Musikfest Stuttgart 2021 – Geschmacksvergleich

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Foto ©Holger Schneider

Come sanno coloro che seguono questi resoconti, da sempre uno tra i punti principali nei cartelloni della Musikfest Stuttgart è costituito dai concerti di musica sacra. Di regola, questi appuntamenti sono i più seguiti dal pubblico e fanno registrare regolarmente il tutto esaurito. Per un ascoltatore italiano, fà sempre una grande impressione vedere l’ attenzione e la concentrazione assoluta  con cui il pubblico tedesco segue questa musica, che costituisce un patrimonio culturale con cui la gente si identifica in pieno. Certamente, alla base di tutto questo ci sono ragioni di identità e tradizione religiosa, tramandate dalla grande eredità del canto corale che costituisce uno dei punti salienti nella cultura musicale di questo popolo. Del resto, la Bachakademie è stata fondata da Helmuth Rilling proprio con lo scopo di proporre e divulgare la conoscenza del grande repertorio sinfonico-corale tedesco e, per quanto mi riguarda personalmente, seguendo le stagioni musicali di questo sodalizio ho avuto la possibilità di approfondire la mia conoscenza di un repertorio che in Italia si può ascoltare solo saltuariamente. Ciò premesso, veniamo a parlare del concerto dedicato alla musica sacra di Bach e intitolato Geschmacksvergleich, affidato ad Hans-Cristoph Rademann e alla sua Gaechinger Cantorey.

Ho avuto modo di parlare già diverse volte di questo musicista, uno tra i migliori direttori di coro attivi in Germania, descrivendolo come un musicista di scrupolosa preparazione filologica oltre che attento come pochi all’ analisi coloristica e alla massima evidenziazione di tutti gli aspetti testuali delle musiche da lui affrontate. In questo concerto della serie Sichten auf Bach, il primo eseguito nella Stiftkirche dopo otto mesi, Rademann ha eseguito un programma composto da tre Kantaten di Bach accomunate dal fatto di avere come inizio il Lied sacro Was Gott tut, das ist wohlgetan, composto nel 1674 da Samuel Rodigast. La Kantate BWV 98 fu scritta nel 1726 a Leipzig su testo di Christoph Birkmann (1703-1771), appartiene al terzo ciclo di Kantaten composto da Bach durante il suo ufficio di Thomaskantor ed è contraddistinta da una preziosa strumentazione cameristica. La BWV 99, il cui autore del testo è invece ignoto, risale al 1724 e inizia con un brano strumentale in sol maggiore per  flauto, oboe d’ amore e violino preso forse da un Triplo Concerto andato perduto. La BWV 100, composta fra il 1732 e il 1735, appartiene al gruppo delle ultime Kantaten bachiane e utilizza come motivo principale l’ intervallo di quarta ascendente su cui si basa la melodia del Corale.

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Foto ©Holger Schneider

Come sempre, Rademann ci ha presentato una lettura davvero esemplare di questi brani, per accuratezza di analisi, bellezza di colori e concertazione accuratissima nel rilievo dato ai particolari strumentali e vocali. Sotto la sua direzione i complessi della Gaechinger Cantorey, da lui riorganizzati alcuni anni fa secondo i criteri della prassi esecutiva storicamente informata, hanno agito in maniera splendida e ispirata, con un’ accuratezza nell’ articolazione che consentiva di gustare appieno tutte le sfumature dei testi, splendidamente assecondata dall’ accompagnamento strumentale nonstante i criteri di distanziamento imposti dalle regole in vigore abbiano creato qualche problema di equilibrio negli impasti sonoro complessivi. Eccellente anche la prova di un quartetto solistico davvero rimarchevole dal punto di vista della qualità timbrica. Il giovane soprano Katharina Konradi, recentemente ammirata come Sophie nel Rosenkavalier messo in scena alla Bayerische Staatsoper che che anche in questo repertorio ha messo in mostra i pregi di uno strumento vocale luminoso e di una preparazione tecnica assolutamente completa, dimostrandosi stilisticamente ottima e fraseggiatrice scrupolosa. Come sempre impeccabile la prova  del mezzosoprano Anke Vondung, artista nativa di Speyer le cui esecuzioni bachiane e händeliane da me ascoltate nei concerti della Bachakademie mi sono sempre apparse esemplari. Anche in questa occasione, la quarantanovenne cantante renana ha messo in mostra tutta l’ intensità di un fraseggio perfettamente consapevole e i pregi timbrici di una voce notevole dal punto di vista qualitativo. Il tenore Sebastian Kuhlhepp, cantante conosciuto e stimato dal pubblico di Stuttgart per la sua intensa collaborazione con la Bachakademie e le notevoli interpretazioni offerte alla Staatsoper, ha confermato la sua autorevolezza interpretativa in questo repertorio, già più volte messa in mostra nelle sue esibizioni qui da noi, per la plasticità della dizione e la varietà dell’ accento. Ottima anche la prova del giovane basso Felix Schwandtke, nativo di Leipzig e formatosi a Dresden, per la bellezza del timbro vocale e la compostezza del fraseggio. Il pubblico ha seguito l’ esecuzione di questi capolavori bachiani con assoluta concentrazione e il successo è stato vibrantissimo.

Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

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