Ludwigsburger Schlossfestspiele 2018 – Danish String Quartet

Foto ©Caroline Bittencourt

L’ edizione 2018 del Ludwigsburger Schlossfestspiele sta entrando nel vivo, con una serie di interessantissimi concerti dedicati alla musica da camera. Da grande appassionato di questo repertorio, farò il possibile per seguire la maggior parte delle serate che, oltre alla qialità dei programmi,  prevedono la partecipazione di complessi di alto livello internazionale. La maggior parte degli appuntamenti si tengono nella splendida cornice del Residenzschloss, uno tra i massimi capolavori dell’ architettura barocca tedesca, costruito tra il 1704 e il 1733 per iniziativa del Duca Eberhard Ludwig von Württemberg su un progetto iniziale ideato da Johann Friedrich Nette; successivamente, la costruzione venne ampliata dall’ architetto italiano Donato Giuseppe Frisoni, che per la concezione di insieme si ispirò allo stile della Reggia di Versailles e vi aggiunse i giardini del Blühendes Barock, con giochi d’ acqua e grotte e successivamente si occupò anche della ristrutturazione complessiva del centro storico di Ludwigsburg. Oggi il Residenzschloss, oltre ad ospitare gran parte delle serate del festival e di varie altre manifestazioni culturali, è uno dei monumenti tedeschi più visitati dai turisti, che arrivano da tutta la Germania e dall’ estero per ammirare le stupende decorazioni interne, il museo delle porcellane antiche, quello della moda e la collezione di quadri settecenteschi proveniente dalla Staatsgallerie Stuttgart. Di solito, i concerti solistici e di musica da camera si tengono nella bellissima Ordenssaal, uno spazio stupendamente decorato che costituisce una tra le principali attrattive del palazzo.

Foto ©Mozart2006

Nel primo appuntamento della serie abbiamo ascoltato il Danish String Quartet, complesso formato da tre giovani strumentisti danesi (i violinisti Rune Tonsgaard Sørensen e Frederik Øland, il violista Asbjørn Nørgaard) e da Fredrik Schøyen Sjölin, violoncellista norvegese. I quattro ragazzi hanno iniziato a suonare insieme nel 2001, quando erano tutti intorno ai diciotto anni, e si sono rapidamente guadagnati una notevole reputazione internazionale sia per il livello esecutivo che per l’ originalità di programmi che spaziano dai grandi classici della letteratura quartettistica fino ad arrangiamenti di melodie popolari nordiche. Un concerto di musiche per quartetto d’ archi è per me uno dei piaceri più nobili ed elevati che un melomane possa concedersi e in questa circostanza ero anche fortemente attratto dalla possibilità di ascoltare dal vivo una delle formazioni più accreditate a livello internazionale tra i complessi della giovane generazione. La serata, svoltasi in una Ordenssaal piena in ogni ordine di posti, ha pienamente ripagato le aspettative del pubblico. I quattro ragazzi scandinavi suonano in maniera tecnicamente impeccabile, con una grande autorevolezza di fraseggio e maturità interpretativa davvero notevole, soprattutto in rapporto alla loro ancor giovane età. Dopo una elegantissima esecuzione della Fuga in sol minore dal Primo Libro del Wohltemperiertes Klavier di Bach, il complesso ha presentato il Quartetto in la minore op. 132 di Beethoven. Non nego che la presenza di questo brano, che io considero uno tra i vertici assoluti non solo nella produzione beethoveniana ma in tutta la musica del XIX secolo, sia stato uno dei motivi principali che mi hanno spinto alla Ordenssaal per assistere alla serata. Il Quartetto in la minore è per me uno degli esiti supremi nell’ ultima produzione del compositore di Bonn, un capolavoro di una bellezza suprema. Come gli altri Quartetti dell’ ultima fase creativa di Beethoven, questo lavoro incredibilmente complesso e arditissimo nella concezione sembra a tratti quasi trascendere le possibilità esecutive del quartetto d’ archi. L’ esecuzione del Danish String Quartet è stata davvero di eccellente livello, inappuntabile dal punto di vista stilistico, ricca di slancio e passionalità ma perfettamente equilibrata nell’ evidenziazione delle strutture. Soprattutto la resa del movimento centrale, la celebre Canzona di ringraziamento offerta alla divinità da un guarito, in modo lidico, è apparsa ottima per la fervida cantabilità del fraseggio e il respiro conferito alle linee melodiche.

Nella seconda parte del programma, i quattro ragazzi scandinavi hanno presentato una di quelle selezioni di melodie popolari che caratterizzano le loro proposte concertistiche fin dall’ inizio della loro attività. Come ha spiegato il primo violino Rune Tonsgaard Sørensen introducendo i vari brani, la musica popolare danese contiene influssi stilistici disparati che derivano anche da ragioni storiche, visto che la Danimarca è stata sempre una terra di passaggio per vari popoli. Nella proposta esecutiva del Danish String Quartet, i toni melanconici di certe canzoni marine si alternavano con l’ esplosione vitalistica di ritmi danzanti da festa popolare, musiche da ballo polacche e ballate irlandesi, in un caleidoscopio stilistico estremamente attraente a cui la veste strumentale del quartetto d’ archi conferiva un delizioso tocco di eleganza. Il pubblico si è molto divertito a questa esibizione di motivi popolareggianti eseguita con una perfetta idiomaticità stilistica e un virtuosismo strumentale estremamente coinvolgente. Il successo è stato molto notevole, per una serata davvero molto interessante e raffinata.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.