Stuttgarter Kammerorchester – Antrittskonzert Thomas Zehetmair

Foto ©Mozart2006

Con il concerto inaugurale della stagione 2019/20, Thomas Zehetmair ha ufficialmente assunto l’ incarico di Chefdirigent della Stuttgarter Kammerorchester, il sesto nella storia del complesso fondato da Karl Münchinger nel 1945. Il cinquantasettenne musicista austriaco originario di Salzburg, che da diversi anni affianca alla sua attività di violinista tra i più quotati della nostra epoca un intenso impegno nel campo della direzione orchestrale con regolari collaborazioni sul podio di complessi rinomati come la St. Paul Chamber Orchestra e soprattutto la Royal Northern Sinfonia della quale è stato Music Director dal 2002 al 2014, ha tenuto il suo primo concerto come direttore musicale designato al Theaterhaus un anno e mezzo fa e per questa sua prima esibizione alla Liederhalle nella nuova veste di direttore stabile della Stuttgarter Kammerorchester ha scelto un bel programma dedicato ad autori classici e moderni. Zehetmair, che tecnicamente è senza alcun dubbio un direttore affidabilissimo, ha iniziato la serata con la Suite Les Élémens scritta nel 1737 da Jean-Féry Rebel, violinista e compositore francese che dopo aver studiato col celebre Jean-Baptiste Lully divenne membro dei Vingt-quatre Violons du Roi, formazione musicale che, dal 1577 fino alla soppressione nel 1761, era destinata all’esecuzione delle musiche di intrattenimento e per le cerimonie ufficiali della Corte di Francia, successivamente dal 1716 maestro di musica all’Académie royale de musique, poi dal 1726 compositore della Chambre du roi e infine maestro di musica dell’ Académie Française nel 1742 succedendo a Louis-Antoine Dornel. Les Élémens, suite strumentale originariamente concepita come balletto su una trama che descrive la creazione del mondo, inizia con un preludio in cui effetti dissonanti di una modernità davvero sorprendente danno un’ immagine sonora del Caos da cui si sviluppa poi la nascita dei vari elementi terrestri, raffigurata con ritmi e colori strumentali davvero di fattura squisitamente raffinata, molto ben realizzati dall’ esecuzione stilisticamente inappuntabile della Stuttgarter Kammerorchester.

L’ atmosfera quasi atonale del Chaos di Jean-Fery Rebel si collegava idealmente a Ramifications, secondo brano del programma. György Ligeti scrisse questa composizione dedicata a Serge Koussevitzky nel 1968; la prima esecuzione della versione per orchestra d’ archi fu diretta da Michael Gielen con la RIAS Symphonie-Orchester a Berlino il 23 aprile 1969, mentre la rielaborazione per dodici archi solisti, che abbiamo ascoltato in questa serata, fu eseguita per la prima volta a Saarbrücken il 10 ottobre dello stesso anno con la Kammerorchester des Saarländischen Rundfunks sotto la direzione di Antonio Janigro. Il pezzo è in un solo movimento e gli archi solisti sono divisi in due gruppi il primo dei quali è accordato circa un quarto di tono più alto (con il LA a 453 Hz, prescirve l’ autore) rispetto al secondo. Inoltre, le barre di suddivisione delle battute non indicano alcuna struttura ritmica convenzionale e l’ effetto sonoro è quello di uno scorrere fluido e senza punti di riferimento, una sorta di pulviscolo strumentale in cui l’ impiego dei microintervalli produce un’ atmosfera timbrica quasi da arazzo cangiante, assai fascinosa all’ ascolto. Zehetmair ha sfruttato molto bene la versatilità stilistica della Stuttgarter Kammerorchester, che ha una lunga esperienza esecutiva nel repertorio contemporaneo, per una lettura assai accurata nella realizzazione degli effetti.

La seconda parte del programma era dedicata a una scintillante, vivacissima esecuzione della Serenata Haffner in re maggiore K. 250 di Mozart, preceduta dalla Marcia in re maggiore K. 249 come avvenne la sera della prima esecuzione assoluta, che introduce la Serenata in maniera imperiosa e solenne, con ritmi puntati che richiamano un’ ouverture francese. Qui la Stuttgarter Kammerorchester sotto la guida del suo nuovo Chefdirigent ha messo in mostra tutte le sue migliori qualità. Il suono è morbido, compatto e ricco di armonici, con archi dal timbro fluido e pieno e fiati di buona intonazione e luminosità timbrica. La personalità sonora è senza dubbio quella di un’ orchestra di rango, che risponde in maniera eccellente alle sollecitazioni della bacchetta. Thomas Zehetmair, oltre a dirigere con notevole brillantezza e flessuosità di fraseggio, ha messo in mostra tutte le sue qualità di solista apprezzato in tutto il mondo con l’ esecuzione degli assoli violinistici nel piccolo concerto in sol maggiore formato dal Minuetto e dal Rondò. L’ esecuzione, impostata su tempi generalmente abbastanza mossi, si faceva apprezzare soprattutto per l’ intensa cantabilità del fraseggio unita a una bella delicatezza nelle sfumature e dopo la festosa irruenza del movimento finale il pubblico, intervenuto assai numeroso, ha applaudito a lungo  Zehetmair e l’ orchestra. Sotto la guida del suo nuovo Chefdirigent, la Stuttgarter Kammerorchester continuerà a sviluppare progetti discografici e tournées internazionali che, insieme alla costante affluenza di pubblico per i concerti in abbonamento a Stuttgart, confermano finora il successo di una formula progettuale tra le più interessanti del panorama musicale tedesco.

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