SWR Symphonieorchester 2018/19 – Pablo Heras-Casado

Foto ©swrclassic.de

Pablo Heras-Casado, quarantunenne nativo di Granada, è considerato una tra i più interessanti direttori della giovane generazione, sia per le qualità musicali che per l’ ecletticità di un repertorio che spazia dalla musica antica eseguita secondo la prassi storicamente informata fino agli autori contemporanei. La sua carriera si è sviluppata a livello internazionale tramite inviti da parte di quasi tutte le maggiori orchestre sinfoniche del mondo e in particolare con un intenso lavoro di collaborazione insieme alla Freiburger Barockorchester, documentato da un’ ampia discografia indignita di numerosi riconoscimenti da parte della stampa specializzata. Il suo concerto di esordio con la SWR Symphonieorchester ha confermato pienamente le impressioni positive su di lui che avevo letto in questi anni in molti resoconti critici. Si tratta senza dubbio di un musicista tecnicamente molto preparato, dotato di una personalità interpretativa rilevante e che sul podio si esprime tramite un gesto chiaro ed efficace. Le notevoli qualità direttoriali possedute da Heras-Casado si sono potute apprezzare immediatamente nell’ esecuzione delle due pagine corali di Brahms che formavano la prima parte del programma da lui scelto per il suo esordio alla Liederhalle. Il Mottetto per coro a cappella Warum ist das Licht gegeben? op. 74 N°1 su testi tratti dal Libro di Giobbe, dalle Lamentazioni e da Martin Luther, inizia con un tema cromatico, intonato dai soprani e che sfocia in un fitto contrappunto in pieno stile bachiano. Seguiva lo splendido Das Schicksalslied op. 54 per coro e orchestra scritto subito dopo il Deutsches Requiem su un testo di Friedrich Hölderlin che descrive, in due diverse sezioni fortemente contrastanti, la sorte degli dei beati, sfiorati da aure divine, i cui occhi contemplano in placida eterna chiarità, e la condizione degli umani, cui non è dato di posare e che cadono sotto il peso del dolore. Molto accurata e ricca di sfumature la direzione di Heras-Casado, che ha trovato accenti di grande ricercatezza. Eccellente, per morbidezza di suono e accuratezza nella scansione dei testi, l’ esecuzione dell’ SWR Vokalensemble, splendido complesso vocale che oggi è considerato uno tra gli ensembles musicali tedeschi più prestigiosi a livello internazionale. Una prestazione che conferma in pieno la statura artistica straordinaria di questo complesso corale che attualmente ha ben pochi rivali al mondo e qui a Stuttgart è considerato dai melomani come una vera e propria istituzione di riferimento.

Foto ©swrclassic.de

Nella seconda parte, con un contrasto di atmosfere assai evidente, Heras-Casado ha eseguito la Quinta Sinfonia in re minore op. 47 di Shostakovich, il cui travolgente successo della prima esecuzione a Leningrad faceva seguito alle tormentate vicende dell’ opera Ledi Makbet Mtsenskogo Uyezda, il cui travolgente successo in Russia fu stroncato dal celebre articolo apparso il 29 gennaio 1936 sulla Pravda e probabilmente dettato o almeno approvato da Stalin in persona, nel quale il compositore veniva accusato di tendenze borghesi e antisovietiche. Gli influssi mahleriani che spesso sono presenti nella tecnica compositiva di Shostakovich appaiono con particolare evidenza in questo lavoro, soprattutto per quanto riguarda le proporzioni e la struttura del primo tempo oltre all’ atmosfera del movimento seguente che richiama in modo abbastanza evidente lo spettrale gioco di marionette tipico di certi Scherzi del musicista boemo. Come in Mahler, sia pure con caratteri storicamente e idiomaticamente diversi, anche la musica di Šostakovič sembra rappresentare un destino, quello dell’ irreparabilità della tragedia. La maestria tecnica e il virtuosismo con cui il compositore padroneggia le forme classiche su cui è strutturata la Sinfonia non riescono a soffocare la vena tragica e desolata, le taglienti e angolose durezze di quello che si propone come un affresco grandioso e apocalittico. Pablo Heras-Casado ha diretto questa ampia e complicata partitura con tutta la sicurezza tecnica e la profondità di approccio interpretativo derivate dalla sua lunga consuetudine con la musica novecentesca, della quale è oggi considerato a livello internazionale tra gli esecutori più accreditati. Il direttore spagnolo ne ha realizzato un’ interpretazione perfettamente idiomatica dal punto di vista espressivo e stilistico, potentissima nell’ evocazione di una ampia, grandiosa atmosfera drammatica e pressochè esemplare nella cura dei dettagli, servito a meraviglia dalla stupenda prestazione della SWR Symphonieorchester. La splendida cavata degli archi, l’ incisività e la penetrazione esibite da tutta la sezione degli ottoni e un suono splendido per rotondità e compattezza erano gli aspetti principali di una prova esemplare come tutte quelle che la SWR Symphnonieorchester ci ha fatto ascoltare negli ultimi tempi. Grande successo finale, con intense acclamazioni per l’ orchestra e il direttore. Alla fine del concerto, Pablo Heras-Casado e l’ orchestra hanno voluto rendere omaggio alla memoria di Michael Gielen, scomparso pochi giorni fa e che oltre ad essere stato un direttore di altissimo profilo fu strettamente legato alla SWR Sinfonieorchester Baden-Baden und Freiburg della quale fu Chefdirigent dal 1986 al 1999 e poi Ehrendirigent a vita, eseguendo la Maurerische Trauermusik K. 477 di Mozart.

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