Ludwigsburger Schlossfestspiele 2018 – Widmann, Lonquich & Auryn Quartett

Fotos ©Lennard Rühle und Francesco Fratto

Le serate di musica da camera ci stanno regalando i momenti migliori in questa edizione del Ludwigsburger Schlossfestspiele. Nel primo dei due appuntamenti in programma questa settimana Carolin Widmann, Alexander Lonquich e l’ Auryn Quartett hanno presentato nella Ordenssaal un raffinato programma che hanno recentemente eseguito con grande successo in diverse sale da concerto della Germania, tra cui la Kammermusiksaal della Philharmonie a Berlino. Carolin Widmann, quarantaduenne violinista nativa di München, sorella del clarinettista e compositore Jörg Widmann, è una tra le interpreti più originali del panorama concertistico attuale, attiva intensamente come interprete del repertorio contemporaneo e di quello cameristico nel quale collabora regolarmente con diversi musicisti di rango. Una personalità artistica come quella di Carolin Widmann si integra in maniera perfetta con quella di un pianista come Alexander Lonquich, uno degli artisti più intelligenti e sensibili della nostra epoca, tra l’ altro mio amico personale da molti anni. Ho seguito la carriera di Lonquich praticamente quasi dagli inizi, a partire dalla sua vittoria al prestigioso Concorso “Casagrande” di Terni, quando aveva solo 16 anni, e l’ ho sempre considerato un interprete originale e acutissimo, oltre che persona di vasta cultura e artista di grande versatilità. Le sue interpretazioni di autori classici come Beethoven, Schubert e Schumann sono tra le più interessanti che io abbia ascoltato, per la finezza del fraseggio e l’ originalità di concezione. Il cinquantottenne pianista nativo di Trier e da molti anni residente in Italia si è sempre distinto, oltre che per le qualità tecniche, anche per le sue qualità di musicista intelligente e con una vasta gamma di interessi, che lo portano a spaziare con successo dalle serate solistiche a quelle di musica da camera e come direttore d’ orchestra. L’ Auryn Quartett, formato dai violinisti Matthias Lingenfelder e Jens Oppermann, dal violista Stewart Eaton e dal violoncellista Andreas Arndt, in trentasette anni di attività si è guadagnato una reputazione internazionale come uno tra i complessi più autorevoli del suo genere, documentata anche da una discografia nella quale alcuni titoli sono stati insigniti di prestigiosi riconoscimenti internazionali.

Tre capolavori assoluti del repertorio cameristico formavano il programma di un concerto nel quale l’ aspetto più affascinante era costituito dall’ assoluta intesa interpretativa fra artisti dotati della stessa sensibilità musicale. Quando si ascoltano la Widmann e Lonquich suonare insieme, ci si trova di fronte a un perfetto scambio di colori e sfumature di fraseggio da parte di due musicisti che si capiscono reciprocamente in maniera totale, un vero e proprio esempio di quello che in tedesco viene chiamato musizieren, fare musica, cosa molto diversa dal semplice suonare insieme. La stessa cosa si può dire a proposito dell’ Auryn Quartett, nelle cui interpretazioni si ammira in particolare il fraseggio intenso, concentrato e sempre impeccabile dal punto di vista stilistico.

Foto ©Manfred Esser

Nel Quartetto in fa minore op. 95 di Beethoven, il cosiddetto Quartetto serioso, secondo il titolo scritto da Beethoven sull’ autografo, la bellezza del suono e la perfetta evidenziazione di una scrittura caratterizzata dall’ assoluta indipendenza delle quattro voci strumentali erano le caratteristiche principali di un’ interpretazione intensa, drammatica nel bellissimo primo tempo e condotta con un tono energico e serrato fino alla sorprendente conclusione dell’ Allegro agitato in fa maggiore con cui il compositore di Bonn chiude un brano ricco di contrasti drammatici e improvvisi cambiamenti di atmosfere.

Come secondo brano in programma abbiamo ascoltato il Quartetto in sol minore K. 478 per pianoforte e archi di Mozart, suonato da Lonquich e dalla Widmann insieme Stewart Eaton e Andreas Arndt. In questo capolavoro assoluto, uno tra i massimi esiti artistici di tutta la produzione del musicista salisburghese per complessità di scrittura e ricchezza di contenuti, l’ interpretazione dei quattro strumentisti ha raggiunto vertici di perfezione assoluta, tra i massimi da me ascoltati nelle esecuzioni di questo brano straordinario. Splendida l’ atmosfera di drammaticità tesa e avvincente creata nel primo tempo, seguita dal tono di concentrata meditazione dell’ Adagio e dalla ricercata eleganza del Finale, in cui Alexander Lonquich ha messo in mostra fraseggi degni della sua autorevolezza di interprete mozartiano tra i migliori della nostra epoca. A chiusura della prima parte, Carolin Widmann ha eseguito il Secondo Capriccio per violino solo di Salvatore Sciarrino. Qui la violinista monacense ha mostrato tutta la sua incredibile bravura nel cesellare i timbri e le dinamiche, grazie a una tecnica dell’ arco straordinaria che le permette di graduare al millimetro i pianissimi, con un’ affascinante effetto di smaterializzazione del suono che io personalmente ho ascoltato pochissime volte a questi livelli di ricercatezza.

Nella seconda parte, i sei strumentisti hanno presentato il Concerto in re maggiore op. 21 per violino, pianoforte e quartetto d’ archi di Ernest Chausson, un brano assai piacevole all’ ascolto e purtroppo non frequentemente eseguito in concerto anche a causa dell’ organico abbastanza inusuale. La musica dimostra influssi stilistici provenienti da Cesar Franck e Jules Massenet, dei quali Chausson fu allievo, oltre a quelle ricche armonie cromatiche introdotte nella musica francese alla fine XIX secolo tramite la progressiva diffusione del repertorio wagneriano. Anche qui l’ esecuzione era ammirevole per il suono caldo e pastoso dell’ insieme, in cui gli assoli di Lonquich e della Widmann si integravano perfettamente con i quattro archi dell’ Auryn Quartett. Bellissimo in particolare mi è sembrato il tono di intensa cantabilità nei tempi lenti, oltre alla perfetta intesa stilistica degli strumentisti che, come ho detto iniziando questo resoconto, era la caratteristica più bella di una serata davvero esemplare per livello artistico e qualità musicale. Successo vivissimo da parte di un pubblico intervenuto assai numeroso.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.