“Tecnica degli strumenti a fiato” di Marco Gaudino

Inizia con questo post una collaborazione con il prof. Marco Gaudino, docente di flauto e ricercatore napoletano, che nei suoi articoli ci parlerà della tecnica e delle problematiche relative agli strumenti a fiato. Credo che il tema possa essere di notevole interesse e per questo ho accettato la proposta di rubrica fattami da Marco Gaudino. Auguro a tutti una buona lettura.

La carenza di una metodologia comune nelle tecniche di base del flauto traverso e negli strumenti a fiato

Ho sempre ritenuto che nella didattica del flauto traverso, lo strumento che suono ed insegno da anni, ci fosse una grande carenza metodologica legata alla mancanza di conoscenze specifiche degli elementi fondamentali con cui il docente opera. Il rapporto che si genera tra lo strumento a fiato e il suo esecutore è da subito sentito come una sorta di prolungamento corporeo. Le dinamiche sia muscolari che di modi di soffiare, nella ricerca delle giuste tecniche da adoperare per ottenere dei risultati ottimali, sono spesso trattate nella didattica contemporanea e storica nel flauto e negli strumenti a fiato in maniera spesso empirica. È in questa falsa didattica empirica, anche conflittuale tra docenti, nei modi diversi di insegnare lo studio degli strumenti in questione, che vuole inserirsi la mia ricerca metodologica.

Intrapresi agli inizi degli anni Novanta con l’ aiuto del foniatra napoletano Ugo Cesari una ricerca atta a verificare il comportamento delle corde vocali nelle tecniche del mio strumento, il flauto traverso, per poi scoprire in seguito che la questione legata alla teorizzazione di cosa avviene tra strumento a fiato e strumentista fosse particolarmente sentita da colleghi, anche di strumenti a fiato diversi, in varie parti del mondo. Attualmente le ricerche mi hanno portato a creare un nuovo metodo di approccio allo studio del flauto e degli strumenti a fiato, raccolto in un trattato dal titolo “Suono Pensando” pubblicato presso la casa editrice Lulu, da cui cercherò di estrapolare i contenuti per la serie di articoli che pubblicherò su questo sito. La ricerca del bel suono in uno strumento a fiato passa, oltre che per il gusto dell’ esecutore e dalle mode dettate dai grandi nomi del momento, per i modi diversi di atteggiare le parti mobili che tra lo strumento e lo strumentista giocano un ruolo determinante al fine della definizione del timbro, ossia la qualità dei suoni prodotti. Parti mobili durante l’ atto del soffiare che possiamo classificare in: posizione interna della lingua nelle sue variabili, modi di atteggiare le labbra, gola chiusa o aperta, variabili nelle posizioni della mandibola, uso dei muscoli intercostali nel coadiuvare gli interventi del diaframma prima e dopo la produzione del suono nel rapporto con i muscoli addominali.

In questo primo articolo vorrei sottolineare le cose fondamentali che uno strumentista a fiato, nonché flautista, si deve chiedere durante lo studio del suo strumento, per poi trattarne ogni sfaccettatura, anche dando esempi di modi di esercitarsi, nei futuri scritti che ho intenzione di produrre e pubblicare per Mozart 2006.

Le cose che uno strumentista a fiato si deve chiedere per diventare cosciente della sua tecnica

Come fa il mio strumento a suonare?

Cos’ è il suono?

Come si definisce l’ aria che passa dalle labbra prima di arrivare allo strumento?

Cosa si intende per flusso aereo?

Cos’ è una pressione e una velocità aerea?

In che modo si influisce sull’ intonazione?

Quali sono i muscoli che operano nella respirazione e come averne un controllo?

Quali muscoli interagiscono nella tecnica globale negli strumenti a fiato?

Cosa si intende per sostenere il suono o appoggiarlo?

Cos’ è il timbro o colore del suono?

Come faccio a cambiare il timbro del mio suono e perché?

Che differenza passa tra una pressione aerea costante ed una pulsante?

Cos’ è e come si ottiene il vibrato?

Lo staccato semplice, doppio e triplo, cosa cambia e perché usarli a seconda dei tempi?

Come vorrei che fosse il mio suono e perché?

Come posso fare per ottenerlo?

Che ruolo giocano la laringe e le corde vocali nella tecnica del mio strumento?

Che differenza passa tra pressione aerea, velocità della stessa ed intensità della stessa?

Da cosa dipende il timbro del suono?

Cosa sono le formanti in acustica musicale?

Cosa si intende per nodo e ventre in acustica musicale?

Come devo soffiare in una dinamica sonora piano ed in una forte e perché?

Che ruolo gioca la lingua nell’ emissione del suono e perché?

Che ruolo giocano le labbra nell’ emissione del suono e perché?

Cosa sono i suoni armonici e come posso gestirli?

Cosa mi piace e cosa non mi piace della mia tecnica globale?

Nell’ analisi di tutti gli elementi che concorrono alla formazione del suono tra strumento a fiato e strumentista in tutte le possibili sfumature e dinamiche che ne determinano le timbriche, lo staccato, il vibrato, i colori di sonorità tra esercizi presenti nelle varie didattiche e i nuovi che proporrò, senza mai tralasciare i motivi delle loro modalità esecutive, nasce il mio invito a seguirmi in tutti gli articoli futuri.

Marco Gaudino

 

Marco Gaudino, flautista e didatta, si è diplomato brillantemente in flauto sotto la guida di Mario Giannotti presso il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli all’inizio degli anni novanta. Non ancora ultimati gli studi è risultato vincitore di numerosi concorsi nazionali e idoneo presso l’orchestra giovanile Italiana. Il Conservatorio gli ha attribuito una borsa di studio quale migliore allievo dell’anno accademico 1989/90. Il critico musicale Gianni Cesarini lo definito. verso la fine degli anni ottanta, uno fra i talenti emergenti del panorama flautistico italiano. Ha collaborato con l’orchestra del Teatro “San Carlo” di Napoli. Molto attento alle problematiche del flauto traverso dal punto di vista degli approcci didattici e della ricerca metodologica inizia a studiare, con l’aiuto del foniatra napoletano Ugo Cesari, il comportamento delle corde vocali nelle tecniche del flauto, pubblicando, nel 1993, un breve trattato dal titolo “Nuova Ipotesi sulla produzione del suono nel flauto traverso“ edito da Flavio Pagano. La rivista flautistica “ Syrinx” dell’Accademia Italiana del flauto” lo ha invitato a scrivere un articolo sulla sua ricerca e lo pubblicò nel numero di aprile-giugno 1994 con il titolo: “Il suono nel flauto traverso: tubo fonatorio e corde vocali”, recensendo il suo trattato come “unico nel suo genere” e di notevole interesse per i settori a cui si rivolge. Hanno mostrato interesse per la sua opera di ricerca altre riviste specializzate del circuito Internazionale, quali “Tibia Moeck” in Germania e “Aulos” in Inghilterra.

Ha tenuto e tiene seminari in tutta Italia e all’ estero. È stato ospite degli “Incontri Internazionali di Sorrento” nella Master-Class di flauto di Giuseppe Nova, nel festival Internazionale “Severino Gazzelloni” di Roccasecca e al concorso Internazionale di flauto di Aversa. Ha tenuto seminari presso i Conservatori “San Pietro a Majella” di Napoli, “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto, “Luigi Canepa” di Sassari, “Benedetto Marcello” di Venezia, “Nicola Sala” di Benevento. In collaborazione con la foniatra Orietta Calcinoni, responsabile del servizio di otorinolaringoiatria del Teatro all “Scala” di Milano, ha tenuto un seminario dal titolo “Dove inizia lo strumento e dove finisce il musicista, approccio interdisciplinare alla fisiologia negli strumenti a fiato” presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia che lo ha visto ancora docente nell’ ambito della rassegna “Magico Flauto”. La sua opera di ricercatore è stata citata in prestigiosi trattati contemporanei per flauto quali “Il flauto traverso”di Gianni Lazzari (ed. EDT), “Tecniche respiratorie” di Massimo Orlando (Ed. Falaut). Ha collaborato con diversi foniatri Italiani nell’ ambito delle osservazioni dei movimenti laringei nelle tecniche degli strumenti a fiato. Il foniatra Franco Fussi ritiene la ricerca sul comportamento e ruolo delle corde vocali nelle tecniche degli strumenti a fiato di notevole interesse. È docente di flauto nelle scuole medie statali ad indirizzo musicale, dove tuttora è titolare di cattedra, e nei Licei Musicali. I suoi ultimi seminari si sono tenuti in Portogallo presso l’ Università degli studi di Aveiro nell’ambito del festival flautistico “Research Hands Flute” e presso il Cemi a Bologna, ospite dell’ Accademia Internazionale di San Gemini a Terni nel seminario dei maestri Monica Finco e Katalyn Gaidos. E’ stato invitato a tenere seminari dal Conservatorio di Firenze, dall’ Ass. Non solo musica in Toscana e Pentakaris di Reggio Calabria nell’ambito della Master-Class tenuta dal flautista Tedesco Ulrick Müller Doppler.

Collabora con la rivista Oggiscuola.it

Gia’ commissario nel concorso a cattedra per l’insegnamento di flauto nella scuola secondaria di primo grado nel 2017 e’ stato nominato commissario per il concorso a cattedra per flauto nei Licei Musicali per l’anno 2018.

E’ flauto solista dell’orchestra San Giovanni di Napoli diretta da Keith Goodman con cui tiene regolarmente concerti che lo vedono spaziare nel repertorio flautistico per flauto e orchestra.

Ha registrato per la Phonotype Record tutte le opere per flauto del compositore Italo-Americano Keith Goodman

Pubblicazioni: La scuola dentro Ed. Lulu- Suono pensando Ed. Lulu reperibile su Amazon – Nuova ipotesi sulla produzione del suono nel flauto traverso seconda edizione casa editrice Lulu

Un pensiero su ““Tecnica degli strumenti a fiato” di Marco Gaudino

  1. Complimenti per questo sito. Sarei onorato di poter effettuare la mia iscrizione per sottoporre i miei lavori. Grazie e buon lavoro. Ad maiora. Francesco Ardizio docente di chitarra nel Liceo Musicale Severi di Castellammare di Stabia

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