SWR Symphonieorchester 2020/21 – Teodor Currentzis e Patricia Kopatchinskaja

Foto ©SWR/Klaus Mellenthin

Dopo più di sei mesi dal suo ultimo concerto, la SWR Symphonieorchester è tornata ad esibirsi in pubblico per la serata inaugurale della stagione 2020/21 sotto la guida di Teodor Currentzis. Il pubblico di Stuttgart attendeva con impazienza il primo concerto ufficiale del complesso e del suo Chefdirigent dopo la quarantena e i 499 biglietti messi in vendita per ognuna delle quattro repliche (due al giorno, al pomeriggio e alla sera) sono andati esauriti nel giro di poche ore. In ossequio alle disposizioni di sicurezza attualmente in vigore, anche i successivi tre appuntamenti del cartellone programmati sino a dicembre si terranno con programmi della durata massima di 75 minuti, senza pausa e ripetuti due volte nel corso della giornata. Manfred Honeck, Ingo Metzmacher e Michael Sanderling saliranno sul podio della SWR Symphonieorchester per i prossimi concerti in programma mentre Currentzis tornerà a dicembre, per un omaggio ad Hans Zender. Questa prima serie di concerti è caratterizzata da scelte di programmi molto originali e intelligenti, a partire da quello inaugurale per cui Currentzis ha impaginato una raffinatissima scelta di brani contemporanei accostati al barocco, assolutamente affascinante. Quello ideato dal direttore greco-russo era un tipo di concerto che in una situazione normale si immaginerebbe adatto a rassegne come ECLAT o i Donaueschinger Musiktage, quindi una cosa adatta per gli specialisti, ma la reazione del pubblico della Liederhalle è stata assolutamente entusiastica di fronte a una proposta di altissimo valore artistico e culturale.

Foto ©SWR/Klaus Mellenthin

Come pezzo di apertura del programma Currentzis ha optato per un omaggio a Helmut Lachenmann, il celebre compositore allievo prediletto di Luigi Nono e nato il 27 novembre 1935 nei pressi della Johanneskirche am Feuersee dove il padre officiava come pastore evangelico e che nel pezzo eseguito in questa occasione, “…zwei Gefühle…”, “Musik mit Leonardo” per speaker e ensemble del 1992 ha voluto rendere una sorta di omaggio al suo maestro. La partitura, scritta per un organico di 22 strumenti, utilizza un testo di Leonardo da Vinci che descrive le emotioni provate da un viandante che sta osservando un’ eruzione vulcanica e cerca di assorbire tutta la varietà di sensazioni creata dal fenomeno fin quando arriva ad una caverna buia e fresca ed è sopraffatto da emozioni contrastanti sull’ opportunità o meno di entrare: paura dell’ oscurità sconosciuta all’interno e desiderio di scoprire quali misteri essa potrebbe contenere. Questo testo è scomposto in elementi fonetici che appaiono come integrati nel paesaggio musicale. Lo stile è, come sempre nei brani di Lachenmann, quello di una struttura in cui si susseguono tutta una serie di giustapposizioni timbriche e armoniche dalle quali solo a tratti emerge il senso di qualche frase compiuta. Tuttavia la scrittura orchestrale di Lachenmann è concettualmente ben lontana dal presentare una serie di suoni casuali e  disarticolati ma riesce invece, per così dire, ad unire i puntini trasformandoli in una sorta di Klangfarbenmelodie divisionista. Il gioco è molto sottile e richiede qualche minuto prima che l’ orecchio entri in sintonia con il linguaggio musicale della composizione, ma poi si viene conquistati da questa tavolozza sonora fantasmagorica che Lachenmann ci propone con una ferrea coerenza di mezzi strutturali e una grande ricchezza espressiva di linguaggio. Assolutamente stupenda l’ esecuzione, cui Lachenmann stesso a preso parte come speaker: Currentzis è il direttore ideale per questo tipo di musica è la sua esecuzione è stata assolutamente esemplare per attenzione alle dinamiche e scrupolosa realizzazione degli effetti previsti da Lachenmann, festeggiatissimo dal pubblico alla fine del brano.

L’ omaggio a Lachenmann proseguiva con il secondo brano, che era la prima esecuzione assoluta di Possible places for violin and ensemble del quarantaquattrenne compositore moscovita Dmitri Kourliandski, che ha voluto dedicare il pezzo al musicista di Stuttgart dal quale, pur non essendo stato suo allievo nel senso stretto del termine, ha sempre tratto influssi di ispirazione rilevanti. Kurljandski descrive le sue composizioni come “musica oggettiva” ossia “musica senza azione o sviluppo, che, come un meccanismo, va alla ricerca di nuovi effetti sonori”. Con questo pezzo entrava in scena Patricia Kopatchinskaja, la quarantaduenne violinista moldava naturalizzata austriaca che in questa stagione sarà Artist in residence della SWR Symphonieorchester. Lo stile interpretativo estremamente audace di questa straordinaria artista, la ricerca di soluzioni interpretative originali e la comunicativa, espressione di una personalità carismatica davvero da concertista di classe superiore si integrano alla perfezione con il modo di far musica di Currentzis, insieme al quale la Kopatchinskaja ha inciso una tra le più belle esecuzioni in assoluto del Concerto per violino di Tschaikowsky. Prima del pezzo di Kourliandsky la violinista ha eseguito un pezzo a sorpresa.

Foto ©SWR/Klaus Mellenthin

Si trattava di “Weep you no more, sad fountains” di John Dowland, che la Kopatchinskaja ha suonato come si vede nella foto insieme ad Axel Wolf alla tiorba, intonando anche le parole del testo. Un effetto di una bellezza straniante e inattesa che preparava splendidamente le sonorità arcane, quasi senza tempo del pezzo di Kourliandski. Di seguito la virtuosa moldava ha scatenato tutta la sua carica virtuosistica nella Suite Battalia di Heinrich Ignaz Franz Biber, il compositore austriaco che in questo brano mise in mostra la sua formidabile tecnica strumentale che gli permetteva di raggiungere facilmente posizioni estreme sullo strumento, come la sesta e settima. Biber fu uno tra i primi a impiegare le doppie corde in difficili passaggi ed esplorare le varie possibilità della ‘scordatura’, ossia l’ accordatura non canonica dello strumento. La musica di Biber è stata riscoperta in tempi moderni da musicisti come Nikolaus Harnoncourt, i cui dischi dedicati a questo autore hanno influenzato profondamente i gusti degli ascoltatori appartenenti alla mia generazione. con i suoi passaggi di estrema difficolta e lo stile estremamente innovativo per la sua epoca, si tratta di una partitura pressoché ideale per le caratteristiche di una violinista geniale come Patricia Kopatchinskaja, che ha entusiasmato il pubblico della Liederhalle con una serie di numeri tecnici di altissima scuola traendo dal suo strumento, un violino di Giovanni Francesco Pressenda del 1834, una gamma di tinte che andavano dalla trasparenza filigranata dei pianissimi fino a sonorità scure e ambrate, quasi da viola, nei passaggi sulla corda di sol. Una prova assolutamente emozionante, dopo la quale il pubblico della Liederhalle ha tributato un’ ovazione trionfale alla virtuosa moldava.

Chiudeva la serata Anahit, brano per violino e 18 strumenti di Giacinto Scelsi, compositore nato nei pressi di La Spezia e vissuto tra il 1905 e il 1988, considerato dalla musicologia internazionale uno degli autori contemporanei italiani di maggiori rilievo. Scelsi fu una figura estremamente interessante per i suoi multiformi interessi culturali e la sua evoluzione stilistica, durante la quale arrivò ad anticipare soluzioni stilistiche basate sulla ricerca microintervallare che furono poi alla base del lavoro di grandi maestri come Ligeti e Kurtag.  Anahit, composto nel 1965, è un pezzo dalla scrittura musicale originalissima e dai contenuti sonori imbevuti di cultura orientale, eseguito dalla Kopatchinskaja con una sottile, affascinante lama argentata di suono che Currentzis sosteneva con un morbido cuscino di sonorità quasi impalpabili. È stata una perfetta conclusione per una serata ricca di contenuti artistici ed espressivi inusuali e affascinanti, in cui il maestro greco-russo ha mostrato tutta la sua fortissima personalità di interprete e la sapienza esecutiva derivata dalla sua lunga esperienza nel campo della musica contemporanea. I cinquecento spettatori ammessi nella Liederhalle hanno applaudito in maniera trionfale tutti i protagonisti di una serata che, nella sua intensa carica emozionale e ricchezza di valori culturali, costituiva un magnifico segnale di speranza in questi tempi difficili.

Pubblicato da

mozart2006

Teacher, freelance musical journalist and blogger

1 commento su “SWR Symphonieorchester 2020/21 – Teodor Currentzis e Patricia Kopatchinskaja”

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