Internationale Bachakademie Stuttgart – Paulus

 

Per il penultimo Akademiekonzert della stagione, la Bachakademie Stuttgart ha riproposto un classico della grande produzione corale tedesca con l’ esecuzione del Paulus, il celebre oratorio di Felix Mendelssohn Bartholdy. Composto tra il 1832 e il 1836 su un testo del teologo e predicatore Julius Schubring tratto dagli Atti degli Apostoli, il lavoro venne eseguito per la prima volta a Düsseldorf nel corso del Niederrheinisches Festspiel, il 22 Maggio 1836. Il libretto, suddiviso inizialmente in tre parti, poi ridistribuito in due,  inizia con l’ episodio di Stefano di fronte al Sinedrio e la lapidazione del protomartire. Saul, che era presente, risolve di continuare la persecuzione dei cristiani e con questo scopo intraprende il viaggio verso Damasco. Ma durante il percorso una gran luce lo acceca, mentre una voce dal cielo lo chiama a proclamare la gloria di Dio ai popoli immersi nelle tenebre. Guidato per mano dai compagni, egli giunge a Damasco dove resta in preghiera, amaramente pentito, fino a che lo visita Anania dal quale riottiene la vista; dopo aver ricevuto il battesimo, Saul comincia allora a predicare alla Sinagoga e gli astanti lodano la generosa saggezza dell’ Onnipotente. Divenuto da convertito convertitore sotto il nome di Paolo, l’ inizio della seconda parte lo mostra assieme a Barnaba, entrambi resi consapevoli dallo Spirito Santo di dover allargare il raggio della predicazione. La folla lo riconosce come messaggero del Vangelo, gli Ebrei invece, non credendo nel Salvatore, complottano di ucciderlo. Paolo però riesce ad eluderli e si reca con Barnaba a predicare ai Gentili. La miracolosa guarigione di uno storpio fa ritenere ai pagani che si tratti di Giove e Mercurio ridiscesi tra i mortali, quindi da onorare con ghirlande di fiori e sacrifici di animali. Paolo li esorta allora ad abbandonare il culto dei falsi idoli per credere nell’ unico Dio verace, ciò che muta in furore il sentimento delle turbe, decise a lapidarlo. Convocati gli anziani della chiesa di Efeso, annuncia loro che non lo vedranno più poiché il suo compito lo richiama altrove. I vecchi piangono e pregano; poi  lo accompagnano alla nave. Il loro conforto è ora di essere i figli di Dio, e dopo l’ annuncio del martirio di Paolo l’ oratorio si conclude con un inno di lode al Signore.

Foto ©Orchestre Philarmonique du Luxembourg/FB

Serrato e intenso nella prima parte, il testo soffre forse di una certa frammentarietà nella seconda, ma la musica si mantiene sempre ad un altissimo livello di ispirazione, a partire dall’ Ouverture costruita sul tema del celebre Corale “Wachet auf, ruft uns die Stimme”, proseguendo poi con pagine strumentali di squisita raffinatezza e magnifici brani corali che testimoniano la profonda devozione di Mendelssohn al modello di Bach, del quale era stato uno dei primissimi divulgatori a partire dalla prima riproposta moderna della Matthäus Passion, da lui eseguita nel 1829 a Leipzig. Splendida, per ampiezza di respiro e intensità drammatica, l’ esecuzione di Hans-Christoph Rademann a capo del l’ Orchestre Philharmonique du Luxembourg,  complesso dotato di notevole omogeneità e precisione, e della Gaechinger Cantorey, per la lucidità e sapienza dell’ analisi delle strutture contrappuntistiche e la perfetta evidenziazione dei dettagli strumentali. Rademann dirige con un eccellente immedesimazione stilistica comprensione stilistica e con una classe da grande interprete del repertorio corale che padroneggia in tutte le sue sfumature espressive. Nel quartetto di solisti, da segnalare la bella prova del tenore Daniel Behle, cantante di grande intelligenza e versatilità, e del basso-baritono Markus Eiche, dotato di voce morbida ed espressiva, da tempo uno degli artisti che collaborano stabilmente la Bachakademie e che questa volta è arrivato all’ ultimo momento per sostituire un colega indisposto, nel ruolo del protagonista. Buone anche le prestazioni del soprano Johanna Winkel, dalla vocalità luminosa, interprete molto intensa ed espressiva dell’ aria “Jerusalem! Die du tötest die Propheten!” e del mezzosoprano Anna Krawczuk. Una serata di grande musica, salutata da un grande successo da parte di un pubblico che ha seguito con assoluta concentrazione le due ore e mezza abbondanti del concerto.

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