Forum am Schlosspark – Nicola Benedetti e la Royal Scottish National Orchestra

Foto ©Mozart2006

Il Forum am Schlosspark di Ludwigsburg ha ospitato una tappa della tournèe europea che la Royal Scottish National Orchestra sta compiendo in questi giorni. Fondata nel 1891 a Glasgow, l’ orchestra appartiene al gruppo dei complessi strumentali britannici di più antica tradizione ed è stata portata alla fama internazionale da Sir Alexander Gibson, scozzese di nascita, che ne è stato Music Director dal 1959 al 1984 succedendo nel ruolo a nomi illustri come Vaclav Talich, John Barbirolli, Georg Szell e Hans Swarowsky. Negli anni successivi, la RSNO ha svolto un’ intensa attività discografica prima per l’ etichetta Chandos e poi per la Naxos con cui ha registrato, tra le altre cose, l’ integrale delle opere sinfoniche di Albert Roussel sotto la direzione di Stéphane Dénève, che dal 2005 al 2012 ha ricoperto la carica di Music Director. Dalla scorsa stagione la guida stabile del complesso è stata assunta  da Thomas Søndergård, quarantanovenne direttore danese che qui negli anni passati avevamo ascoltato diverse volte alla Staatsoper Stuttgart, dove si era fatto apprezzare come inteprete operistico dotato di grande professionalità e competenza nel repertorio italiano. Søndergård. che da studente ha iniziato la carriera come timpanista nella European Union Youth Orchestra e attualmente è Principal Conductor della BBC National Orchestra ok Wales, è stato scelto dai musicisti dell’ orchestra dopo aver collaborato per diversi anni come direttore ospite.

Io attendevo il concerto di Ludwigsburg con molta curiosità, soprattutto per riascoltare Nicola Benedetti, la trentaduenne violinista scozzese di origini italiane che qualche anno fa mi aveva fatto un’ eccellente impressione in un concerto a Stuttgart e che quest’ anno ha ottenuto due nominations al Grammy Award per il suo ultimo album dedicato al Concerto per violino e alla Fiddle Dance Suite del celebre jazzista Wynton Marsalis. Nata a West Kilbride nella contea del North Ayshire da padre italiano e madre scozzese, Nicola (il nome si pronuncia accentando la I) Benedetti si è fatta conoscere a livello internazionale vincendo l’ edizione 2004 del concorso BBC Young Musician of the Year e ha iniziato subito una rapida carriera internazionale che nel Regno Unito l’ ha portata a livelli di popolarità da star mediatica dopo le sue esibizioni in diretta televisiva alla Last Night of the Proms del 2012 e al Rod Stewart’ s Christmas Show nel novembre dello stesso anno. Uno dei suoi ultimi CD, intitolato Homecoming; A Scottish Fantasy, è addirittura entrato per alcune settimane nella Top 20 della classifica di vendita Official UK Albums Chart. Oltre a esibirsi in tutte le grandi sale concertistiche del mondo, la violinista scozzese si dedica in patria anche a una serie di progetti educativi in campo musicale per i quali, unitamente alla sua attività solistica, è stata insignita nel 2013 del Most Excellent Order of the British Empire (MBE) e nella New Year Honours List del 2019 è stata elevata al grado di Commander of the Order of the British Empire (CBE).

Come ho avuto più volte occasione di scrivere in simili casi, dietro la carriera di giovani solisti come la Benedetti non c’ è solo il mainstream mediatico ma anche molta sostanza. Anche in questo caso siamo in presenza di una strumentista che a una preparazione tecnica pressochè impeccabile unisce una personalità musicale di notevole livello. In questa occasione, la virtuosa britannica si è presentata al pubblico del Forum Schlosstheater con il Concerto in re minore op. 47 di Jean Sibelius, brano che oltre alla preparazione tecnica richiede anche grandi doti dal punto di vista della capacità di definire al meglio le strutture formali. Nicola Benedetti ha messo in mostra nella sua esecuzione notevoli qualità virtuosistiche e maturità di concezione musicale, ma soprattutto un carisma e una comunicativa davvero da concertista di classe superiore. La giovane violinista scozzese, che suona lo Stradivari “Gariel” del 1717, è in grado di esibire una sonorità splendida a livello di qualità timbrica e omogenea nel controllo dell’ arco e nella capacità di realizzazione delle dinamiche, con pianissimi trasparenti di assoluta raffinatezza che spiccavano come preziosi particolari in un fraseggio notevolissimo per equilibrio e respiro d’ insieme. Particolarmente apprezzabile è stata la fervida e nobilissima cantabilità del fraseggio con cui la Benedetti ha dato il massimo rilievo alla tristezza melanconica delle linee melodiche, sostenuta in maniera eccellente dalle bellissime sfumature coloristiche realizzate con molta cura da Thomas Søndergård nella parte orchestrale. Una prestazione che mi ha nuovamente convinto delle notevoli qualità possedute da questa giovane e attraente solista, che senza dubbio merita in pieno la fama guadagnata negli ultimi anni. Applauditissima dal pubblico di Ludwigsburg alla fine della sua esibizione, Nicola Benedetti ha suonato come bis una danza popolare scozzese che ha riscosso una vera e propria standing ovation.

Per quanto riguarda il resto del programma, la RSNO ha aperto la serata con una eccellente e stilisticamente idiomatica esecuzione della Fantasia on a Theme by Thomas Tallis di Ralph Vaughan Williams in cui si sono potute apprezzare la compattezza e il bel legato della sezione archi. Nella seconda parte, Thomas Søndergård ha guidato il complesso in una notevole interpretazione della Sinfonia N° 8 in sol maggiore di Antonin Dvořák. Il direttore danese ne ha dato un’ interpretazione complessivamente molto ben riuscita, basata su tinte morbide e luminose, decisamente notevole per espressività, slancio e precisione. L’ orchestra ha suonato in maniera tecnicamente molto notevole a parte qualche asprezza nella sezione dei violini che forse era dovuta in parte anche all’ acustica tendenzialmente risonante del Forum am Schlosspark. Per il resto, il suono della RSNO è quello tipico delle orchestre d’ Oltremanica, con un timbro molto smagliante e grande precisione negli attacchi. Molto bella comunque è apparsa la resa dell’ Adagio, in cui la morbidezza e luminosità di suono esibite dalla sezione fiati del complesso hanno dato un bel fascino alle linee melodiche, e decisamente lodevole la raffinata flessibilità ritmica di fraseggio che Søndergård è riuscito a ottenere nello stupendo Allegretto grazioso che per me è la pagina più riuscita di tutta la partitura e uno tra i vertici della produzione musicale di Dvořák. Complessivamente buona mi è sembrata anche la definizione del movimento finale, con il progressivo accumularsi della tensione molto ben reso nelle progressioni ritmiche, senza mai saturare il suono e con gli spunti ritmici di danza popolare molto ben marcati. Il pubblico, che riempiva quasi al completo il Forum am Schlosspark, ha applaudito a lungo l’ orchestra e Thomas Søndergård che ha ripagato i lunghi applausi con due fuori programma: il Valse Triste di Sibelius e un’ altra danza popolare scozzese, marcata con battimani dagli spettatori arrivati al massimo dell’ entusiasmo per un concerto davvero di qualità molto notevole.

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