Forum am Schlosspark – Dejan Lazic e la Württembergische Philharmonie Reutlingen

Foto ©Mozart2006

La Württembergische Philharmonie è un’ orchestra che ha la sua sede a Reutlingen, città situata vicino a Tübingen, circa una trentina di chilometri a sud di Stuttgart. Il complesso, attualmente composto da 66 elementi, fu fondato nel 1945 e svolge un’ attività concertistica intensa con un ciclo di nove concerti in abbonamento a Reutlingen, una stagione di musica da camera, diverse tournées in Germania e all’ estero oltre a un’ intensa attività divulgativa per i ragazzi delle scuole. L’ attuale Chefdirigent è Fawzi Haimor, trentaseienne direttore nativo di Chicago. Sotto la sua guida, la Württembergische Philharmonie è venuta a esibirsi al Forum Schlosstheater di Ludwigsburg con un programma che presentava diversi motivi di interesse. Nella prima parte abbiamo ascoltato il Concerto N°1 op. 15 di Brahms suonato da Dejan Lazic, quarantaduenne pianista nativo di Zagreb e formatosi al Mozarteum, che in questi ultimi anni si è segnalato per alcune riuscite incisioni discografiche come quella del Secondo Concerto di Rachmaninov registrato insieme alla London Philharmonic diretta da Kirill Petrenko, premiata con l’ ECHO Klassik nel 2009, oltre che per la sua attività come compositore il cui risultato più interessante è il Klavierkonzert im Istrischen Stil op. 18, presentato nel 2014 in prima esecuzione assoluta all’ Aspen Festival. Avevo ascoltato il pianista croato poco più di quattro anni fa, in una interessante esecuzione del Primo Concerto di Liszt ed ero curioso di vederlo alle prese con un altro monumento della letteratura ottocentesca per piano e orchestra. Il Primo Concerto di Brahms è una tra le partiture più ostiche di tutta la letteratura pianistica perchè richiede al solista, oltre a una tecnica di prim’ ordine, la capacità di svettare al di sopra di una strumentazione folta e densa senza per questo cadere in eccessi di muscolarità retorica. Dejan Lazic ne ha dato un’ interpretazione concentrata e molto espressiva, con un tono assolutamente scevro di eccessi retorici e una notevole sicurezza in punti problematici come i terribili passaggi di ottave nel primo movimento e le agilità sgranate del Finale. Il suono del pianista di Zagreb è di ottima qualità, terso e mai forzato nei fortissimi, perfettamente proiettato nelle sonorità attutite. Impeccabile nei passi di doppie ottave e nelle agilità di forza del Maestoso iniziale, Dejan Lazic ha esposto le linee melodiche dell’ Adagio con un jeu perlé di assoluta squisitezza e ha poi offerto un magnifico saggio di virtuosismo scintillante nel Rondò conclusivo, sostenuto in maniera eccellente dall’ orchestra dopo qualche leggero problema di assestamento reciproco nel primo tempo. Una prova decisamente di notevole livello, sigillata da una delicata e trasparente lettura di Vogel als Prophet, il settimo brano delle schumanniane Waldszenen op. 82, nella quale il virtuoso croato ha messo in mostra una bella nettezza digitale nello sgranare il tema iniziale e un buon senso del canto, anche se la parte centrale poteva essere suonata con un po’ di rubato in più.

Foto ©Mozart2006

Nella seconda parte del programma è stata eseguita la Sinfonia N°2 di Charles Ives, composizione scritta nel 1902 ma eseguita solo molti anni dopo, come diversi altri lavori di questo autore. La partitura è un ottimo esempio di quelle innovazioni armoniche e contrappuntistiche su cui si basa la scrittura del compositore nativo di Danbury, fortemente caratterizzata dal gusto per la sperimentazione e la ricerca, con l’ impiego di un materiale tematico basato su citazioni di inni religiosi e canzoni popolari. Anche se la Sinfonia N°2 fu eseguita per la prima volta solo nel 1951 sotto la direzione di Leonard Bernstein, alcuni biografi di Ives riportano che il brano era stato esaminato da Gustav Mahler che lo aveva apprezzato a tal punto da voler dirigerlo con la New York Philharmonic di cui era direttore stabile. Purtroppo la morte di Mahler impedì che il progetto si concretizzasse. La rivalutazione artistica di Ives arrivò solo molti decenni dopo, e nel caso della Seconda Sinfonia oggi possiamo dire che la fantasia nella scelta delle atmosfere strumentali e l’ originalità della struttura consentono di attribuire a questo brano un valore rilevante nello sviluppo delle vicende musicali del Novecento. Di buon livello l’ esecuzione, guidata da Fawzi Haimor in maniera molto sicura e stilisticamente competente. La Württembergische Philharmonie suona con una ottima precisione di insieme e una bella compattezza sonora, pienamente adeguata alle difficoltà tecniche di una partitura sicuramente non di facile esecuzione. Successo notevole da parte di un pubblico molto nuoeroso, con la Sesta Danza Ungherese di Brahms eseguita come fuori programma.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.