Staatsorchester Stuttgart – “Was ist fern?”

Foto ©Staatsorchester Stuttgart/FB

Daniele Rustioni ha stabilito un buon rapporto di collaborazione con la Staatsorchester Stuttgart, che dopo l’ ottimo esito del suo primo concerto sinfonico tenutosi lo scorso anno, gli ha affidato anche il penultimo programma della stagione 2018/19. Il trentaseienne maestro milanese, che qui a Stuttgart aveva già diretto riprese di Nabucco, Falstaff e Der Freischütz, è sicuramente un direttore molto preparato dal punto di vista tecnico. Il gesto è chiaro, efficace e senza personalismi esibizionistici da ballerino del podio. L’ interprete, pur con tutti i distinguo che si possono fare su un musicista di esperienza ancora limitata, è dotato di una personalità incisiva e della capacità di trasmettere all’ orchestra le idee provenienti da un temperamento notevole. Daniele Rustioni in questi ultimi anni, oltre ad aver diretto nei massimi teatri italiani e in diverse prestigiose istituzioni operistiche all’ estero, ha ricevuto lusinghieri apprezzamenti di pubblico e critica soprattutto per il suo lavoro come direttore stabile dell’ Opéra national de Lyon. Il direttore milanese si fa apprezzare nelle sue interpretazioni operistiche soprattutto per la piena comprensione della partitura unita ad un notevole senso del teatro, oltre alla capacità di accompagnare il canto con flessibilità ed equilibrio e a quella di ottenere belle sonorità dalle orchestre con cui lavora. Ma anche nel repertorio sinfonico, Rustioni è un direttore che unisce chiarezza e coerenza di concezione insieme a una personalità interpretativa già sviluppata. Riassumendo, una bacchetta molto interessante e sicuramente dotata di tutti i requisiti necessari per una carriera ad alti livelli.

Il programma scelto da Rustioni per il suo secondo concerto con la Staatsorchester Stuttgart si apriva con Lontano di Gyorgy Ligeti, una fra le partiture più conosciute nella produzione del grande compositore ungherese per la sapienza straordinaria degli effetti timbrici, che creano atmosfere di una bellezza straniante nel risultato acustico d’ insieme. La Staatsorchester Stuttgart, che suona la musica contemporanea con la stessa disinvoltura tecnica con cui affronta il repertorio sinfonico tradizionale, lo ha eseguito in maniera formalmente impeccabile. Dal punto di vista interpretativo, le prescrizioni di pppp indicate da Ligeti nella battute iniziali del flauto e poi del violoncello non sono state realizzate da Rustioni in maniera soddisfacente dal punto di vista della sottigliezza timbrica. Anche in tutto il resto del brano, il suono mi è sembrato troppo denso, corposo e privo della trasparenza orchestrale immaginata dall’ autore anche se la realizzazione di alcuni particolari come la citazione nascosta nella sezione centrale del motivo Kommt, ihr Töchter, helft mir klagen dalla Matthäus Passion di Bach suonava complessivamente ben riuscita. Anche il secondo brano del programma era uno di quei pezzi abbastanza insidiosi dal punto di vista della realizzazione. Il Concerto in la minore op. 16 di Edvard Grieg è infatti difficoltoso per il direttore dal punto di vista dell’ equilibrio tra il solista e l’ orchestra. Nella fattispecie, il suono dolce e delicato di Elisabeth Brauß, pianista ventiquattrenne vincitrice di numerosi concorsi e indubbiamente molto preparata dal punto di vista tecnico, era sostenuto in maniera molto attenta dall’ accompagnamento orchestrale, che Daniele Rustioni ha calibrato molto bene. Soprattutto le atmosfere di iridescenza liquida create dal pianoforte nel movimento centrale erano probabilmente il momento più centrato di un’ esecuzione complessivamente molto ben riuscita tranne che nel finale del primo tempo, dove Rustioni si è fatto un po’ prendere la mano e il pianoforte suonava completamente coperto dall’ orchestra. Come bis, la giovane Elisabeth Brauß ha suonato Von fremden Ländern und Menschen, il primo brano delle Kinderszenen op. 15 di Schumann, confermando le sue belle capacità di ottenere un suono dolce, delicato e ricco di sfumature dinamiche.

Nella seconda parte del programma, Daniele Rustioni ha potuto dar sfogo a tutto il suo temperamento in una esecuzione molto passionale della Seconda Sinfonia di Jean Sibelius. Il direttore italiano ha dimostrato una notevole efficacia nella realizzazione delle grandiose arcate sonore che sono tipiche della scrittura sinfonica del compositore finlandese. Le Sinfonie di Sibelius sono da sempre abbastanza problematiche per il direttore dal punto di vista interpretativo per la difficoltà di ottenere equilibri complessivi di fraseggio e di non cadere nel kitsch in certi passaggi. Forse aveva ragione Sir Simon Rattle che qualche anno fa, provando la Prima Sinfonia con i Berliner Philharmoniker, disse all’ orchestra: “Suonate come in Tschaikovsky, ma con la ritmica di Strawinsky”. L’ interpretazione di Daniele Rustioni era intensa e ricca di pathos, caratterizzata da una condotta narrativa fervida ed espressiva ma mai retorica o esagerata nelle tinte. Il musicista milanese ha sfruttato al meglio le risorse della Staatsorchester Stuttgart, ottenendo sonorità notevoli per compattezza e pienezza di armonici. Bellissimi i colori del tema pastorale esposto dai legni in apertura, le cui prime tre note costituiscono il nucleo di base da cui tutta la composizione si sviluppa, e davvero molto appropriata la lucidità espositiva con cui Rustioni ha condotto il primo movimento, coadiuvato al meglio dalla magnifica prestazione fornita dall’ orchestra, che ha suonato con grande precisione e in maniera virtuosisticamente impeccabile. Molto bella anche la lettura intensa e appassionata del secondo tempo e dello Scherzo, nel quale spiccavano le figurazioni ritmiche ricorrenti dell’ oboe sottolineate con grande finezza; eccellente la resa del Finale, condotto con un tono di serrato e severo splendore sinfonico, in cui la bellezza assoluta delle sonorità orchestrali messe in mostra dalla Staatsorchester Stuttgart era davvero di qualità indiscutibile. Pieno successo di pubblico per questa prestazione molto positiva di Daniele Rustioni, che il prossimo anno tornerà a Stuttgart per dirigere un altro concerto sinfonico e la ripresa di Les Contes d’ Hoffmann.

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