SWR Symphonieorchester 2018/19 – Teodor Currentzis dirige George Crumb e Gustav Mahler

Foto ©swrclassic.de

Ancora una serata straordinaria e un risultato artistico di eccezionale livello, per il terzo programma presentato da Teodor Currentzis in questa sua prima stagione come Chefdirigent della SWR Symphonieorchester. Il quarantaseienne direttore greco-russo ha definitivamente conquistato il favore del pubblico di Stuttgart, che attende le sue serate con grandissima impazienza. Anche in questa occasione, i biglietti per i due concerti e per il Currentzis Lab, la conferenza introduttiva che il maestro tiene prima di tutti i suoi programmi, sono andati esauriti con parecchie settimane di anticipo e, come le altre volte, una lunga fila di gente in attesa davanti alla cassa e fuori dalla Lederhalle, nella Robert-Bosch-Platz, cercava di procurarsi un ingresso all’ ultimo momento. Nel consueto format introduttivo, due giorni prima del concerto, Currentzis ha illustrato la genesi e la struttura della Quarta Sinfonia di Mahler, brano su cui era imperniato questo programma, nuovamente insieme alla musicologa austriaca Renate Stark-Voit, vicepresidente della Internationale Gustav Mahler Gesellschaft Wien e direttrice della nuova edizione critica delle opere mahleriane. L’ analisi riguardava soprattutto l’ origine e la composizione di Das himmlische Leben, il Lied su testo tratto dalla raccolta Das Knaben Wunderhorn che Mahler decise di porre come movimento finale nella versione definitiva della Quarta. Lavorando sulla concertazione insieme a Christina Gasch, ventinovenne soprano austriaco scelta per cantare la parte solistica della Sinfonia nel concerto, Currentzis ha illustrato la concezione della Quarta Sinfonia in cui Mahler vuole descrivere un impossibile ritorno al mondo sereno della fanciullezza, di cui il Lied rappresenta la conclusione.

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Come gli appassionati sanno bene, le scelte di Currentzis nell’ impaginazione dei programmi sono sempre caratterizzate da grande originalità e intelligenza. In questa occasione il maestro greco-siberiano ha voluto far precedere la rievocazione del mondo infantile messa in musica da Mahler nella Quarta Sinfonia da un brano contemporaneo su tema analogo, il ciclo liederistico Ancient Voices of Children di George Crumb, ottantanovenne compositore nativo di Charleston in West Virginia e allievo tra gli altri di Boris Blacher. Si tratta di una composizione eseguita per la prima volta nel 1970 alla Library of Congress di Washington, in cui il musicista americano ha messo in musica cinque poesie di Federico Garcia Lorca descriventi voci infantili provenienti dall’ aldilà per un organico formato da mezzosoprano, voce bianca e gruppo strumentale elaborato elettronicamente. A mio avviso l’ atmosfera diafana, le sonorità irreali e i preziosismi timbrici di una scrittura caratterizzata da un virtuosimo strumentale e vocale che realizza splendidamente un clima sonoro cangiante, trasparente nella sua liquida iridescenza e quasi magico rendevano questo brano estremamente suggestivo e ricco di fascino. Assolutamente perfetta l’ esecuzione, coordinata da Currentzis insieme alla regia sonora del SWR Experimentalstudio, nella quale spiccavano i virtuosismi vocali del giovane soprano portoricano Sophia Burgos, che ha realizzato molto bene una scrittura vocale complessa nella sua ricchezza di effetti che spaziavano dal parlato ai vocalizzi acrobatici, e gli arabeschi strumentali dell’ oboe di Philippe Tondre e dell’ arpa di Renie Yamahata.

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Dopo la pausa, Currentzis sembrava voler proseguire il clima di sospensione incantata creato dal brano di George Crumb, attaccando le prime batture della Quarta di Mahler con una sonorità quasi impalpabile, davvero ultraterrena. Recensendo la Terza Sinfonia lo scorso settembre, ho detto che Teodor Curretzis si pone come uno degli interpreti mahleriani più interessanti della nostra epoca e questa Quarta ha confermato in pieno il mio giudizio. Il Mahler di Currentzis non è mai bombastico, mai esagerato nel fraseggio o nelle sonorità. Al contrario, il direttore greco-russo in questa esecuzione lavorava di cesello sulla dinamica creando un clima sonoro di bellezza sfavillante, splendidamente realizzato dalla SWR Symphonieorchester che risponde in maniera perfetta alle indicazioni del podio. La struggente evocazione di un’ innocenza perduta che Paul Bekker ha definito aus Kindheitsträumen nella sua analisi della Quarta Sinfonia trovava una definizione perfetta nei fraseggi orchestrali impostati da Currentzis su una continua, raffinatissima mobilità ritmica. Currentzis attacca il tema principale del primo movimento con estrema eleganza, sottolineandone a perfezione il carattere quasi haydniano, con un bellissimo senso del rubato, calcolato con estrema sottigliezza. Magnifica la nobiltà espressiva del secondo tema, perfettamente evidenziato dagli archi della SWR Symphonieorchester, impeccabili per bellezza di suono e ricchezza di armonici. Lo sviluppo è stato condotto con estrema lucidità, colori orchestrali vividi e una sagece calibratura dell’ agogica, fino alla conclusione, perfetta per fervore virtuosistico ed eleganza di fraseggio. Assolutamente superba la resa del secondo tempo, grazie alla prestazione solistica di Mila Georgieva, la Konzertmeisterin della SWR Symphonieorchester, che ha suonato gli assoli con una bellezza di suono e una perfezione stilistica di una classe davvero superiore e alla perfetta sottolineatura delle asprezze armoniche quasi strawinskiane negli interventi dei fiati, tra i quali spiccava lo splendido timbro del clarinetto di Sebastian Manz, da me più volte segnalato in altri resoconti come uno tra i più dotati solisti tedeschi delle ultime generazioni.

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Intensissima e ricca di fervore espressivo la resa del terzo movimento, Ruhevoll, nel quale la SWR Symphonieorchester ha offerto una prova assolutamente sensazionale per bellezza timbrica e perfezione esecutiva, con fiati splendidi per ricchezza di impasti coloristici, ottoni impeccabili per intonazione, squillo e penetrazione sonora e una sezione archi semplicemente da manuale per ricchezza di armonici e profondità di cavata. Currentzis ha sfruttato le qualità eccellenti del complesso per una lettura caratterizzata da una abbagliante luminosità sonora e da una perfetta definizione delle linee melodiche. La squisitezza timbrica di certi pianissimi e il fervore espressivo della sezione conclusiva in mi maggiore che gradatamente sfumava nel suono rarefatto dell’ attacco del movimento finale sono da ricordare tra i momenti più belli di questa esecuzione. Nel Lied Das Himmlische Leben, la voce di Christina Gansch suonava abbastanza appropriata per il timbro infantile, quasi privo di vibrato e il fraseggio assai vivace ed espressivo anche se il registro acuto accusava una certa fissità. Dopo lo spegnersi progressivo delle ultime note della Sinfonia, il pubblico della Liederhalle è rimasto a lungo in silenzio prima di esplodere in un lungo applauso per un’ altra interpretazione di quelle che si ricorderanno a lungo. Ripeto ancora una volta e sempre con maggior convinzione che Teodor Currentzis è, senza la minima ombra di dubbio, un interprete mahleriano di profondità espressiva e personalità musicale tali da rendere le sue letture assolutamente di riferimento.

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Ma la cronaca della serata questa volta non termina qui. Seguendo una prassi inaugurata nel suo secondo concerto e che nelle sue intenzioni dovrebbe diventare definitiva, Teodor Currentzis ha deciso di far concludere i suoi programmi da una sorta di dopoconcerto dedicato alla musica da camera. Dopo una pausa siamo quindi ritornati nella Liederhalle per ascoltare Vox Balaenae, un altro brano di George Crumb scritto nel 1971, un anno dopo il ciclo liederistico della prima parte, per il quale l’ autore dichiara di aver tratto la sua ispirazione da una registrazione di un nastro fornitogli da uno scienziato, che conteneva una registrazione di suoni emessi dalle balene. Il pezzo, in otto movimenti raggruppati in tre sezioni, è scritto per flauto, violoncello e pianoforte amplificati elettronicamente e con lo strumento a tastiera utilizzato per produrre effetti sonori particolari tramite la preparazione di alcune corde e passi suonati dall’ esecutore direttamente sulla cordiera. L’ effetto, se possibile, era ancora più ricco di fascino per la raffinatezza di una scrittura tramite la quale l’ autore crea un’ atmosfera evocante una sorta di arcaico pulviscolo sonoro estremamente smaterializzato, quasi atemporale. L’ esecuzione, affidata alla flautista Tatjana Ruhland, alla violoncellista Rahel Kräemer e al pianista Christoph Grund, era tecnicamente impeccabile e rispettava anche le prescrizioni visive indicate dall’ autore, che per questo brano prevedono una illuminazione fatta solo di luce bleu e i musicisti con il volto coperto da una maschera. Una bellissima conclusione per una serata di grande qualità musicale. Con Teodor Currentzis, ormai lo si è capito bene, non ci si annoia mai.

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