Rafał Blechacz e la Stuttgarter Kammerorchester

Foto ©Mozart2006

Per la seconda serata della stagione in abbonamento alla Liederhalle, la Stuttgarter Kammerorchester ha invitato come solista Rafał Blechacz,  il trentaquattrenne pianista polacco nativo di Nakło nad Notecią, affermatosi in questi ultimi anni come uno tra i concertisti più prestigiosi delle ultime generazioni. Impostosi all’ attenzione del mondo musicale internazionale con la vittoria nell’ edizione 2005 del prestigioso Premio Chopin a Varsavia, Rafał Blechacz ottenne in quella circostanza un trionfo senza precedenti vincendo, oltre al primo premio, anche tutti i riconoscimenti speciali. A sottolineare ulteriormente l’ eccezionalità di questo talento emergente, che è stato il secondo artista polacco a ottenere il premio dopo la vittoria di Krystian Zimerman nel 1975, la giuria decise di non assegnare il secondo posto. Da allora il giovane pianista ha iniziato una carriera internazionale di primissimo piano che lo ha portato a esibirsi in tutte le sale più prestigiose del mondo, con entusiastici consensi di pubblico e di critica. Subito dopo la vittoria nel concorso Chopin la Deutsche Grammophon lo ha scritturato con un contratto discografico in esclusiva, che ha portato alla pubblicazione di sette album. Il suo primo CD, dedicato all’ esecuzione integrale dei Preludi di Chopin, balzò immediatamente ai primi posti nelle classifiche di vendita, con quasi 160000 copie acquistate dagli appassionati in tutto il mondo. Anche i successivi sei dischi incisi da Blechacz hanno avuto un grande successo commerciale e sono stati insigniti di premi e riconoscimenti da parte della critica a livello internazionale. La sua incisione più recente, uscita nel gennaio di quest`anno, è stata realizzata insieme alla violinista Bomsori Kim, sua partner abituale anche nei recital cameristici.

Come si è avuto più volte modo di constatare, il rischio che solitamente corre un artista arrivato cosí presto al successo è quello di bruciare in pochi anni il suo talento. Blechacz è invece riuscito ad amministrare saggiamente la sua carriera, limitando le sue esibizioni a una cinquantina di concerti annuali e proseguendo con grande prudenza lo sviluppo del repertorio. Del resto, si tratta di un ragazzo molto schivo e riservato di carattere, del tutto privo di tratti divistici, che oltre all’ attività concertistica è riuscito a concludere i suoi studi universitari di Filosofia con una tesi di dottorato in estetica musicale. Anche sul palcoscenico, Blechacz non assume atteggiamenti da showman e si comporta in modo elegante e molto concentrato, come se fosse impegnato in una sorta di riflessione intima sulla musica che sta eseguendo.

Nei suoi dischi e nelle occasioni in cui ho avuto modo di ascoltarlo in concerto, ho sempre trovato nel fraseggio e nel tono interpretativo di Rafał Blechacz le caratteristiche di un interprete molto raffinato, del tutto privo di atteggiamenti spettacolari o semplicemente estroversi. Un pianismo decisamente per intenditori, da ascoltare in maniera attenta e meditata. Tutto questo si è capito anche nell’ esibizione con la Stuttgarter Kammerorchester per la quale il giovane artista polacco ha scelto il Concerto N°1 di Chopin con la parte orchestrale eseguita nella versione per soli archi preparata da Martin Hoffmann. Un’ interpretazione che nelle linee generali non si discostava molto dall’ incisione in studio realizzata da Blechacz circa dieci anni fa, con la Concertgebouworkest diretta da Jerzy Semkov. Il giovane pianista polacco esegue il Concerto chopiniano con la naturalezza di chi parla una lingua appresa fin dall’ infanzia e riesce a trovare di puro istinto le soluzioni interpretative più logiche ed efficaci, in un tono di fraseggio e di scelta degli equilibri sonori che l’ ascoltatore riconosce immediatamente come “giusto” e una varietà di attacco dei tasti resa possibile da una tecnica dinamica davvero di altissimo livello. Uno Chopin del tutto privo di sentimentalismi gratuiti, reso con un senso del tempo “rubato” di altissima classe e una tornitura delle linee melodiche di rara finezza ed eloquenza in una esecuzione che ha confermato la classe assolutamente fuori dal comune di un pianista ormai giunto alla piena maturità dal punto di vista tecnico e musicale. Il pubblico della Liederhalle ha applaudito a lungo Blechacz, che come fuori programma ha suonato una Mazurka di Chopin, resa in maniera estremamente raffinata ed elegante.

La Stuttgarter Kammerorchester, guidata in questa occasione dal violinista norvegese Jan Bjøranger, ha eseguito nella prima parte del Concerto la Italienische Serenade di Hugo Wolf e la Sinfonia N° 11 per archi di Mendelssohn. Due belle esecuzioni nelle quali i diciassette archi del complesso hanno messo in mostra un suono timbrato, omogeneo e ricco di armonici, estremamente attraente dal punto di vista della bellezza timbrica. Particolarmente apprezzabile è sembrata l’ esecuzione della Sinfonia, nella quale lo slancio istintivo e la freschezza dell’ ispirazione melodica di cui è ricca questa pagina, composta da un Mendelssohn appena quattordicenne, sono state rese in maniera eccellente e con una bella carica espressiva dalla lettura della Stuttgarter Kammerorchester, suonata con raffinata eleganza e trasparenza di suono. Vivissimi applausi da parte del pubblico, che riempiva completamente la Mozartsaal della Liederhalle, per una serata davvero eccellente sotto tutti i punti di vista

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