SWR Symphonieorchester 2017/18 – Abo-Konzert 4 – Teodor Currentzis

Foto ©swrclassic.de

Un vero e proprio trionfo ha accolto il debutto di Teodor Currentzis sul podio della SWR Symphonieorchester. I biglietti per il concerto del futuro nuovo Chefdirigent, che assumerà l’ incarico a partire dalla prossima stagione, sono andati esauriti con diverse settimane di anticipo e tutto il mondo musicale di Stuttgart è arrivato alla Liederhalle per ascoltare dal vivo il quarantacinquenne direttore greco-russo, impostosi in questi anni all’ attenzione del pubblico internazionale soprattutto per il tono audace fino alla provocazione delle sue interpretazioni. Per quanto mi riguarda, io sono andato a sentire l’ esibizione di Currentzis soprattutto per chiarirmi le idee su un artista che, in base a quello che sapevo di lui, mi aveva finora interessato e sconcertato al tempo stesso. L’ unica mia esperienza dal vivo con questo musicista risaliva ormai a diversi anni fa, quando lo ascoltai in una Carmen a Baden-Baden che allora trovai interpretativamente abbastanza cervellotica e assurda. Lo stesso potrei dire a proposito delle sue incisioni mozartiane e del controverso allestimento salisburghese de La Clemenza di Tito, di cui tanto si è discusso l’ estate scorsa. Al contrario, altri suoi dischi come quello del Concerto per violino di Tchaikowsky registrato insieme a Patricia Kopatchinskaja mi erano sembrati davvero affascinanti. Va comunque specificato per obiettività di informazione che la nomina di Teodor Currentzis a primo Chefdirigent nella storia del nuovo complesso è stata fortemente voluta dagli strumentisti della SWR Symphonieorchester e che nelle interviste concesse alla stampa locale prima del concerto di esordio il direttore ha assicurato che prenderà il suo incarico con la massima serietà e assicurerà tutto il tempo necessario all’ adempimento delle sue funzioni.

Foto ©SWR/Alexander Kluge

Tirando le somme, il mio atteggiamento preventivo nell’ ascolto era di curiosità unita a un certo grado di prevenzione, suscitata anche dal programma scelto da Currentzis che ha deciso di presentare nella sua serata di esordio alla Liederhalle la Nona Sinfonia di Bruckner, seguita da un pezzo in apparenza totalmente antitetico come Lontano di Gyorgy Ligeti. Essendo io un tipo che non si lascia condizionare dai pregiudizi, devo dire con la massima chiarezza che sono uscito entusiasta da un concerto che ha messo in evidenza tutte le caratteristiche migliori di un direttore davvero dotato di personalità e idee interpretative originali. Currentzis attacca le prime battute in pianissimo dell’ ultima Sinfonia bruckneriana con un suono misterioso, impalpabile che gradualmente si sviluppa attraverso le figure in ritmo puntato fino a esplodere in un fortissimo lacerante. Da qui in poi l’ impostazione interpretativa del direttore si precisa nelle sue caratteristiche di grande originalità. Per Currentzis, la Nona di Bruckner non è una meditazione mistica sulla morte o un sereno addio alle cose terrene ma piuttosto un grande affresco tragico sui sentimenti di una persona squassata fra la paura della fine e l’ ansia per quello che succederà dopo. Il suono orchestrale è teso, compatto e timbricamente chiarissimo nell’ evidenziazione degli impasti strumentali, le complesse architetture formali del primo tempo sono state rese con perfetta lucidità in un crescendo emozionale che toccava il suo culmine in una chiusa squassante, di grandiosa tragicità. Tecnicamente parlando, questo concerto ci ha dimostrato come Currentzis sia un direttore che sa davvero il fatto suo. Il maestro greco-russo dirige senza bacchetta, con gesti ampi e dando spesso l’ impressione di farsi trascinare dalla musica senza che questo però vada a discapito del controllo esecutivo. La SWR Symphonieorchester è apparsa letteralmente trascinata dall’ influenza evocativa del podio, suonando davvero al massimo delle sue capacità. Formidabile la resa dello Scherzo, che nella concezione di Currentzis diventa quasi una danza infernale di tono sinistramente drammatico, uno spettrale gioco di marionette hoffmanniane espresso con sonorità taglienti, massima sottolineatura delle dissonanze e ritmi angolosi, a tratti quasi brutali.

Foto ©swrclassic.de

Senza un attimo di cedimento nella tensione narrativa, l’ Adagio finale aveva le caratteristiche di un addio alla vita straziante e a tratti quasi disperato per la forza drammatica nella resa delle linee melodiche. Poi gradualmente, nel racconto costruito da Currentzis le forze del protagonista vengono pian piano a mancare e la Sinfonia si spegne a poco a poco fino alle battute finali, di una bellezza dolorosa e quasi attonita. Senza nemmeno attendere il silenzio completo dell’ orchestra, l’ attacco di Lontano, con le prime battute in pppp del flauto e poi del violoncello, mi ha chiarito del tutto le ragioni della scelta operata da Currentzis nel proporre la partitura di Ligeti al posto del finale bruckneriano ricostruito, come il direttore aveva deciso in un primo momento. Se l’ Adagio della Nona Sinfonia rappresenta un vero e proprio addio alla vita, anche se l’ opera è incompiuta, l’ ascolto subitaneo del pezzo di Ligeti ci lascia sensazioni stranianti ma di grande fascino. In pratica, quello che si percepisce è il totale senso di estraneità e incertezza angosciosa provato da uno spirito che ha appena lasciato il mondo terreno e si ritrova in un ambiente del tutto sconosciuto. Dal punto di vista formale, la raffinatezza timbrica della SWR Symphonieorchester e la perfetta evidenziazione data da Currentzis a particolari come la citazione nascosta nella sezione centrale del motivo Kommt, ihr Töchter, helft mir klagen dalla Matthäus Passion di Bach erani i particolari salienti di una lettura lucidissima e di grande forza espressiva. Dopo lo spegnersi delle ultime battute in un pianissimo appena percepibile, il pubblico della Liederhalle è rimasto a lungo in silenzio prima di esplodere in una vera e propria tempesta di applausi, pienamente meritata sia dall’ orchestra che dal direttore per un concerto di quelli che si ricorderanno a lungo. Per quanto mi riguarda, il mio giudizio finale è che senza dubbio si è trattato di una tra le migliori interpretazioni bruckneriane tra quelle che ho ascoltato negli ultimi anni. Una lettura forse scomoda, di quelle che ti costringono a pensare e riflettere, ma realizzata con una coerenza e una ricchezza di idee tali da convincermi a riguardo della caratura interpretativa di Teodor Currentzis. Questo è tutto ciò che mi sento di dire, oltre al fatto che qui attendiamo con impazienza la prima stagione della sua direzione stabile. Sicuramente ci sarà da discutere ancora a proposito delle esecuzioni di Currentzis e non è detto che tutte saranno di mio gradimento, ma l’ interesse sembra davvero assicurato.

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Un pensiero su “SWR Symphonieorchester 2017/18 – Abo-Konzert 4 – Teodor Currentzis

  1. Mi sarebbe piaciuto aver partecipato per aver assaporato, dopo il profluvio di note descritte, quel breve ma intenso momento che sarà stato, certamente, di commozione seguito dallo scrosciante applauso. Non fatico a credere che siano ricordi indelebili.

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