Internationale Hugo-Wolf-Akademie – Stuttgarter LiedHERBST

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Foto ©Reiner Pfisterer

Dopo tanti mesi di pausa, la Hugo-Wolf-Akademie ha deciso di recuperare il tempo perduto, mettendo in cartellone un programma molto nutrito e come sempre di ottima qualità. Per cominciare il mese di ottobre il sodalizio ha inaugurato un nuovo ciclo intitolato LiedHERBST, composto da otto concerti mattutini e serali, con la partecipazione di venti artisti scelti fra quello che collaborano regolarmente con l’ istituzione. Io ho assistito ai due appuntamenti in cui la protagonista era Diana Haller, la trentaquattrenne cantante fiumana che in questi anni è divenuta una protagonista fissa della vita musicale di Stuttgart con le sue interpretazioni operistiche e le Liederabende, molte delle quali tenute dopo la sua vittoria nel’ edizione 2013 del Wettbewerb für Liedkunst della Hugo-Wolf-Akademie. Anche il suo partner in questi due concerti era un laureato del concorso di Stuttgart: il ventottenne baritono Mikhail Timoshenko, nato in Russia ma formatosi a Weimar e poi a Berlino, vincitore nel 2018 della penultima edizione. Ad accompagnare al pianoforte i due giovani artisti era il pianista brasiliano Marcelo Amaral, dal 2010 consulente artistico del sodalizio oltre che musicista di grande cultura e competenza, affermatosi in questi anni come uno tra i migliori accompagnatori liederistici della nostra epoca. I due appuntamenti erano ricchi di motivi di interesse sia per il livello dell’ esecuzione che per le attrattive di programmi impaginati con grande cultura e raffinatezza, come sempre accade per i concerti della Hugo-Wolf-Akademie.

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Foto ©Reiner Pfisterer

Nel concerto del mattino, intitolato All’ italiana, la scaletta dei brani della prima parte, tutti accomunati da testi ispirati all’ Italia, comprendeva pagine di autori tedeschi, francesi e italiani oltre a un Lied del compositore croato Ivan Zajc, anche lui nativo di Rijeka ai tempi in cui la città, che gli ha intitolato il suo teatro, faceva parte dell’ impero austro-ungarico. Molto belle erano le chansons di Reynaldo Hahn, compositore, pianista e direttore d’ orchestra nato in Venezuela e naturalizzato francese, che fu una delle figure prominenti nell’ ambiente culturale parigino nei primi decenni del secolo scorso, amico intimo di Proust e di musicisti come Cortot e Ravel e autore di una vasta produzione spaziante tra la canzone da camera, l’ opera, l’ operetta e il balletto. La seconda parte invece comprendeva una selezione di pezzi dall’ Italienisches Liederbuch di Hugo Wolf, che nel concerto della sera veniva esecuito integralmente come dodicesimo appuntamento del progetto Der Ganze Hugo Wolf, che prevede l’ esecuzione integrale dei circa trecento Lieder composti dal musicista a cui l’ istituzione è intitolata. Un’ iniziativa di grandissimo valore culturale per la divulgazione della musica di un autore ancora oggi non presente nei programmi concertistici in maniera adeguata alla sua importanza. 

Per questa raccolta, comprendente quarantasei Lieder divisi in due libri pubblicati rispettivamente nel 1891 e nel 1896, Hugo Wolf utilizzò ballate popolari italiane provenienti in massima parte dalla Toscana e in particolare dalla Maremma, tradotte in tedesco e pubblicate da Paul Heyse, scrittore berlinese dalla produzione assai cospicua che spesso utilizzò fonti e atmosfere italiane nei suoi lavori e che nel 1901 fu il primo autore tedesco ad essere insignito del Premio Nobel per la Letteratura. Il ciclo appartiene indiscutibilmente ai massimi esiti artistici mai raggiunti da un autore la cui produzione costituisce un caso assolutamente unico per la sua bruciante verità espressiva, derivata da una scrupolosa meditazione di tutte le atmosfere drammatiche dei testi e da una sbalorditiva, avvincente simbiosi tra parola e musica. Ovviamente, alcuni Lieder di Wolf si assimilano con la stessa facilità di quelli di Schubert, Schumann e Brahms. Ma ce ne sono alcuni difficili, che non rivelano il proprio segreto al primo ascolto. Appaiono severi, privi di melodia, troppo declamatori. Tra essi ce ne sono diversi che vanno ascoltati molte volte prima che diventino chiari gli squisiti passaggi, la raffinatezza delle soluzioni di scrittura sia vocale che pianistica e il sottile contenuto espressivo. I Lieder del compositore austro-sloveno sono spesso autentici bozzetti teatrali e i caratteri tratteggiati dalla flessibilità della declamazione vocale richiedono interpreti dotati di grandi capacità analitiche nel fraseggio e attenzione nella sottolineatura dei particolari. L’ Italienisches Liederbuch costituisce una straordinaria raccolta di brevissimi ritratti in cui vengono tratteggiate situazioni amorose in un ventaglio espressivo assai ampio, dalla passione ai toni conflittuali anche aspri, quasi a voler schizzare una serie di scene teatrali.

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Foto ©Reiner Pfisterer

Da Diana Haller mi aspettavo un’ esecuzione ispirata e stilisticamente attenta di questo caposaldo della letteratura liederistica e la cantante croata ha pienamente mantenuto le mie attese facendoci ascoltare una splendida dimostrazione di forza evocativa nel fraseggio, per l’ intensità espressiva e la capacità di tratteggiare fulmineamente aspetti e situazioni in uno straordinario alternarsi di umorismo e sensualità, culminato nella fantastica esecuzione di Ich hab in Penna einen Liebsten wohnen, il brano conclusivo del ciclo. Un’ autentica sorpresa invece è stata la prova di Mikhail Timoshenko, che ha messo in mostra una scaltrezza tecnica e una personalità di interprete davvero ragguardevoli soprattutto in un artista di non ancora trent’ anni, che si è dimostrato perfettamente in grado di rendere la mobilità nevrotica della scrittura vocale di Hugo Wolf con una sicurezza davvero da artista consapevole. Con due cantanti di questo livello, la serata non poteva che essere un successo anche per il sostegno assicurato dal pianismo elegante e ricco di colori di Marcelo Amaral, con un gioco reciproco di proposte e risposte timbriche e coloristiche tra le due voci e l’ accompagnamento strumentale, che costituiva uno degli aspetti più pregevoli in una serata di livello artistico davvero notevole sotto tutti i punti di vista.

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Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

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