Marco Gaudino – Le differenze nel comportamento delle corde vocali

Anche il prof. Marco Gaudino ci ha inviato il suo articolo mensile, che prosegue la rubrica dedicata alla tecnica di emissione negli strumenti a fiato. Buona lettura a tutti.

Le differenze nel comportamento delle corde vocali tra emissione sugli strumenti a fiato e produzione vocale

I movimenti delle corde vocali nella produzione vocale-canora e quelli legati alla produzione del suono negli strumenti a fiato si differenziano per la diversità di funzionamento dei sistemi che li generano. Ambedue i sistemi, sia vocale nella produzione fono-canora che quello strumentale nella produzione dei suoni sugli strumenti a fiato, fanno utilizzo di due elementi fondamentali: l’aria e i muscoli vocali. Nella produzione dei suoni vocali le artefici dei suoni prodotti sono le corde vocali, stimolate dall’aria proveniente dai polmoni; nella produzione dei suoni negli strumenti a fiato l’artefice della produzione sonora è caratterizzata dall’aria sostenuta nelle sue variazioni di pressione, velocità e intensità dai muscoli vocali e respiratori. Due elementi convivono interagendo tra loro nella produzione sonora nei due sistemi vocale e strumentale: l’ aria e le corde vocali. Durante la produzione vocale le corde vocali si adducono, ossia si avvicinano allungandosi e chiudendosi sotto azione nervosa, generando tra esse e l’aria proveniente dai polmoni un antagonismo pressorio che si traduce in variazioni aerodinamiche, secondo le leggi di Bernoulli, che portano le corde vocali a delle reazioni di abduzioni (aperture) e adduzioni tramite le quali si generano i suoni vocali. Si veda al riguardo il filmato seguente.

Prima di comprendere le differenze rispetto al modello fonatorio nelle ragioni che contraddistinguono il comportamento delle corde vocali nella produzione sonora sugli strumenti a fiato, oscure a tutti i foniatri del mondo, strumentisti compresi, ci dobbiamo soffermare sul loro comportamento durante le fasi di inspirazione ed espirazione senza emissione del suono. Nella fase inspiratoria le corde vocali tendono ad allargarsi ossia abdursi e al contrario in quella espiratoria ad addursi, ossia ad avvicinarsi tra di loro. Tutto ciò avviene senza che ci possa essere una coscienza muscolare su di esse. Il processo avviene naturalmente.  Le corde vocali dunque sono tra i muscoli non solo deputati alla fonazione ma anche alla respirazione. Diamo un’occhiata al processo seguendo il filmato successivo:

Durante la produzione del suono negli strumenti a fiato le corde vocali mostrano ad occhi esperti un comportamento diverso di adduzione; le corde si adducono maggiormente rispetto alla fase espiratoria. In un seminario tenuto presso il conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia dal titolo “Approccio interdisciplinare alla fisiologia negli strumenti a fiato – dove inizia lo strumento e dove finisce il musicista”, tenuto nel mese di novembre del 2014 in collaborazione con la foniatra e ricercatrice Italiana Orietta Calcinoni, venne fuori alla luce dalle osservazioni dei movimenti laringei, oggetto di studio della dottoressa, che le modalità di adduzione delle corde vocali negli strumenti a fiato erano diverse da quelle che avvenivano nel canto e nel parlato.
Passarono per me ancora molti anni di studio fino a dedurre che le corde vocali negli strumenti a fiato nell’emissione del suono partono da uno stato d’apertura e non di chiusura prima della produzione sonora. La loro adduzione nasce dagli attriti che si generano tra la compressione della colonna aerea prodotta dallo strumentista a fiato e quella contenuta negli strumenti, in contatto con la pressione atmosferica (vedi articoli su questo blog “I principi di aerodinamica che regolano la produzione del suono negli strumenti a fiato” del mese di gennaio e “Muscoli vocali e respiratori nella produzione del suono negli strumenti a fiato” del mese di marzo). Gli stadi di adduzione delle corde sono relativi alla qualità dei suoni prodotti, alle loro altezze, al loro timbro, nonché alle velocità del flusso aereo e alla sua intensità nei sostegni dei suoni nelle loro svariate articolazioni. I movimenti vocali sono secondari alle pulsazione dell’ aria che dai tubi sonori si riflettono su di esse, l’ elemento che produce suono è l’ aria, le corde ne sostengono le velocità e le pulsazioni donando ai suoni strumentali la morbidezza della voce umana. Nella produzione fono-canora avviene un’ adduzione volontaria dell’uomo che ha come elemento produttivo sonoro principale le corde vocali e come interagente l’ aria. Nella voce e nel canto bisogna parlare di un tipo di adduzione maggiore sul piano antero-posteriore, rispetto a quella strumentale che si produce particolarmente su un piano mediano e laterale rispetto alla collocazione delle corde vocali nella laringe. Vibrano le corde guidate da giochi aerei nella voce e nel canto, pulsa l’aria sostenuta da giochi muscolari vocali nella produzione negli strumenti a fiato.

Schemi riassuntivi del comportamento delle corde vocali tra produzione vocale e strumentale.

NELLA PRODUZIONE VOCALE LE CORDE VOCALI SONO CHIUSE, LA GLOTTIDE ADDOTTA, UN ATTIMO PRIMA DI PRODURRE LA FONAZIONE, ABDUCENDOSI E ADDUCENDOSI DURANTE LA FASE DI EMISSIONE FONATORIA. IL GRADO TENSIVO DELLE CORDE VOCALI IN ADDUZIONE È MAGGIORE IN TENSIONE ANTERO-POSTERIORE RISPETTO ALLA PRODUZIONE DEI SUONI SU STRUMENTI A FIATO. VENGONO COINVOLTE ALTRI TIPI DI MUSCOLATURE LARINGEE CHE TENDONO AD ALLUNGARE LE CORDE RISPETTO ALLA PRODUZIONE SONORA SU STRUMENTI A FIATO.

NELLA PRODUZIONE SU STRUMENTI A FIATI LE CORDE VOCALI UN ATTIMO PRIMA DELL’ EMISSIONE DEI SUONI SONO APERTE, GLOTTIDE ABDOTTA, MODIFICANDOSI DURANTE L’ EMISSIONE DEI VARI SUONI IN ALTEZZA, INTENSITA’ E TIMBRO IN RELAZIONE AL LORO SOSTEGNO MUSCOLARE NELLE VARIAZIONI AERODINAMICHE. IL GRADO DI ADDUZIONE MUSCOLARE E’ MAGGIORE IN ZONA MEDIANO-LATERALE DELLA GLOTTIDE. LE CORDE VOCALI NON RISULTANO TESE IN MANIERA SUFFICIENTE E TALE DA PRODURRE SUONI PRETTAMENTE VOCALI.

Nel prossimo articolo: Il vibrato negli strumenti a fiato.

Marco Gaudino

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