Hamburg Ballett a Baden-Baden – “Orphée et Eurydice”

Foto @Kiran West Photography

John Neumeier e il suo Hamburg Ballett sono ospiti regolari del Festspielhaus Baden-Baden fin dalla stagione di apertura. Il settantasettenne coreografo statunitense nativo di Milwaukee, che dal 1973 dirige l’ ensemble anseatico e lo ha portato a livelli di perfezione tali da farne una fra le compagnie di danza più famose del mondo, ha presentato a Baden-Baden la prima assoluta di numerose fra le sue ultime produzioni come ad esempio Tod in Venedig e Parzival – Episoden und Echo. Nel 2007 il Festspielhaus gli ha assegnato l’ Herbert von Karajan Musikpreis e ogni  anno l’ Hamburg Ballett ha una sua rassegna fissa nella quale John Neumeier propone le sue coreografie più recenti. Quest’ anno l’ Hamburg Ballett ha proposto al pubblico di Baden-Baden la nuova produzione di Orphée et Euridice di Glück, andata in scena per la prima volta alla Lyric Opera di Chicago e qui eseguita con una distribuzione musicale completamente rinnovata. John Neumeier si è già confrontati più volte con il mito di Orfeo durante la sua carriera. Nel 1971, quando lavorava all’ Oper Frankfurt, realizzò le coreografie di un allestimento ideato da Filippo Sanjust e poi mise in scena nel 1978 una sua regia dell’ opera di Glück ad Hamburg. Nel 2009 alla Hamburgische Staatsoper andò in scena per la prima volta il balletto Orpheus, creato da Neumeier su musiche di Strawinsky e Heinrich Ignaz Franz Biber, nel quale il ruolo principale era impersonato dal celebre ballerino italiano Roberto Bolle. Per questa nuova produzione, della quale contemporaneamente alle recite di Baden Baden è stato pubblicato un DVD, la scelta di John Neumeier è caduta sulla versione francese del 1774, nella quale Gluck ha sviluppato la parte coreografica in maniera più estesa rispetto alla versione originale viennese del 1762 aggiungendo la Danza delle Furie presa dal balletto Don Juan, la Danza degli Spiriti Beati e un divertissement alla conclusione.

Foto ©Kiran West Photography

Anche se non mi sono mai occupato di balletto in maniera approfondita, la mia assoluta ammirazione per l’ arte di John Neumeier iniziò quando nel 1983 ebbi l’ occasione di vedere la sua strepitosa versione coreografica della Matthäus Passion di Bach a Venezia, nella Basilica dei SS. Giovanni e Paolo. Uno spettacolo che suscitava emozioni profonde, di un impatto emotivo da allora rimasto in maniera indelebile nella mia memoria e che appartiene in assoluto ai capitoli decisivi nella storia moderna della danza. Assistendo allo spettacolo di Baden-Baden, ho ritrovato in pieno la forza evocativa e la purezza dello stile coreografico di Neumeier in questa nuova messinscena dell’ opera di Gluck, sicuramente da annoverare tra le più belle creazioni firmate negli ultimi anni dal maestro statunitense. La vicenda di Orfeo si svolge come una sorta di visione onirica immaginata da un coreografo che, durante l’ esecuzione dell’ Ouverture, litiga durante una prova con una bellerina che poi muore in un incidente automobilistico. Da qui si sviluppa il sogno di Orfeo, che dopo aver ritrovato e perso la sua amata durante il viaggio nell’ oltretomba, ritorna alle prove nel divertissement finale con lo spirito di Euridice velata che contempla l’ azione.

Foto ©Kiran West Photography

Tutta l’ azione si svolge su uno sfondo di tipo minimalista, con pochi elementi scenici che vengono spostati dai danzatori e dai mimi. Lo stile coreografico di Neumeier, con la sua geniale mescolanza di elementi di danza classica e moderna, conferisce un impatto emotivo assolutamente straordinario allo svolgersi della vicenda evidenziando im maniera splendida gli aspetti introspettivi del racconto. Nei numeri di danza veri e propri spicca la bravura veramente fenomenale dei ballerini dell’ Hamburg Ballett, tecnicamente tutti davvero di livello strepitoso. Non potendo menzionare per esteso tutti gli elementi di un ensemble in cui ogni danzatore possiede qualità da vero e proprio solista, devono essere nominati almeno Anna Laudere ed Edvin Revazov, che doppiavano danzando i ruoli dei due protagonisti, oltre ad Aleix Martinez, Lizhong Wang e Marcellino Libao che impersonavano i tre spiriti infernali nella danza delle Furie. In definitiva, una realizzazione visiva pienamente al livello del lavoro portato avanti da decenni da John Neumeier, vero e proprio maestro del balletto contemporaneo sempre in grado di colpire l’ immaginazione del pubblico con la potenza visiva delle sue creazioni.

Foto ©Kiran West Photography

Rispetto alle prime recite di Chicago, lo spettacolo si presentava a Baden-Baden con una parte musicale completamente nuova e guidata con mano felicissima dal cinquantasettenne direttore romano Alessandro De Marchi, uno fra gli esponenti di punta dell’ interpretazione barocca di tipo filologico, che ha sfruttato al meglio le splendide sonorità offerte dalla Freiburger Barockorchester, complesso fondato alcuni anni fa da ex studenti membri della Junge Deutsche Philharmonie e rapidamente impostosi all’ attenzione del pubblico internazionale come una delle formazioni più accreditate nel campo della prassi esecutiva storicamente informata, per la bellezza sonora degli impasti e la scrupolosa preparazione stilistica. Il tenore russo Maxim Mironov, recentemente messosi in mostra a lvello internazionale con alcune belle prove nel repertorio rossiniano, ha impersonato il protagonista evidenziando una voce di timbro pregevole, non di grande volume ma estesa e ben proiettata, con un registro acuto sicuro e belle sfumature nel fraseggio. Ottima anche l’ Eurydice di Arianna Vendittelli, cantante romana  che si è perfezionata con Mariella Devia e in questi ultimi anni ha offerto ottime prestazioni nel repertorio settecentesco, molte delle quali insieme ad Alessandro De Marchi con cui collabora in maniera continuativa. La voce è di buona qualità, basata su un impostazione tecnica di ottimo livello e la fraseggiatrice è dotata di toni espressivi convincenti. Buona anche la prova del trentunenne soprano tedesco Marie-Sophie Pollak nel ruolo de L’ Amour, per i toni vivaci e spigliati della recitazione e la vocalità promettente. Successo intensissimo, con numerose chiamate per tutti gli interpreti, da parte di un pubblico intervenuto numeroso al Festspielhaus per questa splendida nuova produzione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.