Ludwigsburger Schlossfestspiele 2017 – Khatia Buniatishvili

Khatia Buniatishvili dopo il concerto. Foto ©Mozart2006

Il Ludwigsburger Schlossfestspiele di quest’ anno presenta come sempre un cartellone ricco di proposte interessanti, tra le quali si segnala una bella serie di recitals pianistici e di musica da camera, tenuti da alcuni tra i nomi piú prestigiosi della scena concertistica internazionale. Personalmente attendevo con molta curiosità il concerto di Khatia Buniatishvili, che tornava a suonare per la terza volta da queste parti dopo le trionfali esibizioni a Stuttgart degli ultimi anni. Come già era accaduto in quelle occasioni, anche questa volta il successo è stato davvero trionfale. Il pubblico, che riempiva fino all’ ultimo posto la splendida Ordensaal del Residenzschloss per la quale i biglietti erano andati esauriti con tre mesi di anticipo, ha festeggiato il concerto della ventinovenne pianista georgiana con applausi entusiastici e numerosissime richieste di foto e autografi alla fine della serata. Un’ accoglienza sicuramente meritata, vista la qualità complessiva delle esecuzioni che la Buniatishvili ci ha fatto ascoltare. Il grande successo ottenuto in questi ultimi anni da questa bella ragazza, dotata di fascino fisico ma anche di ottima cultura, ha dato adito a tutta una serie di rimarchi da parte di certa stampa che la accusa di far leva solo sulla bellezza e sul glamour. Come ho già scritto in occasione dei suoi concerti a Stuttgart, devo ripetere anche in questa occasione che non sono assolutamente d’ accordo con quelli che considerano Khatia Buniatishvili come un fenomeno mediatico puramente esteriore: per me questa ragazza ha qualità da vendere dal punto di vista della preparazione tecnica ma soprattutto per quanto riguarda la personalità musicale e l’ originalità interpretativa, già notevolissima soprattutto tenendo conto della giovane età. Tutto questo è stato ulteriormente confermato dagli esiti del concerto, complessivamente davvero eccellenti.

L’ esecuzione della Ballata in sol minore op. 23 di Chopin, con cui Khatia Buniatishvili ha aperto la prima parte del programma, mi è sembrata molto interessante per il taglio interpretativo conferito al brano. La virtuosa georgiana tratta la Ballata come una sorta di monologo onirico interiore realizzato tramite un’ estrema mobilità agogica e un suono liquido, a tratti quasi evanescente. Non c’ è traccia di fraseggio epico in questa impostazione. solo una sottolineatura estrema dei dettagli dinamici espressa tramite una grande varietà di tocco e una drammaticità nervosa, quasi allucinata nella concezione di base. Una lettura di grande originalità, di quelle che possono piacere o non piacere ma che io ho trovato molto interessante. Anche l’ esecuzione dei quattro Improptus op. 90 di Schubert mi è sembrata notevole per finezza e sobrietà di fraseggio, oltre che per l’ estrema cura nella pedalizzazione e il tocco perfettamente sgranato nelle agilità di grazia.

Khatia Buniatishvili firma autografi dopo il concerto. Foto ©Mozart2006

Nalla seconda parte della serata la virtuosa georgiana ha scatenato l’ entusiasmo del pubblico di Ludwigsburg, che la riascoltava dopo cinque anni, con tre stupende interpretazioni di brani lisztiani.  Esecuzioni di altissimo livello, che mi hanno convinto una volta di più della doti da autentica fuoriclasse che questa ragazza possiede. L’ ebbrezza virtuosistica, la spettacolarità a tratti esplosiva del pianismo che la Buniatishvili sfoggia nella Réminiscence de Don Juan in una lettura dal tono intensissimo per drammaticità e passionalità espressiva, con ottave superbe per bellezza e compattezza sonora, facevano di questa lettura un vero e proprio modello difficilmente eguagliabile al giorno d’ oggi. Lo stesso si può dire della Rhapsodie espagnole e soprattutto della precisione di una tecnica assolutamente granitica e della sicurezza con cui la giovane pianista ha dominato una pagina rischiosissima come la Seconda Rapsodia Ungherese nella versione rielaborata da Wladimir Horowitz, che già avevamo ascoltato nel suo recital dello scorso anno a Stuttgart, resa anche questa volta con un’ ebbrezza virtuosistica semplicemente avvincente nella sua grandiosa spettacolarità. Come ho già detto, oltre alla tecnica davvero fuori dal comune il pianismo di Khatia Buniatishvili è caratterizzato da aspetti che a me anche in questa occasione hanno delineato una concertista dalla personalità molto originale, ricca di idee che sono il frutto di scelte non banali. Il successo di pubblico è stato davvero trionfale, con diversi minuti di applausi e due fuori programma.

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