Staatsoper Stuttgart – “Quälend süße Einsamkeit”

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Foto ©Filstill Tobias Dusche

Finalmente ci siamo, ovvero endlich ist es soweit come si dice in tedesco. Dopo il blocco culturale governativo durato otto mesi, la vita musicale tedesca sta riprendendosi i suoi legittimi spazi e tutte le istituzioni musicali possono nuovamente accogliere il loro pubblico nei teatri e nelle sale da concerto. Anche la Staatsoper Stuttgart ha riaperto le porte della sua storica sede progettata da Max Littmann e a me è venuto spontaneo, mentre varcavo la porta d’ entrata, intonare sottovoce “Dich teure Halle grüß ich wieder, froh grüße ich dich geliebter Raum”, le parole iniziali dell’ aria di Elisabeth dal secondo atto del Tannhäuser wagneriano. Certamente la situazione è ancora ben lungi dall’ essere normalizzata: üer il momento si tratta ancora di serate per un limitato numero di spettatori e sottoposte ai protocolli di sicurezza come l’ obbligo di presentare un test negativo per tutte le persone non completamente vaccinate da almeno due settimane, ma l’ emozione di rientrare a teatro dopo otto mesi, in una Stuttgart letteralmente invasa da gente che riaffermava in modo perentorio la sua volontà di riprendersi la vita, suscitava davvero sentimenti di grande intensità.

In attesa del cartellone 2021/22, che sarà presentato alla stampa in meno di due settimane, la Staatsoper ha messo in calendario una serie di concerti e serate liederistiche oltre alla sospirata prima delle nuova produzione del Werther, che a luglio finalmente potrà andare in scena dopo essere stata rinviata due volte a causa del lockdown. Di più per il momento non era possibile fare in quanto la limitazione del pubblico a soli 250 spettatori è estremamente svantaggiosa dal punto di vista economico per un teatro della capienza di 1400 posti e che in quattordici mesi di quasi completa inattività ha registrato un deficit di quasi 12 milioni dovuto ai mancati incassi. Nonostante gli aiuti finanziari decisi dal governo, si tratta di un colpo decisamente pesante e che richiederà tempo per essere completamente smaltito.

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Foto ©Filstill Lukas Rehm

Naturalmente, quattordici mesi di lockdown interrotti solo dalla breve pause della scorsa estate hanno lasciato tracce profonde non solo nei bilanci, ma anche nell’ animo di tutti quelli che gravitano intorno al teatro. Durante il periodo di chiusura gli artisti della Staatsoper Stuttgart hanno realizzato una serie di film dedicati appunto al senso di isolamento fisico e morale patito durante il lockdown, che sono stati presentati nella serata di riapertura del teatro sotto il titolo comune di Quälend süße Einsamkeit, in italiano “Atrocemente dolce solitudine”. Piú che film veri e propri, si trattava di sei videoclip girati in luoghi topici di questa zona come la Schwarzwald, l’ aereoporto di Stuttgart, il GAZi Stadion di Degerloch dove giocano gli Stuttgarter Kickers  e la Staatsgallerie, con una colonna sonora formata da brani di autori italiani del Cinque-Seicento, tra cui alcune composizioni famose come “Interrotte speranze” il “Lamento della Ninfa” e “Con che soavità” di Monteverdi, il “Lamento d’ Apollo” di Cavalli oltre a brani di musicisti barocchi stranieri come Couperin, Marais e Dowland.

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Foto Filmstill Manuela Hartell

Protagonisti dei sei filmati erano alcuni tra gli elementi di spicco dell’ ensemble della Staatsoper Stuttgart come Diana Haller, Goran Juric, Helene Schneiderman, Rachael Wilson, Josefin Feiler e la giovane italiana Claudia Muschio. Nella buca orchestrale un piccolo gruppo di strumentisti della Staatsorchester diretti da Vlad Iftinca accompagnavano due giovani cantanti, il tenore statunitense Elmar Gilbertsson e il soprano spagnolo Laia Vallés, nell’ esecuzione di altri brani rinascimentali e barocchi che facevano da interludi fra un video e l’ altro. Il tutto contribuiva a descrivere un’ atmosfera di straniata e dolce melanconia, perfetta come caratterizzazione del senso di isolamenti vissuto da tutti noi in questi lunghi mesi di lockdown. Nel complesso, la bella realizzazione tecnica dei video e la mimica intensa dei protagonisti, combinata con la sagace scelta delle musiche, conferivano un senso artistico intenso e coinvolgente a una produzione sicuramente ricca di interesse. Il pubblico, felice di ritrovarsi dopo tanto tempo nella sala teatrale che noi tutti amiamo, ha applaudito a lungo dopo la conclusione della serata. Speriamo adesso che la ripartenza sia definitiva, senza ulteriori scosse a un settore duramente provato da questi mesi di inattività.

Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

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