Internationale Bachakademie Stuttgart – Bach zum 1. Advent

Foto ©Holger Schneider

Nel mondo musicale tedesco, la musica di Bach è un appuntamento obbligato nei cartelloni musicali del periodo prenatalizio. Innumerevoli sono le esecuzioni dei capolavori sacri bachiani durante l’ Avvento e praticamente non c’ è un complesso corale, amatoriale o professionistico, che non  proponga un programma dedicato alla musica del compositore di Eisenach durante le settimane che precedono le feste natalizie. Per il popolo tedesco, i capolavori sacri di Bach costituiscono la colonna sonora tipica di questo periodo festivo, un po’ come le musiche della famiglia Strauss per i viennesi a Capodanno. È uno dei casi più evidenti di identificazione culturale con una musica che qui in Germania è sentita davvero come una sorta di patrimonio genetico, che molta gente ha ascoltato e magari anche cantato fin dall’ infanzia durante le funzioni religiose oppure a scuola. Ho già avuto modo di scrivere in diverse occasioni che è sempre molto interessante vedere la concentrazione con cui il pubblico di queste parti ascolta le composizioni bachiane. Come ogni anno avviene per il concerto che la Internationale Bachakademie Stuttgart organizza per celebrare l’ inizio dell’ Avvento, la Liederhalle era piena di famiglie arrivate con i bambini, che hanno ascoltato le due ore di musica con un’ attenzione per nulla inferiore a quella degli spettatori adulti. Chissà cosa direbbe al riguardo il signor Allevi, secondo il quale i bambini si annoiano ai concerti perché la musica classica non ha ritmo… per quanto mi riguarda, non è la prima volta che mi capita di vedere qui in Germania ragazzi e ragazzini che ascoltano Bach in maniera attentissima e perfettamente consapevole.

Foto ©Holger Schneider

Per il concerto prenatalizio di quest’ anno, Hans-Christoph Rademann ha presentato, al posto del tradizionale Weihnachtsoratorium, un programma basato in massima parte su tre Kantaten scritte da Bach per la prima domenica di Avvento e accomunate dalla presenza, come tema conduttore, del celebre Corale Nun komm, der Heiden Heiland che Martin Luther rielaborò partendo dalla melodia dell’ inno ambrosiano Veni redemptor gentium. Si tratta di tre lavori appartenenti a periodi diversi della vita del musicista. La Kantate BWV 61, che inizia appunto col Corale, fu scritta da Bach durante il suo servizio a Weimar nel 1714 e ripresa a Leipzig nel mese di novembre 1723. Il testo è opera di Erdmann Neumeister, poeta e ministro du culto oltre che teologo, uno tra i primi autori a sviluppare nei testi delle Kantaten la forma del recitativo e aria. La struttura abbastanza essenziale contrasta con quella, decisamente più sviluppata, della Kantate BWV 36 Schwingt freudig euch empor scritta a Leipzig nel 1731, nella quale la melodia del Corale è intonata da soprano e alto in un meraviglioso duetto.

Foto ©Holger Schneider

Nella seconda parte, prima della Kantate BWV 62 gli strumentisti della Gaechinger Cantorey ci hanno fatto ascoltare una splendida esecuzione del Primo Concerto Brandeburghese sotto la guida di Nadja Zwiener, la violinista nativa di Erfurt che per diversi anni ha lavorato col celebre ensemble The English Concert di Trevor Pinnock e che Rademann ha espressamente voluto come Konzertmeisterin dei nuovi complessi della Bachakademie riorganizzati per l’ esecuzione secondo i criteri della prassi concertistica storicamente informata. La Kantate BWV 62, scritta anch’ essa durante il periodo di Leipzig nel 1724 e notevole soprattutto per la bellissima aria Streite, siege, starker Held intonata dal basso, completava il programma. Dal punto di vista dell’ esecuzione, Hans-Christoph Rademann si conferma interprete bachiano fra i più maturi e consapevoli del nostro tempo per la sua capacità di unire lucidità di analisi contrappuntistica e fervore espressivo nel fraseggio. Il suo scrupoloso senso dello stile, la capacità di leggere e rendere nei minimi dettagli le caratteristiche di questa musica, la precisione analitica della sua concertazione sono caratteristiche tali da rendere le sue esecuzioni bachiane dei veri e propri modelli di riferimento. Il suo Bach è caratterizzato da un tono di commossa espressività e da una penetrazione stilistica assolutamente ideale. I complessi della Gaechinger Cantorey hanno reso al meglio le intenzioni del loro direttore con una prestazione impeccabile. Ottima anche la prova dei quattro solisti. Christina Landshamer, che conosco dai tempi dei suoi studi qui alla Musikhochschule e ho più volte ascoltato nelle sue esibizioni a Stuttgart, è una cantante notevole dal punto di vista stilistico, arrivata a una bella maturità come fraseggiatrice e in possesso di una tecnica vocale molto ben rifinita. Buona anche la prova del giovane mezzosoprano Henriette Gödde nei suoi bravi interventi. Il tenore Benjamin Bruns, che avevo ascoltato questa estate come Matteo in Arabella di Richard Strauss alla Bayerische Staatsoper, ha una voce di buona sonorità e fraseggia con un buon senso dello stile. Notevole anche la prova del basso-baritono Andreas Wolf, cantante che in questi ultimi anni si è segnalato come uno tra i più interessanti specialisti barocchi delle ultime generazioni, per la morbidezza e la qualità del timbro. Successo assai vivo in una Liederhalle quasi completamente gremita.

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