Staatsorchester Stuttgart – “Natur und Mystik”

La prova generale aperta al pubblico. Foto ©Staatsorchester Stuttgart/FB

Sylvain Cambreling concluderà a fine stagione il suo mandato di Generalmusikdirektor alla Staatsoper Stuttgart. Credo si possa iniziare a tracciare un bilancio del lavoro svolto dal maestro di Amiens, che a mio avviso è stato ampiamente positivo sia nel campo operistico che in quello sinfonico. Nei programmi concertistici impaginati da Cambreling io ho sempre apprezzato l’ intelligenza e l’ originalità delle proposte, oltre che la capacità divulgativa nell’ accostare il grande repertorio a pagine meno conosciute ma non per questo di minor valore. Il terzo concerto della stagione sinfonica in abbonamento alla Liederhalle era una perfetta esemplificazione di tutto questo, davvero interessante dal punto di vista della combinazione d’ insieme. Proseguendo il discorso sui compositori attivi a Stuttgart che costituisce il filo conduttore di questa stagione in cui si celebra il 425° anniversario della fondazione dell’ attuale Staatsorchester Stuttgart, il programma iniziava con l’ Ouverture op. 79 Waldleben di Friedrich Wilhelm Kücken (1810-1882), musicista nato nei pressi di Lüneburg che dopo aver studiato a Berlino e Vienna si perfezionò con Fromental Halévy a Parigi, dove sviluppò anche stretti rapporti di amicizia con Heinrich Heine. Dal 1856 al !861 Küchen ricoprì la carica di Hofkapellmeister a Stuttgart, succedendo a Peter Joseph von Lindpaintner dopo la morte di quello che da Mendelssohn era stato definito il miglior direttore d’ orchestra dell’ epoca. Come direttore, Kücken fu molto lodato per la precisione esecutiva, l’ accuratezza nello studio e l’ ampiezza del repertorio anche se a volte criticato per una certa freddezza di interpretazione, tanto che il pubblico dell’ Hoftheater lo chiamava “Der glacé Kapellmeister”. Tre anni dopo la fine del suo mandato Kücken, che si era dedicato interamente alla composizione, tornò a Stuttgart per dirigere la sua nuova Ouverture Waldleben, che venne eseguita per la prima volta il 29 novembre 1864 con ottimo successo. L’ Ouverture è un brano assai gradevole all’ ascolto, stilisticamente abbastanza influenzata da Weber e Mendelssohn, che dimostra una ottima padronanza della tecnica orchestrale e una notevole ricchezza di ispirazione melodica. La direzione di Cambreling, piena nel suono e vibrante nei toni ma attentissima alla cura dei dettagli, ha messo perfettamente in evidenza i pregi di un brano sicuramente ricco di pregi.

Natur und Mystik era il titolo dato al concerto e il secondo brano esemplificava molto bene questa definizione. Si trattava di Lotus under the moonlight – Hommage a Mozart, partitura per pianoforte e orchestra composta nel 2006 da Toshio Hosokawa, autore che qui alla Staatsoper Stuttgart presenterà a fine stagione la sua nuova opera Erdbeben. Träume, su un testo tratto dalla novella Das Erdbeben in Chili di Heinrich von Kleist. Come molti altri compositori giapponesi Hosokawa, che è nato nel 1955 a Hiroshima e ha studiato in Germania, nella sua produzione cerca di combinare elementi stilistici provenienti dalla tradizione del suo paese con le tecniche dell’ avanguardia occidentale. Lotus under the moonlight è sicuramente un pezzo di grande fascino nella sua atmosfera timbrica rarefatta e preziosa, in cui le citazioni di brevi frasi tratte dall’ Adagio del Concerto K. 488 di Mozart funzionano da filo conduttore in una continua variazione di tinte cangianti. La direzione di Cambreling, che in questo repertorio si muove con una sicurezza che pochi altri direttori di oggi possono esibire, ha reso alla perfezione le microdinamiche dettagliatissime su cui si basa la partitura, assecondando ottimamente il pianista inglese Nicolas Hodges che ha reso anche lui alla perfezione i trilli e tutti i complicati passaggi cromatici della parte solistica. La Staatsorchester Stuttgart in questo brano ha dato una bella dimostrazione di abilità tecnica e precisione d’ insieme.

La seconda parte iniziava con The Unanswered Question di Charles Ives, brano del 1908 nel quale l’ autore descrive una specie di scenario universale, caratterizzato da tre diversi elementi: l’ immutabile ed eterna quiete cosmica (solitudine indisturbata, scrive Ives nella sua prefazione alla partitura) impersonata dagli archi (fuori scena) che suonano lentamente con valore di note (il tempo è 4/4 Largo molto sempre) che normalmente si assesta su semibreve e minima e solo in poche occasioni scende alla semiminima; la perenne domanda sull’ esistenza, come lo stesso Ives definisce il motto che la tromba solista pone per sette volte e alla quale fa da eco un motivo (la caccia alla risposta invisibile) affidato a quattro flauti che replicano per sei volte, in maniera sempre più disallineata e dissonante  rispetto al pedale degli archi fino alla conclusione, nella quale la settima risposta si perde dopo una disordinata citazione della domanda medesima. Nel 1973 Leonard Bernstein prese spunto dalla partitura di Ives, autore da lui amato moltissimo, per un ciclo di lectures ad Harvard composto da sei lezioni e successivamente pubblicato in video e in volume, di cui almeno la quinta e la sesta dovrebbero essere lette e meditate da chiunque voglia documentarsi sull’ evoluzione della musica nel secolo scorso. Tornando al brano in questione, l’ atmosfera ipnotica e straniata che l’ autore descrive è assolutamente affascinante per l’ ascoltatore e di grande effetto, in questo caso sottolineato in modo eccellente dall’ esecuzione.

Senza soluzione di continuità, Cambreling è passato direttamente all’ esecuzione della celebre Sinfonia N°9 in mi minore op. 95 “Dal Nuovo Mondo” di Antonin Dvořák. Il direttore francese ne ha dato un’ interpretazione complessivamente apprezzabile per slancio e precisione. Molto apprezzabile il contrasto assai marcato tra un’ introduzione tenuta su un ritmo abbastanza largo e un Allegro molto ricco di energia e ben definito nelle strutture. Molto ben riuscito anche il Largo, in cui la morbidezza di suono esibita dalla sezione fiati della Staatsorchester Stuttgart ha dato un bel fascino alle linee melodiche, soprattutto nella parte introduttiva. Molto ben marcati anche i ritmi di danza nello Scherzo e complessivamente buona anche la definizione del movimento finale anche se qualche passaggio mancava un po’ di tensione. Vivissimi applausi per un concerto davvero interessante.

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2 pensieri su “Staatsorchester Stuttgart – “Natur und Mystik”

  1. Molto teressante il concerto di Cambreling. Immagino quanto avrà dovuto studiare il Maestro per preparare tutto. Mi stupisce che noi in Italia non osiamo affrontare simili programmi sarebbe:”Deserto sulla trerra” se PUOI SALUTAMELO. iL MIO TELEFONO E’ 39 349 3933217 DAGLIELO MI PIACEREBBE FARGLI GLI auguri di Natale. TANTI ANcHE A TE” ugo

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