Stuttgarter Philharmoniker – Dan Ettinger e Thomas Hampson

Un’immagine delle prove. Foto ©Stuttgarter Philharmoniker/FB

Dan Ettinger è ritornato sul podio degli Stuttgarter Philharmoniker per un concerto con la partecipazione solistica di un’ autentica star del canto come Thomas Hampson, il sessantaduenne baritono nativo dell’ Indiana e cresciuto a Spokane, nello stato di Washington, che dal tempo dei suoi esordi in Germania dopo gli studi con Elizabeth Schwarzkopf si è costruito reputazione di cantante tra i più prestigiosi degli ultimi decenni sia nell’ opera che soprattutto nel repertorio liederistico. Un repertorio di ottanta ruoli operistici e una discografia comprendente più di 170 titoli, molti dei quali premiati con i massimi riconoscimenti internazionali come il Grammy Award, il Grand Prix du Disque, il Gramophone Award e l’ ECHO Klassik, documentano una carriera che senza dubbio è stata fra le più rilevanti nella nostra epoca. Negli ultimi anni Thomas Hampson ha affiancato all’ attività di cantante un intenso impegno nel campo della didattica svolto soprattutto tramite masterclasses come la Lied Academy da lui fondata e diretta in collaborazione con la Heidelberger Frühling Festival. Erano diversi anni che non ascoltavo dal vivo il baritono statunitense e quindi attendevo con curiosità il suo ritorno qui a Stuttgart per questa serata concertistica insieme a Dan Ettinger.

Tanto per essere chiari fin dal principio, io non sono mai stato un convinto ammiratore delle interpretazioni di Thomas Hampson, cantante che ho sempre trovato abbastanza manierato nel fraseggio, soprattutto nell’ opera ma anche nel Lied dove la sua impostazione esecutiva a mio avviso risente di quella esagerata accentuazione iperanalitica del testo che era tipica dell’ ultimo Fischer-Dieskau e che io ho sempre trovato abbastanza stucchevole. Dopo trentasei anni di carriera, inoltre, la voce del baritono americano risulta all’ ascolto accorciata e indurita nel settore acuto. Resta in complesso intatta la discreta morbidezza delle note centrali che, unita all’ indiscutibile raffinata musicalità e a una pronuncia tedesca assolutamente perfetta, consente all’ artista di ottenere un gioco dinamico nel complesso sempre vario e raffinato soprattutto in brani dalla tessitura non molto impegnativa come quelli che abbiamo ascoltato in questa esibizione alla Liederhalle. Nei Sieben frühe Lieder di Alban Berg, eseguiti nella versione con accompagnamento orchestrale del 1928, il fraseggio di Hampson metteva in risalto molto bene l’ intima ed essenziale descrizione di un mondo poetico fatto di ricordi e di nuances psicologiche, lontano da ogni enfasi e accentuazione sonora che caratterizza questa musica risalente come concezione agli anni giovanili del compositore austriaco, basata su un’ affascinante morbidezza melodica e su una linea classicheggiante dell’ armonia, con i suoi accordi di quarta e gli evidenti richiami al Klavierlied schumanniano che si mescolano con gli echi più o meno sfumati di influenze stilistiche mahleriane. Molto buona anche l’ esecuzione del Notturno op. 44 N° 1 di Richard Strauss per il tono di nobile, commossa intensità che Hampson è riuscito a ottenere. L’ accompagnamento orchestrale di Dan Ettinger era ottimo per ricchezza di tinte e morbidezza di impasti strumentali. Il cantante statunitense ha siglato una prova indubbiamente da artista di gran classe con due splendidi fuori programma straussiani, i celeberrimi Lieder Zueignung und Morgen.

Foto ©Stuttgarter Philharmoniker /FB

Nella seocnda parte del programma, Dan Ettinger ci ha fatto ascoltare una eccellente interpretazione di Ein Heldenleben. Tutte le sottigliezze armoniche, di sapienza nella strumentazione e tutta la logica concettuale della scrittura di Richard Strauss sono state rese in maniera adeguata dal maestro israeliano, che ha ottenuto dagli Stuttgarter Philharmoniker una prestazione di notevole qualità soprattutto per quanto riguarda la pasta sonora degli archi e il sontuoso splendore sinfonico della sonorità d’ insieme. Un’ interpretazione tesa, passionale, di tono acceso e vibrante a partire dal fervore espressivo con cui Ettinger ha esposto il tema dell’ eroe che apre il brano. Perfetta la resa del gioco dei fiati in Des Helden Widersacher, reso con sonorità pungenti ed espressive. Molto bello anche il tono di lirica nobiltà con cui Aureli Blaszczok, il Konzertmeister dell’ orchestra impegnato anche nella parte solistica nel Notturno, ha ha suonato gli assoli di violino in Des Helden Gefahrtin e decisamente assai pregevole la lucidità espositiva con cui Dan Ettinger ha messo in evidenza tutta la successiva lunga e complessa struttura di citazioni dai precedenti poemi sinfonici straussiani che costituisce uno tra gli aspetti peculiari di questa partitura. Molto ben riuscita anche la conclusione, per il fraseggio vibrante e le tinte strumentali di bella qualità ottenuti da un’ orchestra apparsa in eccellente stato di forma. Nel complesso, una delle migliori esecuzioni tra quelle che Ettinger ci ha fatto ascoltare nel corso del suo lavoro con gli Stuttgarter Philharmoniker, che appare sempre più ricco di risultati interessanti. Grande successo per un concerto senza dubbio di notevole livello.

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