Staatsorchester Stuttgart – “Freiheit und Hoffnung”

Foto ©A.T. Schaefer

Sylvain Cambreling concluderà alla fine di questo mese il suo mandato di Generalmusikdirektor della Staatsoper Stuttgart e intanto si è congedato dal pubblico della Liederhalle, salendo sul podio della Staatsorchester per l’ ultimo concerto della stagione sinfonica. Nei suoi sei anni di lavoro, il maestro di Amiens si è guadagnato la stima e l’ affetto del pubblico di Stuttgart grazie all’ alto livello complessivo di tutte le sue interpretazioni operistiche e, per quanto riguarda il campo sinfonico, per l’ intelligenza e la creatività con cui ha sempre impaginato i suoi programmi sia come scelta che per l’ accostamento dei brani, una caratteristica che io trovo molto importante. Parafrasando quanto scrisse Fedele D’ Amico negli anni Cinquanta, si può dire che fare un buon programma sembrerebbe una cosa da nulla e invece è una faccenda difficile e delicata. Accostare tre o quattro capolavori che finiscono per elidersi a vicenda è una cosa che non porta a nulla, la scelta dei pezzi da eseguire in un concerto deve avere una logica e una coerenza di impaginazione. Sylvain Cambreling possiede in pieno questa capacità e i suoi programmi sinfonici si sono sempre caratterizzati per l’ intelligenza e il gusto nelle scelte. Il maestro francese, che in questi giorni ha festeggiato qui da noi il suo settantesimo compleanno, ha inoltre ulteriormente migliorato il livello qualitativo di un complesso che da tempo occupa una posizione di assoluto rilevo nel panorama delle formazioni strumentali tedesche. Con la qualità sicuramente sempre elevata del suo lavoro, il direttore di Amiens si è guadagnato qui da noi, oltre  all’ apprezzamento del pubblico, quello della critica, grazie alle sue doti di interprete unite a un’ innegabile capacità comunicativa e simpatia umana. Cambreling, sicuramente uno tra i direttori più importanti della sua generazione, ha portato alla Staatsoper il contributo della sua versatilità di interprete e di profondo conoscitore del repertorio moderno e contemporaneo, oltre all’ esperienza maturata tramite i suoi precedenti incarichi stabili al Theatre Royal de La Monnaie di Bruxelles, all’ Oper Frankfurt e alla SWR Sinfonieorchester Baden-Baden und Freiburg, affiancati da presenze regolari sul podio delle migliori orchestre europee. Un musicista fine e scrupoloso, la cui nomina è stata sicuramente un’ acquisizione preziosa per lo sviluppo della vita musicale di Stuttgart in questi ultimi anni.

Per il suo concerto di addio, Sylvain Cambreling ha presentato un programma composto secondo i suoi tipici criteri di scelta basati sull’ accostamento del repertorio classico a quello contemporaneo. Come lui stesso mi ha detto più volte personalmente, il miglior modo per educare il pubblico ad ascoltare e comprendere la musica dei nostri tempi consiste nel portarla fuori dai festival specializzati per inserirla nei normali programmi sinfonici, tenendo conto delle possibili analogie formali, stilistiche e di ispirazione che un compositore contemporaneo può avere con gli autori del repertorio tradizionale. In questo senso, l’ accostamento di due musicisti austriaci come Bruckner e Georg Friedrich Hass era assolutamente esemplare. Hass, sessantatreenne compositore nativo di Graz e allievo di Friedrich Cerha, ha infatti sempre dichiarato di considerare Bruckner tra le sue principali fonti di ispirazione; il suo Concerto N°2 per violino e orchestra, opera commissionata dallo Staatstheater Stuttgart e dalla Suntory Hall Tokio, qui eseguito per la prima volta in Europa dopo la premiere tenutasi in Giappone, si basa appunto su un’ elaborazione di cellule tematiche ispirata alla tecnica bruckneriana e realizzata tramite una scrittura che si basa sull’ impiego insistito dei microintervalli. L’ effetto all’ ascolto è indubbiamente affascinante, con il violino solista che disegna delicati arabeschi sonori su una specie di arazzo orchestrale dalle sonorità translucide nelle quali ogni tanto affiorano brevissime citazioni di motivi melodici. La violinista australiana Miranda Cuckson, accreditata specialista di questo repertorio, ha suonato con eleganza e precisione sullo sfondo di un’ orchestra splendidamente condotta da Cambreling, che come interprete del repertorio contemporaneo ha oggi ben pochi rivali al mondo e ha lavorato a lungo con Hass, che gli ha affidato la prima esecuzione di parecchi suoi lavori alcuni dei quali a lui personalmente dedicati.

Nella seconda parte, la Staatsorchester Stuttgart guidata dal suo Generalmusikdirektori uscente ci ha fatto ascoltare una splendida lettura della Settima Sinfonia di Bruckner. È sempre un autentico piacere, come ho già avuto modi di scrivere altre volte, ascoltare un’ orchestra tedesca impegnata in questo repertorio, che i musicisti padroneggiano con la naturalezza di chi si esprime in un linguaggio assimilato alla perfezione. Cambreling sfrutta al meglio le caratteristiche del complesso per un Bruckner interpretato in maniera attenta, scrupolosa e con un’ intensa nobiltà di canto. Soprattutto la sezione finale dell’ Adagio, in cui la sezione ottoni della Staatsorchester ha suonato in maniera eccellente per intonazione, squillo, omogeneità sonora e precisione, risultava in questa esecuzione come uno dei punti culminanti grazie al fervore del fraseggio che Cambreling è riuscito a ottenere. Bellissima anche la lettura del complesso primo movimento e dei due tempi finali, condotti con grande esattezza ritmica e virtuosismo tecnico. Alla fine, il pubblico della Liederhalle ha tributato un’ intensa manifestazione di affetto al direttore francese, con lunghissimi e fragorosi applausi durati per parecchi minuti. Dopo il suo congedo da Stuttgart, l’ attività di Cambreling proseguirà sul podio della Yomiuri Simphony Orchestra di Tokio, della quale il maestro è Music Director da otto anni, in aggiunta al suo nuovo incarico di Chefdirigent degli Hamburger Symphoniker come successore del defunto Jeffrey Tate. Noi speriamo di riascoltarlo ancora in futuro come direttore ospite qui, in una città la cui vita culturale senza alcun dubbio gli deve molto. Merci beaucoup et au revoir, Monsieur Cambreling!

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