Festspielhaus Baden-Baden – Anne-Sophie Mutter, Daniil Trifonov e i Mutter’s Virtuosi

Foto ©Michael Gregonowits

Anne-Sophie Mutter è tornata per la terza volta in questa stagione al Festspielhaus Baden-Baden. Anche in questo caso, davanti al teatro si potevano vedere numerosi pullman pieni di melomani arrivati da tutto il Baden-Württemberg per assistere all’ esibizione di quella che qui da noi è considerata una vera e propria icona nazionale. Per il concerto che concludeva il Pfingstfestspiele la virtuosa di Rheinfelden, che quest’ anno festeggia il quarantesimo anniversario del suo debutto a Salzburg avvenuto nel 1977 con i Berliner Philharmoniker sotto la direzione di Herbert von Karajan, ha presentato una serata di musica da camera insieme ai Mutter’s Virtuosi. Da sei anni la Mutter si esibisce regolarmente in tournée insieme a questa orchestra d’ archi, composta da giovani strumentisti sostenuti finanziariamente dalla fondazione che porta il suo nome e con cui ha registrato uno dei suoi ultimi CD, intitolato The Club Album live from Yellow Lounge, che documenta due concerti tenuti in un club situato nel quartiere di Friedrichshain a Berlino. Un ulteriore motivo di interesse per il concerto a Baden-Baden era costituito dalla presenza di Daniil Trifonov, che per la prima volta si esibiva insieme alla Mutter.

Dall’ incontro fra due personalità musicali di questo livello era lecito aspettarsi qualcosa di speciale e così è stato per le prima parte del concerto, in cui la Mutter e Trifonov insieme a tre archi dei Mutter’s Virtuosi (la violista Hwayoon Lee, il violoncellista Maximilian Hornung e il contrabbassista Roman Patkoló) ci hanno fatto ascoltare una lettura avvincente ed emozionante di due capolavori cameristici schubertiani: il Notturno in mi bemolle maggiore op. 148 e il celebre Quintetto in la maggiore D. 667 per piano e archi “Die Forelle”. Il suono terso e affascinante del pianoforte di Trifonov si univa alla tinta morbidissima degli archi a creare un’ atmosfera incantevole per bellezza e fascino nella resa conferita alle linee melodiche. Daniil Trifonov è molto probabilmente il pianista più dotato della giovane generazione per talento virtuosistico e personalità musicale, oltre che per carisma e comunicativa e la sua intesa con il modo di far musica della Mutter e dei suoi giovani protetti è stata pressochè immediata. Credo di non aver mai ascoltato un’ interpretazione del Quintetto schubertiano così completa e magnetizzante nella tensione espressiva del fraseggio, così ricca di cantabilità e preziosa nella sottolineatura di tutti i particolari. Un’ esecuzione di quelle da ricordare a lungo come quella del Notturno, reso in maniera meravigliosamente magica per l’ atmosfera irreale, oniricamente incantata che i tre strumentisti sono riusciti a evocare. C’ è solo da augurarsi che Anne-Sophie Mutter e Daniil Trifonov abbiano ulteriori occasioni di far musica insieme in futuro, perché da quello che si è ascoltato in questa occasione ci sarebbero cose entusiasmanti da attendersi in ulteriori esibizioni.

Foto ©Michael Gregonowits

Nella seconda parte, gli undici archi dei Mutter’s Virtuosi e il clavicembalista Knut Johannessen hanno accompagnato la virtuosa di Rheinfelden in una splendida esecuzione delle Quattro Stagioni di Vivaldi. L’ incisione del ciclo vivaldiano eseguita nel 1987 insieme ai Berliner e a Karajan fu una di quelle che contribuirono in maniera determinante al successo internazionale della giovane Mutter, che in questi ultimi anni ha incluso spesso i quattro Concerti nei programmi portati in tournée insieme al suo complesso di giovani strumentisti. Naturalmente non si trattava di una lettura filologica in senso stretto, ma suonata comunque con pochissimo vibrato e colpi d’ arco stilisticamente corretti. Anne-Sophie Mutter affronta il ciclo con una carica virtuosistica assolutamente elettrizzante e una magnifica forza espressiva, un carisma evocativo capace di farci immaginare il fascino magnetico che Vivaldi stesso, secondo le testimonianze d’ epoca, sfoderava quando suonava questa musica a Venezia insieme alle sue allieve, nel Pio Ospedale della Pietà. Ne è scaturito un vero e proprio arcobaleno di sonorità affascinanti scaturite dallo splendido Stradivari Lord Dunn-Raven del 1710 che la Mutter suona da anni in concerto e di cui sa sfruttare al meglio le qualità sonore per metterle al servizio di un modo di far musica ancora oggi indiscutibilmente sovrano e con pochissimi termini di paragone. Trionfo assoluto per la Mutter e i suoi ragazzi in un Festspielhaus gremito in ogni ordine di posti, con una struggente esecuzione dell’ Aria dalla Terza Suite per orchestra di Bach intonata dalla Mutter con una lama di suono argenteo e un fraseggio di struggente cantabilità a concludere un concerto senza alcun dubbio di altissimo livello.

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