SWR Symphonieorchester – Robert Trevino e Yulianna Avdeeva

Foto ©Mozart2006

Il pubblico di Stuttgart attendeva con grande impazienza il ritorno di Robert Trevino sul podio della SWR Symphonieorchester, dopo il bellissimo concerto del marzo 2018 in cui questo giovane direttore californiano aveva messo in mostra un talento davvero di primissimo ordine. Trentacinquenne nativo della California, formatosi con illustri personalità statunitensi della direzione d’ orchestra come David Zinman, James Levine e Michael Tilson Thomas, il giovane musicista si è imposto in questi ultimi anni all’ attenzione dei pubblico internazionale con una fulminante serie di debutti sul podio di molte tra le migliori orchestre mondiali, che lo hanno qualificato come una tra le giovani bacchette più interessanti del momento. Oltre a questo, Trevino ha appena iniziato il suo lavoro come Music Director della Malmö Symfoniorkester, che in questa prima stagione prevede, oltre a diversi concerti dedicati alle opere sinfoniche di Brahms e Mahler, anche un ciclo integrale delle Sinfonie di Beethoven. Avevo riportato una eccellente impressione dal concerto di un anno e mezzo fa, in cui Trevino aveva offerto una splendida dimostrazione di qualità direttoriali davvero da interprete di alta classe, e dopo questa sua seconda esibizione alla Liederhalle, di nuovo organizzata dalla Kulturgemeinschaft, confermo che sarà sicuramente il caso di seguire attentamente la carriera di questo ragazzo, che ha dimostrato senza alcun dubbio di possedere tutti i requisiti per diventare una tra le personalità musicali più interessanti dei prossimi anni. Gesto chiaro e definito, capacità di interagire alla perfezione con gli strumentisti e visione complessiva di grande maturità musicale sono le caratteristiche principali mostrate anche in questa occasione dal giovane direttore californiano in un programma che iniziava con la Sinfonia in re maggiore K. 385 Haffner di Mozart diretta in maniera vivace e spiritosa, con sonorità morbide e trasparenti unite a un fraseggio orchestrale di raffinata eleganza, cercando la massima fluidità di esposizione unita a un controllo veramente millimetrico delle dinamiche. Splendido, per l’ eleganza della condotta complessiva, il secondo movimento, staccato a un tempo lievemente più veloce del consueto e fraseggiato con straordinaria espressività e senso del canto. Una interpretazione di nitidezza cameristica, dalle dinamiche sfumate e variate in maniera caleidoscopica.

Un altro motivo di grande interesse offerto dalla serata era la presenza di Yulianna Avdeeva come solista del Concerto N° 2 in sol maggiore di Bela Bartòk. La trentaquattrenne pianista moscovita, arrivata alla fama internazionale con la vittoria nell’ edizione 2010 del prestigioso Premio Chopin di Varsavia, negli anni successivi ha svolto una carriera di grande prestigio tenendosi abbastanza lontano dalle lusinghe dei mainstream mediatico. Dal punto di vista della preparazione tecnica e della maturità musicale, la Avdeeva è sicuramente un’ artista completa e dotata di grande personalità, come ha dimostrato in questa occasione con una lettura del Secondo Concerto di Bartòk caratterizzata da un virtuosismo scintillante e da un fraseggio di grandissima incisività. Robert Trevino ha fornito le giuste atmosfere orchestrali al pianismo della giovane strumentista russa, attentissima nell’ evitare quel tono di retorica muscolare  e quello sfoggio di virtuosismo esteriore tipici di troppe esecuzioni di questa pagina. Bellissimo in particolare mi è sembrato il terzo movimento, impostato su una scansione ritmica vorticosa e incalzante, in cui il pianismo granitico e scintillante della Avdeeva risaltava in maniera perfetta.

Foto ©Mozart2006

Nella seconda parte del concerto, Robert Trevino ha dato un’ ulteriore conferma delle sue qualità direttoriali davvero non comuni con una bellissima esecuzione della Prima Sinfonia di Bruckner. Il giovane maestro californiano ha impostato una lettura tesa, scattante nel fraseggio e lucidissima nell’ analisi delle complesse strutture architettoniche ideate dal compositore. Il tono acceso e gli impetuosi crescendo del movimento iniziale sono stati evidenziati da Trevino con una sicurezza tecnica e una fantasia nella creazione delle atmosfere davvero esemplari. Bellissima anche la cesellatura delle linee melodiche nell’ Adagio in la bemolle maggiore, fraseggiato con un tono di nobile e commossa eloquenza. Spettacolare la lettura dello Scherzo, in cui Trevino ha sottolineato le scansioni ritmiche con un tono di baldanza espressiva molto coinvolgente. La lettura imponente e straordinariamente drammatica del Finale, con la magnifica sottolineatura del passaggio in cui la seconda frase cantabile viene travolta dalla cadenza entusiasmante di un severo e massiccio fugato, seguita dalla trascinante perorazione delle ultime battute su un ritmo di ostinata forza sonora, ha concluso in maniera splendida un’interpretazione di grande personalità e penetrazione espressiva. Per quanto riguarda la prestazione dell’ orchestra, è sempre un vero piacere sentire Bruckner suonato dai complessi tedeschi, soprattutto da una formazione di alta qualità come la SWR Symphonieorchester. Oltre a superare senza la minima difficoltà i passi più impegnativi dal punto di vista tecnico, un’ orchestra come questa ha la capacità di trovare immediatamente il giusto suono, il colore complessivo adatto per qesto tipo di musica. Una consonanza espressiva derivante da una istintiva affinità stilistica e culturale con questo tipo di repertorio. Perfetto in particolare tutto il settore degli ottoni, che è sempre impegnato a fondo in partiture di questo genere, per esattezza di intonazione, ricchezza di colori e squillo. Da manuale, come sempre, la compattezza e la cavata della sezione degli archi, senza dubbio una tra le migliori nel panorama delle orchestre sinfoniche tedesche e che anche dopo la riorganizzazione dell’ orchestra dovuta alla fusione tra i due complessi di Stuttgart e Freiburg ha mantenuto il suo peculiare e personalissimo colore timbrico. Robert Trevino ha dimostrato di saper sfruttare al meglio tutte le possibilità offertegli da una formazione strumentale di questo livello e dopo una serata così riuscita speriamo d riascoltare presto qui a Stuttgart questo giovane e dotatissimo direttore, che ha tutte le qualità per diventare un protagonista nella vita musicale dei prossimi anni.

3 pensieri su “SWR Symphonieorchester – Robert Trevino e Yulianna Avdeeva

  1. Confermo le ottime impressioni che Trevino ha lasciato qui a Milano, dove nelle ultime stagioni si è cimentato, con l’Orchestra Verdi, in Mahler (4-6) Schubert (5) Shostakovich (7) e nell’integrale sinfonico di Brahms. Lo rivedremo in chiusura di stagione (Rach3 e Bartok per Orchestra). Grande preparazione, costante pathos e perfetto feeling con l’orchestra. C’è da sperare che si dedichi anche al teatro.
    Ciao!

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    • Trevino ha ottenuto uno dei suoi primi grandi successi internazionali dirigendo il Don Carlo al Bolscioi di Mosca. A Zurigo nel prossimo giugno farà la Carmen, e io sto seriamente pensando di andarci. Ciao!

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  2. Sì, sapevo di quel Don Carlo, ma mi pare fosse stato proprio un’emergenza… isolata. Carmen sarà un bel test: se vai, leggerò volentieri i tuoi commenti!
    A presto.

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