Asya Fateyeva e la Stuttgarter Kammerorchester

Foto ©Mozart2006

Il Saxophon, lo strumento aerofono ad ancia semplice inventato intorno al 1840 e brevettato nel 1846 dall’ ingegnere belga Adolph Sax, è diventato un riconosciuto protagonista nel campo della musica jazz ma nel repertorio classico la sua presenza è abbastanza sporadica. Essendo uno tra gli strumenti musicali di più recente invenzione, il suo impiego nelle partiture sinfoniche inizia solo nel Novecento da parte di autori come Debussy, Florent Schmitt, Jacques Ibert e la letteratura solistica è numericamente abbastanza scarsa. Per questo motivo, il concerto della Stuttgarter Kammerorchester con la presenza di Asya Fateyeva, ventottenne solista nata in Ucraina e naturalizzata tedesca che si è imposta all’ attenzione internazionale come una tra le migliori virtuose di questo strumento affascinante ma di raro ascolto nei concerti di musica classica, valeva sicuramente una visita. Asya Fateyeva si è appassionata al suono del Saxophon fin da bambina e ha iniziato a studiralo in una scuola prestigiosa come quella del Gnessin Institut, riservata ai migliori diplomati usciti dal Conservatorio di Mosca.  Trasferitasi in Germania nel 2005 insieme alla sua famiglia, Asya Fateyeva ha vinto numerosi concorsi internazionali e ha iniziato una carriera solistica di assoluto rilievo, documentata da una serie di CD che hanno ottenuto diversi riconoscimenti da parte della stampa specializzata.

Per la sua esibizione con la Stuttgarter Kammerorchester, la giovane strumentista russo-tedesca ha scelto il Concerto in mi bemolle maggiore per Sax alto e orchestra d’ archi di Alexander Glazunov, il compositore russo noto anche per essere stato l’ insegnante di Dmitri Schostakovich e ricordato oggi soprattutto per il balletto Raymonda e per il Concerto op. 82, che fu un cavallo di battaglia prediletto di violinisti come Jascha Heifetz e David Oistrakh. Glazunov scrisse questo lavoro nel 1934, quando da tempo risiedeva a Parigi e gli influssi occidentali presenti nella sua produzione sinfonica trovano in questa partitura una delle espressioni più evidenti. Scritto per il virtuoso danese Sigurd Raschér, il Concerto è caratterizzato da un clima espressivo di insisitita malinconia evidenziato al massimo nelle lunghe linee melodiche affidate al solista. Asya Fateyeva suona in maniera tecnicamente impeccabile, con una bella qualità timbrica e un senso del fraseggio molto maturo e sviluppato. Pregevole, per la bellezza sonora e il respiro melodico, anche l’ esecuzione del Vocalise op.34 di Rachmaninov, ultimo brano di un ciclo scritto per il grande soprano Antonina Nezhdanova e adattato per il Saxophone da John Harle, grande virtuoso delle strumento e collaboratore di artisti come Paul Mc Cartney, Elvis Costello ed Herbie Hancock.

La Stutgarter Kammerorchester era diretta in questa serata alla Liederhalle da Matthias Foremny, che sta per concludere il suo mandato di Chefdirigent.  Il quarantasettenne direttore di Münster si è guadagnato in questi anni la stima e l’ affetto del pubblico di Stuttgart per l’ ottima qualità del suo lavoro, sia dal punto di vista del lavoro tecnico con l’ orchestra che per l’ impaginazione dei programmi. Sotto la sua guida, la Stuttgarter Kammerorchester ha continuato a sviluppare progetti discografici e tournées internazionali che, insieme alla costante affluenza di pubblico per i concerti in abbonamento a Stuttgart, confermano il successo di una formula progettuale tra le più interessanti del panorama musicale tedesco. L’ eccellente livello esecutivo del complesso è apparso evidente lell’ esecuzione di Tetragrammation, brano composto nel 2009 da Moritz Eggert su commissione della Stuttgarter Kammerorchester, e dei Quadri da un’ esposizione di Mussorgsky nella trascrizione per orchestra d’ archi preparata da Jacques Cohen per il celebre complesso cameristico Kremerata Baltica. Foremny ha sottolineato in maniera eccellente la ricchezza delle linee melodiche con un fraseggio calcolato in maniera eccellente e ricco di nobiltà, molto ben realizzato dal suono pastoso e morbido dell’ orchestra. Successo assai vivo, per una serata sicuramente interessante.

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