo dedicato alla musica da camera, che viene sempre curato con particolare attenzione. Si tratta infatti di un’ attività importantissima per il pubblico, che in queste serate ha la possibilità di ascoltare un repertorio variegato e spesso di rara esecuzione, ma anche per gli strumentisti, in quanto consente di esercitare e sviluppare quella capacità di ascolto reciproco che è un requisito assolutamente necessario per chi suona in una formazione orchestrale. Per questi motivi non ho voluto mancare il secondo appuntamento annuale del ciclo 2021/22, come sempre tenutosi nella Mozartsaal della Liederhalle, al quale prendeva parte in veste di pianista anche Cornelius Meister, da tre anni Generalmusikdirektor della Staatsoper Stuttgart. Il quarantunenne direttore nativo di Hannover, che io seguo da tempo e ho segnalato più volte nei miei resoconti come il musicista per me più dotato della giovane generazione di direttori tedeschi, ama molto il repertorio da camera e quando ha assunto la guida artistica del teatro di Stuttgart ha espressamente richiesto di poter prendere parte anche ai Kammerkonzerte. Come quasi sempre accade per i concerti di musica da camera della Staatsorchester Stuttgart, questa serata includeva brani scritti per varie combinazioni strumentali raggruppati sotto il titolo Licht und Schatten (luci e ombre), due dei quali creati da compositori oggi raramente eseguiti accostati a due celebri lavori di Richard Strauss elaborati per formazioni strumentali cameristiche.

Il programma iniziava con il Sestetto per archi in do maggiore op. 140 di Louis Spohr, il compositore nativo di Braunschweig che fu amico intimo di Beethoven e poi di Schumann. Scritto nel 1848 a Kassel, dove Spohr fu Hofkapellmeister dal 1822 al 1857, questo lavoro è certamente un buon esempio delle caratteristiche tipiche dello stile creativo di un compositore accademicamente preparatissimo, in grado di trovare soluzioni stilistiche e armoniche molto raffinate, ma forse frenato da un eccessivo accademismo nella scrittura. All’ ascolto di questa musica si percepisce infatti una certa mancanza di personalità nell’ invenzione tematica, anche se il trattamento strumentale presenta spesso aspetti abbastanza originali. Di ottimo livello e molto accurata è apparsa l’ esecuzione dei sei strumentisti ad arco della Staatsorchester, Natia Wiedmann e Nicola Wiedmann (violini), Madeleine Pryzbyl e Hedwig Gruber (viole), Olivier Morger e Doris Erdmann (celli).

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Foto ©Staatsorchester Stuttgart/FB

Seguiva poi il poema sinfonico Till Eulenspiegels lustige Streiche op. 28 di Richard Strauss, rielaborato nel 1954 per un ensemble formato da violino, clarinetto, corno, fagotto e contrabbasso dal compositore austriaco Franz Hasenöhrl col titolo Till Eulenspiegel mal anders! Anche in questo adattamento rimane ben caratterizzato il tono sempre oscillante tra il comico e il tragico della musica, eseguita in maniera eccellente da Katrin Scheytt (violino), Stefanie Faber (clarinetto), Raimer Kühn (corno) e Lars Jakob (contrabbasso).

Nella seconda parte, Cornelius Meister si è unito agli strumentisti della Staatsorchester Stuttgart per eseguire il Preludio dal Rosenkavalier in una versione per violino, corno e pianoforte preparata nel 2016 da Bill Gerard, per molti anni Korrepetitor nel teatro di Stuttgart, seguita dal Sestetto in si minore op. 6 per piano e strumenti a fiato composto nel 1888 da Ludwig Thuille, musicista altoatesino che fu insegnante a München e tra i cui allievi si contano artisti come Ernst Bloch, Walter Braunfels, Hermann Abendroth e Rudi Stephan. Autore di una cospicua produzione musicale, Ludwig Thuille fu legato da una profonda amicizia con Richard Strauss oltre che autore insieme a Rudolf Louis di un Harmonielehre che per molti decenni è stato usato come libro di testo nelle scuole musicali tedesche. Nella sua produzione, tutta di stile abbastanza tradizionale, il Sestetto è uno tra i pochi brani che vengano ancora suonati con una certa frequenza in concerto. L’ esecuzione che abbiamo ascoltato è stata davvero di eccellente livello. Cornelius Meister è un pianista tecnicamente inappuntabile, dotato di un suono pulito e limpido che si univa efficacemente alle tinte morbide e luminose degli strumenti a fiato nel creare un’ atmosfera assai gradevole per bellezza timbrica complessiva e fascino nella resa conferita alle linee melodiche. Anche qui come nelle serate operistiche e sinfoniche, l’ intesa di Cornelius Meister con il modo di far musica degli strumentisti dell’ orchestra di Stuttgart è sembrata assolutamente completa. Un’ altra prova eccellente, per me ulteriore conferma della personalità e del temperamento versatile dal punto di vista interpretativo che fanno di questo giovane un musicista completo e dalla maturità notevole, soprattutto in rapporto all’ età. Successo assai vivo in una Liederhalle quasi completamente piena, per un concerto di livello artistico veramente notevole.

Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

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