Ludwigsburger Schlossfestspiele 2018 – MIAGI feiert Mandela

Foto ©Martin Kalb

L’ edizione 2018 del Ludwigsburger Schlossfestspiele sta arrivando alla conclusione con una serie di appuntamenti nel Forum am Schlosspark. Particolarmente atteso dal pubblico era il concerto della MIAGI Youth Orchestra, formazione sudafricana che a Ludwigsburg si era già esibita tre volte e tornava allo Schlossfestspiele dopo quattro anni. Il complesso, formato da novanta giovani strumentisti, sta compiendo in questi giorni una tournée europea iniziatasi alla Elbphilharmonie di Hamburg nell’ ambito dello Schlewig-Holstein Musik Festival, per celebrare il centenario della nascita di Nelson Mandela. Il movimento delle orchestre giovanili, reso celebre a livello internazionale negli ultimi decenni grazie all’ attività di formazioni come la European Community Youth Orchestra, la Gustav Mahler Jugendorchester e la Sinfónica de la Juventud Venezolana Simón Bolívar,rappresenta una fra le più belle realtà della nostra epoca non solo dal punto di vista artistico ma anche a livello educativo e sociale. Come nel caso di El Sistema creato in Venezuela da José Antonio Abreu, anche la MIAGI (sigla formata dalle iniziali delle parole Music Is A Great Investiment) è il risultato di una struttura finalizzata a utilizzare l’ istruzione musicale per trasmettere valori di tolleranza e integrazione. Fondata nel 2001 dal cantante lirico sudafricano Robert Brooks e dalla pianista finlandese Ingrid Hedlund, l’ associazione porta avanti un progetto di educazione musicale aperto a studenti di tutte le razze che coinvolge più di 300 città del Sudafrica e che ha la sua sede centrale in un edificio fatto costruire grazie al sostegno finanziario del filantropo Melden Kaplan. I novanta giovani strumentisti dell’ orchestra rappresentano i migliori elementi usciti da corsi che partono dall’ età prescolare e accostano la formazione nella musica classica con quella riguardante il repertorio e le danze popolari dell’ Africa. L’ orchestra viene riformata ogni due anni tramite una serie di audizioni nella quale vengono selezionati i migliori allievi usciti dai corsi. Superfluo sottolineare ancora una volta il valore culturale altissimo di queste iniziative, che trasmettono un messaggio forte di armonia e fratellanza importantissimo, soprattutto in tempi come quelli che stiamo vivendo attualmente.

Anche dal punto di vista artistico, il concerto è stato davvero molto notevole. In questa tournée che dopo Ludwigsburg toccherà altre grandi sale da concerto come il Verbier Festival e il Concertgebouw di Amsterdam per concludersi con una serata a Berlino come inaugurazione del Concert Young Euro Classics, la MIAGI Youth Orchestra suona sotto la direzione di Duncan Ward, giovane direttore inglese che sta iniziando una bella carriera internazionale sotto la tutela artistica di Sir Simon Rattle, che lo ha voluto a capo del complesso dell’ Orchester-Akademie dei Berliner Philharmoniker. Un ragazzo dotato di ottime qualità musicali affinate grazie ai consigli, oltre che di Rattle, di grandi personalità del podio come Daniel Barenboim e Paavo Jarvi. Già dagli accordi iniziali dell’ ouverture Egmont di Beethoven, diretta da Ward con una splendida tensione drammatica, l’ orchestra ha messo in mostra tutte le sue qualità davvero eccellenti. I novanta ragazzi della MIAGI Youth Orchestra suonano in modo splendido dal punto di vista della precisione, con una compattezza e bellezza di suono pari a quelle di un complesso professionista. Ma le potenzialità davvero enormi del complesso si sono ascoltate nel secondo brano, che era L’ Oiseau de Feu di Strawinsky eseguito nella Suite del 1945. Ho ascoltato questo lavoro in concerto un’ infinità di volte, ma devo dire che questa esecuzione si imponeva come una fra le migliori da me sentite per l’ aggressività, il suono tagliente e lucido, la perfetta scansione ritmica realizzata da Duncan Ward. In questa partitura, che dal punto di vista tecnico pone problemi non facili anche agli strumentisti esperti, la MIAGI Youth Orchestra ha davvero toccato i vertici, facendoci ascoltare una fantastica esplosione di colori e realizzando in maniera ideale l’ interpretazione cesellata nelle ritmiche e negli accenti impostata dal giovane direttore britannico. Magnifica in particolare la prova di tutta la sezione fiati, impeccabili per morbidezza, bellezza di suono e precisione di intonazione.

Foto ©Mozart2006

Come inizio della seconda parte, Duncan Ward ha voluto rendere un omaggio anche al centenario della nascita di Leonard Bernstein con l’ esecuzione di Prelude, Fugue & Riffs, brano scritto nel 1955 per big band di fiati nel quale il grande Lenny ha dato un  magnifico esempio del suo amore per la musica jazz, della quale era un conoscitore espertissimo. Qui i ragazzi della MIAGI Youth Orchestra e Duncan Ward hanno cominciato a scatenarsi, suonando con un entusiasmo e una vitalità travolgenti sotto la guida del giovane maestro che, mutato il vestito formale con una tenuta casual, li incitava dal podio con una mimica quasi da autentico ballerino. Il crescendo emozionale della serata ha avuto il suo culmine con la Suite Rainbow Beats scritta da Ward, che ha iniziato a comporre quando era ancora un ragazzino, in omaggio al centenario di Nelson Mandela. Il brano è gradevolissimo all’ ascolto nella sua mescolanza molto abile di elementi classici come la citazione della Toccata introduttiva all’ Orfeo di Monteverdi con elementi jazzistici e melodie di musiche popolari africane. Qui, dal punto di vista emotivo, era una cosa stupenda il vedere la carica di entusiasmo con cui questi ragazzi suonavano e cantavano nei passi in cui la partitura prevedeva interventi vocali. Il pubblico del Forum Schlosstheater, pieno in ogni ordine di posti, ha applaudito a lungo e con calore questa coinvolgente prova di passione musicale. Alla fine, Duncan Ward ha ceduto il podio a uno dei percussionisti per una lunga improvvisazione su temi popolari africani, che i ragazzi hanno suonato cantando e ballando insieme al pubblico che batteva il ritmo con gli applausi. Una scena davvero bellissima da vedere, un messaggio fortissimo di concordia e di integrazione che ha colpito ed emozionato tutti noi che abbiamo assistito al concerto. Il futuro della musica è assicurato, se è affidato a ragazzi come questi.

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