Musikfest Stuttgart 2017 – Quartetti

Foto ©Holger Schneider

Nella programmazione della Musikfest Stutgart, le serate di musica da camera trovano sempre ampio spazio. Quest’ anno io attendevo con particolare interesse i due concerti dedicati al quartetto d’ archi, un genere per cui nutro una particolare predilezione e che purtroppo non riesco a frequentare quanto vorrei. Si trattava di due appuntamenti abbastanza particolari, i cui programmi erano impaginati in linea con il motto Freiheit che costituisce il tema della rassegna di quest’ anno. La prima serata, tenutasi al Theaterhaus, era dedicata alla figura di Giacomo Casanova, il celebre scrittore e avventuriero veneziano che per molti aspetti viene ricordato come un archetipo dell’ uomo libero da qualsiasi convenzione sociale o morale. La lettura di passi tratti dal volume autobiografico Histoire de ma vie, in cui l’ autore descrive, con la massima franchezza, le sue avventure, i suoi viaggi e i suoi innumerevoli incontri galanti, era intervallata dall’ esecuzione di musiche per quartetto d’ archi di Haydn, Mozart e Johann Gottlieb Naumann. Protagonista della parte musicale era lo Schuppanzigh-Quartett, gruppo tedesco attivo dal 1996 il cui nome è stato scelto in ricordo del violinista viennese Ignaz Schuppanzigh (1776 – 1830) che fu il fondatore del primo quartetto d’ archi ad organico stabile, col quale suonò in prima esecuzione assoluta diversi tra i Quartetti più importanti di Beethoven e Schubert.

Foto ©Holger Schneider

A leggere i brani dell’ autobiografia di Casanova era Sky du Mont, settantenne attore e scrittore nato in Argentina da una famiglia tedesca fuggita all’ estero ai tempi del nazismo e figura estremamente popolare in Germania per la sua partecipazione a serie televisive di successo come Derrick, Der Kommissar e Arme Millionäre oltre che per le sue interpretazioni in grandi film hollywoodiani, tra cui spicca soprattutto il ruolo di Sandor Szavost in Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick accanto a Tom Cruise e Nicole Kidman. Discendente dal fondatore della famosa casa editrice DuMont Buchverlag di Köln, l’ attore tedesco si dedica da tempo anche a prestare la sua voce per gli audiolibri e a serate di lettura come quella di cui stiamo parlando, sia dal vivo che per la radio. Le memorie di Giacomo Casanova, in dodici volumi e circa 3600 pagine complessive, costituiscono un documento affascinante della società che la Rivoluzione francese distrusse e affascinano anche per il tono disincantato e vagamente ironico con cui l’ autore descrive fatti e situazioni spesso di tipo abbastanza scabroso come la vicenda della sua relazione con la figlia di un nobile presso cui era ospite, che occupava una gran parte dei brani scelti per la lettura in questa serata. La recitazione di Sky du Mont, molto garbata e giustamente caratterizzata da un tono di aristocratico distacco, si integrava perfettamente con le musiche eseguite in maniera stilisticamente assai appropriata dallo Schuppanzigh-Quartett, che suona su strumenti d’ epoca con un fraseggio efficace e ben curato nei particolari. Molto apprezzabili in particolare le esecuzioni dell’ Adagio e Fuga K. 546 e del Quartetto haydniano in re maggiore, il sesto del ciclo op. 33 che è considerato un po’ l’ atto di nascita ufficiale della letteratura quartettistica.

Foto ©Holger Schneider

Il giorno seguente, la Mozart-Saal della Liederhalle ospitava l’ esibizione del delian::quartett, che tornava qui a Stuttgart dopo la stupenda serata dedicata a Shostakovich insieme a Bruno Ganz dello scorso novembre. In quell’ occasione avevo scritto in maniera altamente positiva del complesso formato dai violinisti Adrian Pinzaru e Andreas Moscho, dal violista Georgy Kovalev e dalla violoncellista Miriam Prandi, che in meno di dieci anni dal suo esordio si è guadagnato una posizione internazionale di primo piano tra le formazioni cameristiche dell’ ultima generazione sia per la bravura tecnica che per la grande originalità nell’ impaginazione dei programmi. In questa occasione il delian::quartett ha presentato una bella scelta di brani spaziante tra il classico e il moderno insieme al trentaquattrenne soprano spagnolo Sylvia Schwartz, cantante di carriera internazionale assai rilevante che alle esibizioni operistiche affianca un’ intensa attività nel campo del Lied. Dopo una lettura intensa e serrata del Quartetto in si minore op. 33 N°1 di Haydn, la prima parte proseguiva con ‘Cantai un tempo…’ (dopo una lettura di Monteverdi) per soprano e quartetto d’ archi del compositore italiano Stefano Pierini, un brano scritto per il delian::quartett che lo ha eseguito in prima esecuzione assoluta lo scorso 28 giugno al Konzerthaus di Berlino. Si tratta di una libera rielaborazione che prende spunto da tre Madrigali di Monteverdi, condotta come una sorta di destrutturazione del materiale tematico originale in cui il quartetto di dedica a una ricombinazione degli elementi melodici mentre la parte vocale rimane sospesa quasi come un reperto archeologico, secondo la definizione dell’ autore, intonando frammenti della linea melodica monteverdiana. Un gioco assai affascinante come quello condotto da Aribert Reimann in Mignon, composizione del 1995 che unisce e rielabora tre Lieder di Schubert su testi tratti dal celebre romanzo goethiano Wilhelm Meisters Lehrjahre. La seconda parte del programma era interamente occupata dall’ esecuzione del Quartetto in fa diesis minore op. 10 di Schönberg, la cui prima esecuzione a Vienna il 21 dicembre 1908 fu un vero e proprio succès de scandale anche e soprattutto per la presenza negli ultimi due tempi di una voce di soprano che intona due poesie tratte dalla raccolta Der siebente Ring (Il settimo anello, Berlino 1907) di Stefan George. Come giustamente ha notato Enzo Restagno:

Nei suoi quattro movimenti il Quartetto op. 10 di Schönberg rivela una fondamentale bipartizione: si può dire che i primi due esibiscano la dissoluzione dell’ antico e gli ultimi due (quelli con le liriche di George) siano percorsi da un fervido sentimento di presagio. Un’ opera bifronte dunque nella quale il versante della dissoluzione è tutto venato di crepe e sfaldature che intaccano il principio tradizionale dell’ unità compositiva. Ambiguità armoniche sottilissime tramate di enarmonie e continui slittamenti cromatici, ipertrofia tematica nel senso che ciascuna delle quattro parti possiede una pregnanza melodica che si traduce in un fitto intrico della percezione e soprattutto scompaginamento sistematico, rifiuto della dialettica degli sviluppi. Schönberg dichiarò: «In questo quartetto si può constatare un’avversione contro lo sviluppo tradizionale e la tendenza a cambiare l’ ordine in una ripresa».

L’ esecuzione di Sylvia Schwartz e del delian::quartett è stata davvero di altissimo livello sia in questo che nei precedenti brani, per carica espressiva e consapevolezza stilistica, con una perfetta sintonia di intenti interpretativi. Il legato intenso e serrato dei quattro strumentisti si fondeva alla perfezione con gli accenti intensi e commossi che il soprano spagnolo ha esibito nel suo fraseggio. Pienamente riuscita anche la lettura dei primi due movimenti in cui il delian::quartett ha sottolineato in maniera eccellente quel tono di trascolorare armonico quasi derivato dale atmosfere di Verklärte Nacht, che costituisce la caratteristica peculiare di questo Schönberg ancora in bilico tra cromatismi tristaniani e nuove tendenze. Successo vivissimo per una serata davvero interessante e coinvolgente.

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