George Li a Stuttgart

Foto ©George Li/FB

Con un recital del ventiduenne pianista George Li, lanciato alla ribalta internazionale dal secondo premio ottenuto due anni fa nella quindicesima edizione della International Tchaikovsky Competition, anche la società StuttgartKonzert ha dato inizio alla sua stagione. Nato a Boston da genitori cinesi, George Li dopo l’ affermazione nella prestigiosa competizione moscovita ha iniziato una carriera internazionale ai massimi livelli che lo ha portato a esibirsi presso quasi tutte le più famose istituzioni concertistiche internazionali. In seguito a questi successi il giovane virtuoso ha firmato un contratto di esclusiva con la Warner Classics che proprio in questi giorni ha messo in commercio il suo primo album, registrato dal vivo al Mariinsky Theater di St. Petersburg. Per il suo esordio alla Mozartsaal della Liederhalle il pianista cino-statunitense ha presentato un programma comprendente l’ intero contenuto del CD appena pubblicato, che include musiche di Haydn, Chopin, Rachmaninov e Liszt. Direi che la serata ha soddisfatto le aspettative, per le ragioni che proverò a spiegare qui di seguito. Quando si va ad ascoltare in concerto un laureato di una grande competizione internazionale, di solito si sa che ci si puo attendere esecuzioni impeccabili dal punto di vista tecnico. Il pianismo dei nostri tempi ha raggiunto un livello medio talmente elevato da produrre tutta una serie di strumentisti in grado di affrontare con la massima sicurezza il repertorio virtuosistico più arduo. Il problema è vedere se dietro la preparazione tecnica impeccabile ci sia un temperamento interpretativo capace di soluzioni originali e una musicalità capace di comunicare, cosa che purtroppo non sempre accade. Sotto questo punto di vista, George Li mi è sembrato un pianista decisamente interessante. Avevo ascoltato un paio di sue esecuzioni in diretta streaming dal Verbier Festival e ne avevo riportato un impressione decisamente favorevole che la serata alla Liederhalle mi ha confermato. Il ragazzo bostoniano suona sicuramente molto bene, con un’ articolazione chiara e definita, un controllo sicuro della tastiera e una dinamica molto ben articolata. A tutto questo si accompagna una personalità di interprete già abbastanza sviluppata e un senso dello stile chiaro e definito. Nella Sonata in do minore Hob. XVI/20 di Haydn mi è sembrata molto apprezzabile l’ eleganza del fraseggio, oltre al tocco assai ben graduato e assolutamente privo di esagerazioni manieristiche. Anche nella Sonata op. 35 di Chopin l’ esecuzione di George Li è apparsa interessante per il tono di drammaticità asciutta e severa, espressa attraverso un fraseggio intenso e serrato e con una paletta timbrica di bella varietà.

Le cose migliori comunque si sono ascoltate nella seconda parte del recital. Con le Variazioni su in tema di Corelli op. 42 di Rachmaninov il giovane pianista ha esibito tutto il meglio delle sue qualità interpretative, in una lettura molto originale nella scelta dei colori e assai apprezzabile per l’ impostazione antiretorica e la mancanza di esagerazioni bombastiche. George Li ha poi siglato una prestazione di alto livello con due splendide esecuzioni lisztiane. Notevoli le sonorità liquide e trasparenti messe in mostra dal giovane pianista bostoniano nella Consolation N°3 in re bemolle maggiore e altamente spettacolare la Seconda Rapsodia Ungherese, nella quale George Li ha sfoderato numeri da virtuoso di alta classe. Tre fuori programma: la Danza degli Spiriti Beati dall’ Orphée et Eurydice di Glück nella celebre trascrizione pianistica di Giovanni Sgambati, la Carmen Fantasy di Wladimir Horowitz e un Preludio di Rachmaninov. Tirando le somme, possiamo dire che con George Li non siamo di fronte a uno showman del genere di Lang Lang (artista che io comunque trovo apprezzabile in certi contesti) ma ci troviamo in presenza di un musicista con un suo stile e idee esecutive già chiare. Naturalmente non si può pretendere che un pianista di ventidue anni sia già un interprete fatto e finito, ma direi che a mio avviso le qualità messe in mostra dal ragazzo statunitense in questa sua prima esibizione qui a Stuttgart meritano attenzione e che George Li ha tutti i requisiti per offrirci qualcosa di interessante e originale nei prossimi anni.

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