Internationale Hugo-Wolf-Akademie Stuttgart – Spiegelkonzert

Foto ©IHWA

Che cosa sia e cosa rappresenti il Lied per la cultura tedesca, è un tema che abbiamo affrontato più volte su questo spazio. Ma si può vedere questa forma musicale anche sotto altri punti di vista, diversi da quelli della classica serata concertistica? La Internationale Hugo-Wolf-Akademie ci ha proposto una serata davvero inusuale, a partire dal luogo dove il concerto si svolgeva. Il sodalizio di Stuttgart, che opera scelte davvero intelligenti alla ricerca di nuove fasce di pubblico, ha avuto l’ insolita idea di ambientare una Liederabend nel Bix Jazzclub, storico locale situato nel quartiere di Stuttgart West famoso in tutta la Germania per aver ospitato esibizioni di quasi tutti i più grandi musicisti jazz degli ultimi decenni. Una scelta che a prima vista poteva sembrare audace, ma che in realtà aveva una sua logica. Se ci si riflette sopra, il Lied non nasce come musica da concerto ma piuttosto come intrattenimento da serate private. Quasi tutti i più celebri Lieder schubertiani vennero eseguiti per la prima volta non in serate concertistiche ma in quelle riunioni di appassionati che venivano chiamate Schubertiaden e si tenevano nell’ appartamento viennese della famiglia Sonnleithner oltre che in altre residenze familiari nel centro di Vienna. In questi appuntamenti, Schubert presentava le sue composizioni liederistiche a un ristretto circolo di letterati, artisti e uomini di cultura in un’ atmosfera da salotto culturale, che oltre alla musica comprendeva anche letture di novità letterarie e discussioni. Nei decenni successivi, la letteratura liederistica venne gradualmente integrata nei programmi delle stagioni concertistiche regolari ma lo spirito originario di questa forma musicale risulta spesso un po’ perso nelle sale di vasta capienza. Considerando tutti questi aspetti, l’ idea di una serata in uno spazio intimo dove si potevano ascoltare le liriche vocali schubertiane sedendo a un tavolino come nella tradizione dei jazz clubs, magari davanti a una birra, appariva davvero interessante e anche utile a immaginarsi con maggior precisione l’ atmosfera in cui vennero ascoltati per la prima volta questi capolavori.

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Ma gli aspetti innovativi di questa serata non erano costituiti solo dall’ ambientazione. Il programma impaginato dalla Hugo-Wolf-Akademie comprendeva, come il titolo Spiegelkonzert lasciava intuire, l’ esecuzione di Lieder schubertiani in forma classica alternati con la loro rielaborazione in inglese eseguita da un cantante che si accompagnava con la chitarra. Johannes Held, baritono originario di Sindelfingen dove tra le altre cose dirige un festival liederistico da lui stesso fondato, ha cantato una selezione di pagine tra le più celebri della letteratura liederistica schubertiana come Der Wanderer an der Mond, Fischerweise, Die Forelle e una selezione da Die schöne Müllerin, insieme al pianista svedese Daniel Beskow. Pur con mezzi vocali non straordinari dal punto di vista qualitativo, Johannes Held ha messo in mostra una buona varietà di fraseggio e un gusto raffinato nelle mezze tinte. Alle sue esecuzioni di alternavano quelle di Bryan Benner, trentenne cantante e chitarrista originario degli Stati Uniti ma da tempo residente a Vienna, dove le sue serate di rielaborazioni liederistiche tenute nei caffè della città storica riscuotono da tempo un notevole successo di pubblico. Bryan Benner, che collabora con diversi gruppi musicali in un repertorio spaziante dalla musica classica al rock, rielabora i brani di Schubert con notevole gusto e inventiva. Per fare un esempio, la sua versione di Die Forelle con un accompagnamento tutto basato su ritmi sincopati era davvero originale e trascinante. In definitiva, una serata molto divertente ma anche raffinata nella concezione, utilissima a scoprire nuove prospettive di ascolto in brani assai conosciuti e giustamente premiata da un grande successo di pubblico.

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