Musikfest Stuttgart 2017 – Concerti insoliti

Foto ©Holger Schneider

Uno tra i principali motivi che rendono particolarmente interessante la Musikfest Stuttgart è senz’ altro la varietà delle proposte di programma. Accanto al repertorio bachiano e alla musica classica, gli appassionati durante la rassegna hanno la possibilità di assistere a serate che accostano vari generi, in una programmazione estremamente diversificata e innovativa. Si tratta di un aspetto che da sempre costituisce uno tra i punti caratterizzanti del festival organizzato dalla Internationale Bachakademie Stuttgart e che naturalmente è stato evidenziato in maniera particolare nel cartellone di quest’ anno, il cui motto è Freiheit.

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Il primo di questi appuntamenti si è tenuto nel cortile della sede della Klett Verlag, una ditta fondata nel 1897 che costituisce uno tra i principali gruppi editoriali di Stuttgart ed è specializzata nella produzione e stampa di testi scolastici e materiale didattico. Protagonista della serata era la band di Roby Lakatos, cinquantaduenne nato a Budapest da una famiglia di origini rom che da anni è considerato il simbolo vivente del violinismo tzigano. Ma Lakatos, che nel corso della sua carriera internazionale si è esibito insieme ai massimi musicisti classici e del jazz, è un artista che nelle sue serate mescola la cosiddetta musica classica con la magia della vitalità ungaro-zigana, riflette la profonda tradizione radicata nel patrimonio culturale del popolo zigano, e offre nuovi e rivitalizzanti piaceri all’ascoltatore e all’appassionato. Non si tratta solamente di un virtuoso tecnicamente agguerritissimo, ma  di un musicista raro che può suonare musica classica, jazz, e naturalmente la musica popolare ungherese con grande energia e maestria e che con il suo violino ridefinisce ogni genere. Il concerto alla Klett Verlag, nel quale il violinista magiaro ha offerto due ore delle sue splendide improvvisazioni in cui si mescolavano elementi del prpertorio classico con spunti jazzistici e con la magia della vitalità ungaro-zigana, offriva tutta una serie di nuovi e rivitalizzanti piaceri al pubblico, che si è divertito molto e ha tributato un vero e proprio trionfo agli artisti della band.

Il Club Im Wizemann, ex struttura industriale sita nel quartiere di Bad Cannstatt e riconvertita in sala concertistica, ospitava due serata consecutive dedicate all’ accostamento di musica barocca, pezzi contemporanei e improvvisazione. Nel primo appuntamento il Freiburg BarockEnsemble, formazione cameristica costituita dalle prime parti della celebre Freiburger Barockorchester, e il complesso ensemble recherche, gruppo anch’ esso operante a Freiburg che organizza un interessante ciclo di musica contemporanea che ogni anno include numerose prime esecuzioni assolute, hanno presentato una serata dedicata a brani antichi e moderni accomunati da una caratteristica: quella di essere stati composto partendo dalla melodia In nomine Domini tratta dal Benedictus della Messa sul Corale Gloria tibi Trinitas di John Taverner, composta nel 1530. L’ accostamento parallelo delle varie forme in cui la melodia viene trattata dai musicisti dell’ età elisabettiana eseguiti dal Freiburg BarockEnsemble e da compositori della nostra epoca come Kurtág, Brian Ferneyhough, Zender, Emilio Pomárico e Wolfgang Rihm, dava origine a una serata di grande fascino e ricca di stimoli su cui riflettere. Le esecuzioni inoltre erano davvero di livello elevato.

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Divertentissima e davvero piacevole all’ ascolto era anche la proposta del giorno seguente, intitolata Alehouse Session. Il violinista norvegese Bjarte Eike e gli otto membri del gruppo Barokksolistene, che alterna la pratica di programmi storicamente informati con le serate improvvisative, ci hanno offerto due ore di musica da pub nordico del Sei-Settecento nella quale si mescolavano elementi popolari norvegesi, inglesi e irlandesi con spunti tratti da melodie classiche. Una rievocazione condotta con gusto e grande intelligenza nella scelta delle musiche e nell’ impaginazione della serata. Bjarte Eike è sicuramente un virtuoso elettrizzante per la spettacolarità con cui è capace di esibire improvvisazioni estemporanee con acrobazie tecniche di altissimo livello. I musicisti del suo gruppo lo assecondavano in maniera davvero coinvolgente alternando assoli strumentali, canto e danza in un mix riuscitissimo e assolutamente elettrizzante. Il pubblico, chiamato da Bjarte Elke a prendere parte attiva unendosi ai cori, si è divertito al massimo. Grande successo per un concerto veramente interessante e inusuale.

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