SWR Symphonieorchester 2019/20 – Teodor Currentzis dirige Strauss e Mahler

Foto ©swrclassic.de

I concerti di Teodor Currentzis con la SWR Symphonieorchester sono tra gli eventi più attesi della vita musicale qui a Stuttgart e anche per il quinto programma della stagione in abbonamento, il terzo previsto dagli impegni annuali dello Chefdirigent, i biglietti per le due repliche alla Liederhalle erano esauriti da molte settimane e come al solito, prima del concerto, nel foyer si poteva notare la presenta di numerose persone che cercavano di procurarsi un ingresso all’ ultimo momento. Dopo i due concerti a Stuttgart e la replica a Freiburg, l’ orchestra e Currentzis hanno intrapreso una tournée europea che prevede esibizioni a Essen, Berlino, Köln, Vienna, München, Luzern, Barcellona, Madrid, Torino e Parigi, sempre con il programma comprendente musiche di Richard Strauss e Mahler eseguito qui da noi. Due esecuzioni tecnicamente di altissimo livello, da parte di un’ orchestra che con Currentzis sul podio riesce sampre a dare il massimo delle sue possibilità tecniche, suonando con una precisione e una compattezza di suono da formazione sinfonica di alta classe. Nella prima parte del concerto, abbiamo ascoltato il poema sinfonico Tod und Verklärung di Richard Strauss, una partitura che da anni era presente nel repertorio delle due orchestre che dal 2016 hanno dato vita alla SWR Symphonieorchester, le quali nel corso della loro attività l’ hanno eseguita con diversi tra i massimi direttori internazionali. Quella di Teodor Currentzis è stata un’ esecuzione elegantissima, davvero perfetta per ampiezza di respiro sinfonico e ricchezza di atmosfere. Da sottolineare prima di tutto la magnifica prova degli archi della SWR Symphonieorchester, davvero ideali per compattezza, ricchezza di armonici, precisione di legato e cantabilità. Ma tutta l’ orchestra ha offerto una delle migliori prestazioni che si siano ascoltate in questi ultimi anni, in una lettura davvero avvincente per splendore sinfonico e per la ricercatezza delle sfumature ottenute dal podio. Come ho scritto in altre occasioni, è sempre un grande piacere ascoltare questo repertorio dalle orchestre tedesche, le quali nelle loro esecuzioni riescono sempre a trovare il tono espressivo adatto con la naturalezza di chi lo possiede e padroneggia come una lingua madre. In questo caso, la SWR Symphonieorchester suona la musica di Strauss con la classe del grande complesso sinfonico internazionale e Teodor Currentzis è riuscito a sfruttare al meglio le possibilità espressive offertegli da questo magnifico strumento per una lettura calda, emotivamente attrattiva nella sua ininterrotta tensione espressiva e perfetta nell’ evidenziazione delle grandi architetture sinfoniche.

Foto ©swrclassic.de

Dopo le splendide interpretazioni della Terza e della Quarta Sinfonia che abbiamo ascoltato durante la scorsa stagione, ero molto curioso di ascoltare come Currentzis avrebbe reso la Sinfonia N°1 di Mahler. Alla prova dei fatti, l’ impostazione interpretativa del direttore greco-russo è apparsa decisamente finalizzata a mettere in rilievo i caratteri innovativi della scrittura di questa composizione giovanile, creata dal compositore boemo quasi negli stessi anni in cui Richard Strauss stava componendo Tod und Verklärung. Dopo le prime battute, con gli armonici degli archi che attaccavano rompendo il silenzio con sonorità quasi impalpabili, l’ introduzione proseguiva in un’ atmosfera caratterizzata da pianissimi orchestrali lucidi e taglienti. Currentzis espone il tema del primo tempo con una scansione ritmica molto netta, senza il consueto rubato iniziale nella prima frase dei violoncelli e senza precipitare nè alzare eccessivamente il tono della voce nelle ultime battute dell’ esposizione. Tutta la progressione drammatica del brano si svolgeva in un tono di splendore sinfonico serrato e severo, senza la minima concessione alla retorica. Notevole è apparsa anche la flessibilità ritmica trovata da Currentzis nel Ländler del secondo tempo, con una puntuale ed efficace sottolineatura delle sfumature dinamiche prescritte da Mahler nell’ esposizione del tema principale. Nella Marcia Funebre del terzo movimento, la direzione ha messo molto bene in evidenza le asprezze dissonanti di certi passaggi dei fiati in un tono quasi espressionistico. Currentzis ha affrontato poi il Finale con una notevole carica di passionalità ma senza mai scadere nella retorica. Davvero rimarchevoli apparivano la bellezza ricercata di certi colori strumentali e la tensione del fraseggio orchestrale fino alla conclusione, con la fanfara dei corni che introduceva le ultime battute nelle quali il direttore greco-russo ha optato per una condotta orchestrale basata su blocchi di sonorità asciutte, in linea con la concezione di severo splendore sinfonico su cui si basava tutta la sua linea interpretativa. Nel complesso si trattava sicuramente di una lettura ancora una volta caratterizzata da grande coerenza e originalità di concezione, condotta con scrupoloso rigore e magnificamente realizzata da una SWR Symphonieorchester che ha realizzato perfettamente tutte le intenzioni interpretative del suo Chefdirigent. Il pubblico ha tributato un grande successo al direttore greco-russo e all’ orchestra, pienamente meritato vista la qualità davvero elevata del concerto. Currentzis ha poi preso la parola per introdurre il consueto dopoconcerto dedicato alla musica da camera, denominato Nach(t)konzert che è diventato un appuntamento fisso nelle sue serate alla guida della SWR Symphonieorchester. Dopo una pausa siamo quindi ritornati nella Liederhalle per ascoltare una bellissima lettura di Okanagon, brano per arpa, contrabbasso e tam-tam del compositore italiano Giacinto Scelsi, scritto nel 1968. Il compositore ligure dichiarò di aver voluto ricreare in questo lavoro il battito primordiale della Terra, e all’ atto pratico il pezzo è estremamente suggestivo nella sua atmosfera di magica sospensione spazio-temporale. L’ esecuzione, tecnicamente impeccabile, era affidata all’ arpista Renie Yamahata, al contrabbassista Felix von Tippelkirch e al percussionista Franz Bach. Una bellissima conclusione per un altro concerto di alta qualità, come tutti quelli finora diretti da Teodor Currentzis qui a Stuttgart.

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