Dreikönigskonzert – Stuttgarter Kammerorchester

Foto ©Reiner Pfisterer

Tra gli appuntamenti fissi d’ inizio anno nel mondo musicale di lingua tedesca, oltre ai vari Neujahrskonzerte, tra i quali quello dei Wiener Philarmoniker è il più popolare, c’ è il Dreikönigskonzert, il concerto dell’ Epifania, evento immancabile in tutte le città nelle quali siano attivi complessi orchestrali di una certa importanza. A Stuttgart il Dreikönigskonzert viene di solito tenuto dalla Stuttgarter Kammerorchester e nella vita musicale cittadina costituisce un appuntamento immancabile e seguitissimo. Anche quest’ anno infatti la serata alla Liederhalle, organizzata dalla Kulturgemeinschaft Stuttgart, ha fatto registrare il tutto esaurito con diverse settimane di anticipo, sicuramente anche grazie alla presenza di tre solisti di rango internazionale come Kolja Blacher, il violinista berlinese figlio del compositore Boris Blacher e noto soprattutto per la sua lunga collaborazione artistica con Claudio Abbado, sia come Konzertmeister dei Berliner Philharmoniker che come solista, il violoncellista austriaco Clemens Hagen, membro del leggendario Hagen Quartett con il quale ha realizzato 45 album per la Deutsche Grammophon, e il pianista Özgür Aydin, statunitense di origini turche e residente a Berlino che, oltre a un’ apprezzabile attività solistica documentata da numerose registrazioni discografiche, collabora abitualmente con questi due musicisti nel repertorio cameristico. È toccato come sempre a Matthias Foremny, il quale dal 2013 è lo Chefdirigent della formazione, dirigere questo appuntamento che dovrebbe essere il penultimo Dreikönigskonzert della sua gestione artistica, visto che il maestro di Münster ha recentemente detto di non voler prolungare il suo contratto. La Stuttgarter Kammerorchester ha già reso noto il nome del futuro nuovo Chefdirigent, che sarà Thomas Zehetmair, il famoso violinista saliburghese, il quale succederà a Foremny a partire dalla stagione 2019/20.

Nella prima parte della serata i tre solisti hanno eseguito il Triplo Concerto op. 56 di Beethoven. Scritto nel 1803-1804 ma pubblicato tre anni dopo, nel 1807, il lavoro rappresenta un omaggio del compositore di Bonn alla grande tradizione settecentesca del Concerto Grosso e della Sinfonia Concertante. Il materiale tematico affidato ai tre strumenti solisti viene quasi sempre esposto dal violoncello sulla corda più alta e poi sviluppato insieme agli altri due strumenti solisti in una serie di dialoghi complessi e serrati. Clemens Hagen ha messo in mostra tutta la sua classe di strumentista nei suoi interventi, perfettamente assecondato dai preziosi arabeschi del violino di Kolja Blacher e dal pianismo elegante e raffinato di Özgür Aydin. Quello che si apprezzava maggiormente in questa esecuzione era la perfetta unità di intenti di musicisti abituati a suonare regolarmente insieme e che si capiscono alla perfezione negli scambi di colori e sonorità. Il tutto era governato in maniera egregia dalla direzione di Mathias Foremny, come sempre molto bravo ad accompagnare i solisti anche se a volte in questi casi lascia l’ impressione di mettersi un po’ troppo in disparte.

Le cose migliori dal punto di vista direttoriale si sono ascoltate nella seconda parte, iniziata con il Siegfried Idyll di Wagner. Qui Foremny è stato molto efficace nell’ ottenere dalla Stuttgarter Kammerorchester un suono ricco e pieno, oltre che di bella morbidezza. L’ esecuzione, impostata su tempi generalmente abbastanza mossi, si faceva apprezzare soprattutto per l’ intensa cantabilità del fraseggio unita a una bella delicatezza nelle sfumature. Molto buona anche la lettura della Sinfonia in do maggiore K. 425 “Linz” di Mozart. Un’ esecuzione fresca, brillante, perfettamente rispettosa del carattere di omaggio al mondo haydniano che costituisce la cifra stilistica peculiare di questa partitura. Foremny ha diretto con grande eleganza e vivacità e la Stuttgarter Kammerorchester ha messo in mostra tutti i pregi della sua paletta timbrica, con un suono ragguardevole per compattezza e omogeneità d’ insieme. Il pubblico della Liederhalle ha applaudito a lungo l’ orchestra e Foremny, che qui a Stuttgart si è fatto apprezzare dai melomani sia come musicista che come divulgatore nelle attività svolte dal complesso per le scuole. Come fuori programma, una vivacissima esecuzione del Finale dalla Sinfonia K. 319 di Mozart ha chiuso in maniera perfetta la serata.

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