Buona Pasqua con Mendelssohn e Claudio Abbado

Come oggetto del mio post pasquale, ho scelto quest’ anno la Seconda Sinfonia in si bemolle maggiore op. 52 “Lobgesang” di Mendelssohn, composta per le celebrazioni del quarto centenario dell’ Invenzione della stampa ed eseguita per la prima volta a Leipzig nella Thomaskirche, il 25 giugno 1840. Dal punto di vista letterario, non è difficile indicare nella famosa Bibbia in folio uscita dai torchi di Johann Gutenberg e dei suoi aiuti l’ oggetto ispiratore dell’ israelita protestante Mendelssohn, che funse da stimolo potente per le sue suggestioni di uomo colto e romanticamente sensibile al fascino del passato. Dalle parole della Bibbia, dunque, doveva muovere l’apoteosi musicale della quale la spiritualità del mondo intero andava debitrice alla Germania. Le fonti di ispirazione musicale di questa che, in realtà fu la quarta Sinfonia composta da Mendelssohn, anche se dopo la sua morte venne numerata come seconda, sono senza dubbio le Cantate e gli Oratori di Bach, insieme alla Nona Sinfonia di Beethoven e a soluzioni di scrittura che mostrano una conoscenza approfondita dei grandi affreschi corali di Händel. La partitura è articolata in due sezioni: un movimento orchestrale che sintetizza i primi tre tempi di una Sinfonia classica e poi il vasto affresco solistico e corale che costituisce la seconda parte. A fungere da fattore unificante dei due blocchi, il compositore utilizza un inciso tematico esposto dai tromboni (FA-SOL-FA-SIb che richiama apertamente uno dei Magnificat, come riportati nel Liber usualis)  che funge da frase di apertura del brano, dal quale poi derivano tutti gli altri motivi principali della partitura e che suggella anche le battute finali, dopo il grandioso Coro di chiusura “Ihr Völker, bringet her dem Herrn” di struttura tripartita, alla maniera di Händel. Tra i brani della seconda parte, un particolare rilievo ha il n°6 che, assieme al 3 e al 9, fu aggiunto da Mendelssohn qualche mese dopo la prima esecuzione e che ha un ruolo fondamentale, nell’ economia dell’ opera. Il passaggio dalla notte al giorno descritto nel testo viene evocato dalla musica con teatrale drammaticità: i tre richiami del tenore al guardiano, angosciosamente interrogativi, con altezze sempre crescenti di un tono (REb, MIb, FA il motto orchestrale, citato da Wagner nella Walküre; DO, RE, MI la supplica: Hüter, ist die Nacht bald hin?) creano una tensione cromatica fortissima, che si risolve nell’ annuncio, in RE maggiore, del soprano solo e poi (al n°7, con l’ intera orchestra) nella liberatoria perorazione di tutto il coro, Die Nacht ist vergangen! Der Tag ist gekommen! strutturato nella forma di una fuga di vaste proporzioni, che anticipa sotto molti aspetti quelle del Deutsches Requiem di Brahms. Una partitura che io ho sempre trovato affascinante per sapienza di scrittura e freschezza di ispirazione, che in Germania è molto amata e viene eseguita spesso nelle stagioni concertistiche, sia professionali che amatoriali.

Ascoltiamo questo splendido esempio della grande tradizione corale tedesca in un’ esecuzione diretta da Claudio Abbado alla Orchard Hall di Tokio il 31 ottobre 1989, nel corso di una lunga tournée in Giappone effettuata insieme ai Wiener Philharmoniker e ai complessi della Wiener Staatsoper. Un’ interpretazione splendida, ricca di slancio e fervore, perfetta nella definizione della scrittura contrappuntistica e lavorata con finezza nei colori e nelle sfumature corali e strumentali, offertaci in questo video da un direttore qui colto al massimo della sua ispirazione creativa, in quella felicissima fase della sua attività che, proprio pochi giorni dopo questo concerto, culminerà nella nomina a Chedfirigent dei Berliner Philharmoniker.

Buona e serena Pasqua a tutti.

Felix Mendelssohn Bartholdy

Sinfonia N° 2 in si bem. maggiore op. 52 “Lobgesang”

Brigitte Poschner-Klebel (soprano)

Gabriele Sima (mezzosoprano)

Bruce Ford (tenore)

Walter Zessar (organo)

Konzertvereinigung Wiener Staatsopernchor

Wiener Philharmoniker

Claudio Abbado

Tokio, Orchard Hall, 31 ottobre 1989

Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

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