“Cornelius Meister and Friends” – Staatsoper Stuttgart a Villa Reitzenstein

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Foto ©Staatsoper Stuttgart/FB

Sembra proprio che siamo sulla strada del ritorno alla normalità, dopo i mesi tremendi che abbiamo passato. La Staatsoper Stuttgart ha dato inizio alle recite della stagione con l’ orchestra e il coro che dopo diciotto mesi sono tornati a esibirsi in formazione completa. Sabato pomeriggio, circa 250 invitati hanno preso parte a un gala introduttivo tenutosi nello splendido scenario del Rosenpark di Villa Reitzenstein, una bellissima costruzione risalente al 1913 situata a Stuttgart Ost sulla salita che porta sino alla Fernsehturm, progettata dagli architetti Hugo Schlosser e Johann Weireither, ideatori anche di altre dimore storiche come Villa Levi a Killesberg e la residenza di Carl Emanuel Knorr in Heilbronner Osten. Villa Reitzenstein, situata poco dopo Eugensplatz, dove si trova la terrazza da cui si gode uno tra i panorami più spettacolari di Stuttgart, è oggi la sede del governo del Baden-Württemberg e prende il nome dalla baronessa Helene von Rietzenstein che la fece costruire all’ interno di un parco di quasi tre ettari. Sullo sfondo di questo splendido scenario naturale si sono esibiti gli artisti della Staatsoper come ospiti di Winfried Kretschmann, il Ministerpräsident del Land che ha voluto presenziare al concerto in qualità di padrone di casa.

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Foto ©Staatsoper Stuttgart/FB

A introdurre e collegare i numeri musicali del concerto ha provveduto Harald Schmidt, attore, cabarettista, entertainer, presentatore televisivo e scrittore celebre qui in Germania soprattutto per alcuni programmi televisivi di successo da lui ideati e condotti per i canali nazionali. Schmidt ha collaborato più volte con la Staatsoper Stuttgart, l’ ultima delle quali come interprete del ruolo recitato dell’ Hausmeister nell’ Ariadne auf Naxos, e in questa occasione ha messo in mostra una volta di più il suo umorismo fine e tagliente oltre che le sue qualità attoriali, leggendo brani del carteggio tra Richard Strauss e Hugo von Hofmannsthal relativi ai rapporti tra i due artisti e la città di Stuttgart.

In questa atmosfera serena e rilassata, che faceva pensare a un risveglio dopo un brutto sogno, una sensazione che mi sta accompagnando in tutte queste serate concertistiche finalmente normali, Cornelius Meister ha iniziato la parte musicale suonando i Fantasiestücke op. 73 di Robert Schumann per clarinetto e pianoforte insieme a Sebastian Manz, il giovane primo clarinetto della SWR Symphonieorchester che in questi anni si è imposto come uno tra i migliori strumentisti tedeschi delle ultime generazioni. Una bellissima esecuzione, ricca di slancio ed espressività oltre che di colori ricercati. Il quarantunenne Gemeralmusikdirektor della Staatsoper Stuttgart è anche un pianista tecnicamente inappuntabile, dotato di un suono pulito e limpido oltre che della capacità di seguire con attenzione le voci, come ha dimostrato nell’ esecuzione della Rosenüberreichung dal secondo atto del Rosenkavalier, l’ opera che tra poco aprirà in forma ufficiale la stagione della Staatsoper, in una esecuzione in forma di concerto. Il duetto era cantato in maniera davvero eccellente da Beate Ritter, cantante austriaca che da tre anni è il Koloratursopran ufficiale dell’ ensemble, e da Diana Haller, la cantante fiumana di cui ho avuto occasione di parlare parecchie volte e che ormai non costituisce più una promessa ma una splendida realtà delle scene teatrali tedesche. Le voci dolci e delicate delle due artiste erano messe in magnifica evidenza dal suono trasparente trovato da Cornelius Meister, e l’ esecuzione ha senz’ altro fatto venire al pubblico presente la curiosità di ascoltare queste cantanti nell’ opera completa.

Cornelius Meister ha poi concluso la parte musicale del programma con la Isoldes Liebestod nella versione pianistica di Franz Liszt e con Brazileira, dalla suite Scaramouche per clarinetto e pianoforte di Darius Milhaud, in cui Sebastian Manz ha messo in mostra tutte le sue qualità virtuosistiche davvero da artista di classe superiore. Grandissimi applausi di un pubblico felice per aver finalmente gustato un pomeriggio musicale come ai tempi prima della pandemia, in uno scenario di tale bellezza, e come finale tutti gli artisti hanno offerto una pirotecnica e movimentatissima esecuzione della calebre  I’ve Got Rhythm di George Gershwin, dal musical Girl Crazy. Ci voleva davvero un concerto del genere, dopo tutto quello che abbiamo passato.

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Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

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