“Städtebewohner – Angela Denoke

Foto ©Augsburger Allgemeine

Angela Denoke, sicuramente una tra le personalità vocali e sceniche più interessanti espresse dal teatro lirico nell’ ultimo ventennio, ha ottenuto i primi riconoscimenti importanti alla Staatsoper Stuttgart dove è stata Festmitglied dell’ ensemble dal 1996 al 2000. Anche in seguito il cinquantaseienne soprano anseatico ha mantenuto regolari contatti artistici con il teatro di Stuttgart, dove è spesso tornata a esibirsi. Per il terzo concerto della stagione liederistica organizzata dalla Staatsoper in collaborazione con la Internationale Hugo-Wolf-Akademie, la Denoke ha voluto recuperare una serata che doveva tenersi due anni fa ma venne purtroppo cancellata a causa di una malattia dell’ artista. Insieme a tre strumentisti jazz (Tal Balshai al pianoforte, Norbert Nagel al saxofone e flauto, Tim Park al violoncello) la cantante di Stade ha presentato uno splendido programma di musiche berlinesi risalenti al periodo della Repubblica di Weimar, intercalate da testi letterari di autori dell’ epoca letti dall’ attrice bavarese Catherine Janke. Una serata raffinatissima, che ci consentiva di gettare uno sguardo sull’ atmosfera culturale della città posta sulla Sprea, che nel decennio intercorso tra la fine del Secondo Reich e la brutale affermazione del nazionalsocialismo visse una stagione dorata e irripetibile. Una vera e propria primavera culturale dove la parola d’ordine era carpe diem, un tripudio di arte, pensiero e creatività. Era il decennio delle audaci tele espressioniste, della creatività in editoria, del Bauhaus, dei pionieri della psicologia, dei cosiddetti “drag balls”, del cabaret, di Metropolis, e di esperimenti audaci in campo cinenatografico e teatrale che furono simboleggiati dalla figura di Marlene Dietrich. Gli artisti più importanti dell’ epoca (Bertolt Brecht, Otto Dix, Max Liebermann, Erich Kästner, Joachim Ringelnatz, Billy Wilder e altri ancora) si incontravano al Romanische Café sul Kurfürstendamm mentre Josephine Baker portava in Germania il charleston con la sua apparizione nel 1926 al Nelson-Theater sul Ku’damm. Anche in campo musicale la scena berlinese degli anni Venti si caratterizzava per il tono audace e sperimentale della programmazione. Nel 1928 Bertolt Brecht e Kurt Weill presentavano per la prima volta nel teatro Schiffbauerdamm Die Dreigroschenoper che divenne da subito un successo mondiale. Tre anni prima, Erick Kleiber diresse alla Staatsoper Unten Den Linden la prima rappresentazione del Wozzeck di Alban Berg, mentre nel Tiergarten la Krolloper di Otto Klemperer proponeva i primi esempi di regia operistica moderna. La presa del potere da parte delle camicie brune hitleriane decretò la fine di quest’ epoca dorata e molti tra gli artisti più rappresentativi del mondo culturale berlinese dovettero cercare scampo all’ estero.

Angela Denoke è una cantante che si è sempre fatta apprezzare per la sua intelligenza interpretativa e il carisma scenico; il programma da lei impaginato delineava un ritratto affascinante e completo di quell’ epoca vivace e creativa, tramite l’ esecuzione di brani spazianti dal Kabarettlied fino alla musica Schlager e alle canzoni da film composte da autori come Friedrich Hollaender, legato da stretta amicizia a Marlene Dietrich, e Mischa Spoliansky di cui abbiamo ascoltato la struggente “Leben ohne Liebe”. In questo repertorio così variegato la Denoke ha messo in mostra tutta la sua capacità di raffinata fraseggiatrice passando dai toni amaramente sarcastici di brani come “Und was bekam des Soldaten Weib” all’ allucinazione espressionistica di “Alabama Song”, “Bilbao Song” e “Nanna’s Lied” di Kurt Weill fino all’ esplosione di gioia vitale tipica di pezzi come “Untern Linden” di Walter Kollo. Dal punti di vista tecnico, Angela Denoke ha messo in mostra una splendida capacità di calibrare l’ emissione in rapporto alla scrittura vocale molto differenziata di musiche spazianti tra elementi espressionistici, spunti derivati dal jazz ed elementi di canto melodico. Perfettamente sostenuta dalla magnifica prova dei tre strumentisti, la cantante anseatica ha trovato sfumature di accento e di fraseggio davvero da artista di classe superiore in tutto il corso della serata, alla quale i testi recitati da Catherina Janke con intensa espressività aggiungevano un ulteriore tocco di raffinatezza. Una serata per veri intenditori, che il pubblico intervenuto numerosissimo alla Schauspielhaus ha applaudito a lungo. Tre i fuori programma: “Das gibt’s nur einmal”, canzone tratta dal film Und das Kongress tanzt del 1931 portata al successo da Lilian Harvey, “Peter, komm‘ zu mir zurück” che fu uno tra i cavalli di battaglia della mitica Marlene Dietrich e “Ich werde jede Nacht von Ihnen träumen” di Friedrich Schröder il cui verso finale “und warten auf ein Wiederseh’n” ha concluso in maniera perfetta un concerto che ci ha lasciato il desiderio di riascoltare al più presto Angela Denoke.

 

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